Social network, l'account Twitter di Libero torna online dopo 12 ore

Cronaca

Il profilo era stato bloccato per "azioni sospette". IIl quotidiano: "Da noi nessuna vuolazione". L'azienda spiega che si è trattato di una "sospensione per precauzione"

Dopo circa 12 ore di blocco, l'account di Libero torna online. "Siamo tornati. Spiace". Così il quotidiano, con un messaggio su Twitter, ha annunciato il proprio ritorno sulla piattaforma, dopo che nella serata dell'11 gennaio il profilo era stato temporaneamente bloccato per attività sospette. Lo stop aveva provocato polemiche e molti tweet, anche da parte di esponenti politici, che evocavano la censura. La pagina era comunque consultabile dopo aver letto l'avviso di blocco del social network.

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Nel pomeriggio del 13 gennaio è arrivata la spiegazione di Twitter per la sospensione temporanea del profilo: "L'account è stato rilevato dai nostri sistemi automatizzati e temporaneamente limitato per precauzione. Abbiamo collaborato con il titolare dell'account e l'account è stato ripristinato", spiega un portavoce del social network. La sospensione per "attività sospette" è una misura che le piattaforme web prendono a volte per limitare appunto alcune attività sospette, come i tentativi di hackeraggio.

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Prima di ricevere delucidazioni dal social network, Libero sul proprio sito internet in mattinata aveva scritto: "Twitter ci ha tolto la voce per 12 ore. Quelle 12 ore di silenzio imposte a Donald Trump prima di procedere alla rimozione coatta del presidente degli Usa dal social dei cinguettii". Poi il quotidiano continua: "La differenza tra il caso di Libero e quello di The Donald? Le ragioni che hanno portato al silenziamento di quest'ultimo erano chiare - senza entrare nel merito di quanto sia inquietante il fatto che un social censuri il presidente degli Stati Uniti -, mentre i motivi per cui siamo stati costretti a tacere, ancora, non ci sono noti". Il giornale specifica di aver "chiesto spiegazioni e, ad ora, non ne abbiamo ricevute. Così come non abbiamo ricevuto durante il blocco spiegazioni ufficiali da parte del social. Siamo semplicemente, e magicamente, tornati a cinguettare".

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Subito dopo il blocco dell'account, che ha ricordato da vicino quello preso dal social network con l'account di Donald Trump e di molti altri appartenenti a esponenti di estrema destra americani, il sito internet del quotidiano fondato da Vittorio Feltri e diretto da Pietro Senaldi aveva scritto un comunicato: "Twitter sta limitando la diffusione dei nostri cinguettii - si legge - e ci sta impedendo di farne di nuovi. Ancora non ci è chiara la ragione: basta consultare il nostro feed - sottolinea ancora 'Libero' - per rendersi conto che, ragionevolmente, non c'è alcun contenuto che vìoli gli standard della comunità (così come riconosciuto da altre testate nazionali che hanno ripreso la vicenda del 'ban' che ci ha colpito)". Il giornale si chiede: "Dove sono le "attività sospette"?

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Ill quotidiano spiegava che simili limitazioni possono scattare "in seguito anche a un numero di segnalazioni del nostro account da parte di singoli individui: in questi casi il blocco - se ingiustificato, come sembra essere in questo caso - è molto limitato nel tempo. Stiamo indagando su quanto accaduto e contiamo di tornare presto a cinguettare". Senaldi, in un editoriale che preparato per l'edizione del 12 gennaio, ha scritto: "I social pensano di rappresentare il mondo ma ne riflettono solo la parte più becera". Per il direttore di Libero l'azione di Twitter è "intimidatoria. Non vorremmo mai che chi avesse proseguito e si fosse inoltrato nella lettura del nostro profilo Twitter corresse il rischio di essere censurato". 

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Senaldi nel suo articolo ricorda che questa azione del social network "in un certo senso accomuna la nostra sorte a quella di Donald Trump, espulso dal social giorni fa e sulla cui cacciata si è aperto un dibattito internazionale sui limiti che Twitter sta imponendo alla libertà di espressione e alla democrazia. Due giorni fa, il nostro direttore editoriale, Vittorio Feltri, ha subito la stessa sorte dell'ex presidente Usa per aver scritto di essere felice che Greta Thunberg abbia compiuto diciotto anni, perché così può serenamente mandarla a scopare il mare. I cervelloni Usa hanno interpretato il detto popolare come una frase sessista, prendendo fischi per fiaschi". Senaldi chiude "citando Feltri: 'Twitter, azienda privata, ha diritto di censurare chi vuole. Ma ormai comandano un'ignoranza e una stupidità senza freni'. E nulla è più politicamente scorretto di esse".

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