Covid, contagi nelle scuole e istituti chiusi: la situazione regione per regione
La didattica a distanza, prevista dal nuovo Dpcm per gran parte degli studenti, lascia a casa quasi la metà della popolazione scolastica italiana. Per chi frequenta in presenza, ai casi di positività riscontrati seguono quarantena e chiusure di singole classi o interi edifici. Ecco la situazione nelle regioni e alcune delle scuole dove sono stati segnalati dei contagi
Il 18 novembre in Italia sono stati rilevati 34.283 nuovi positivi su 234.834 tamponi analizzati. Il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro ha detto che "sulla scuola c'è un monitoraggio sviluppato dal ministero dell'Istruzione per individuare focolai. In realtà si è valutato come la diffusione nelle scuole sia sovrapponibile a quella delle altre fasce del Paese. Quindi la scuola è tema fortemente monitorato". Alla luce delle novità introdotte dall'ultimo Dpcm, ecco le ultime notizie sugli istituti e i casi di contagi da coronavirus nelle scuole italiane
Il bollettino con i dati aggiornati al 18 novembre
Intanto, il 18 novembre, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha annunciato: “Da oggi si può fare didattica a distanza senza consumare il traffico dati dei propri abbonamenti telefonici personali o familiari. Abbiamo infatti invitato i principali operatori di telefonia mobile a trovare soluzioni che agevolino le studentesse e gli studenti, le loro famiglie, i docenti e chiunque si colleghi alle piattaforme per le lezioni da remoto. Tim, Vodafone e Wind Tre hanno accolto l'invito del governo”
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"L'apertura della scuola non comporta rischi, semmai il rischio è la chiusura della scuola", ha detto ancora Azzolina a Rtl. "C'è un regionalismo delle diseguaglianze in questo momento: alcuni bambini vanno a scuola in zone rosse e altri non ci vanno anche se non in zone rosse. Credo il problema sia culturale: la scuola è sempre stata trattata come la Cenerentola del Paese da tutti i punti di vista, anche dei tagli; oggi questo sta cambiando, anche in legge di bilancio e anche dal punto di vista dell'attenzione delle famiglie, degli studenti, dei media"
Scuola, didattica a distanza senza consumare giga con Tim, Vodafone e Wind Tre
"Sarò veramente soddisfatta quando tutti i ragazzi, soprattutto quelli delle superiori, potranno tornare in classe, ma dobbiamo osservare la curva dei contagi e attendere che questa si stabilizzi - ha aggiunto la ministra - Credo ci sarà un ritorno graduale, bisogna essere sempre prudenti, fondamentale è che le limitazioni attuali siano temporanee. Non mi sento di dare una data, sono settimane delicate, spero che con tutte le chiusure si possa rallentare la curva e pensare ad un ritorno graduale a scuola"
Covid, Abruzzo zona rossa: le scuole restano aperte
In Piemonte il liceo classico Gioberti di Torino ha vietato la protesta contro la Dad dei suoi allievi, che da alcuni giorni stanno seguendo le lezioni online seduti fuori dall'istituto. Una circolare ha annunciato agli studenti che "non è consentito il collegamento da luoghi diversi dalla propria abitazione, quali possono essere parchi, vie cittadine, bar o ambienti di ritrovo, per ragioni di sicurezza e responsabilità. Dal momento che luoghi di questo tipo non favoriscono le condizioni necessarie per la concentrazione e l'attenzione richiesta durante le lezioni"
La situazione in Italia: grafici e mappe
In Emilia Romagna, secondo quanto riporta Forlì Today, per quanto riguarda i casi di un operatore scolastico in una scuola primaria di Forlimpopoli, un alunno della scuola media "San Martino" di Forlì e di un alunno in una scuola primaria di Castrocaro Terme, a seguito del sopralluogo da parte di operatori sanitari negli istituti si è verificato il rispetto di tutte le misure di prevenzione. Pertanto, spiega l'Ausl, "non vengono individuati contatti stretti ad alto rischio in ambito scolastico dei positivi, ma solo contatti occasionali"
Zona rossa dal 18 novembre in Abruzzo, dove dopo aspre polemiche - il Gruppo tecnico scientifico regionale (Gtsr) aveva chiesto la chiusura totale delle scuole - si è deciso di seguire l'impostazione del Dpcm: restano in presenza le attività didattiche delle primarie e delle prime medie
In Puglia, il sindaco di San Giovanni Rotondo (Foggia) ha disposto dal 18 novembre e fino al 3 dicembre la chiusura dell'asilo nido comunale e la sospensione delle attività didattiche in presenza delle scuole dell'infanzia, delle scuole primarie e secondarie di primo grado
Sempre in provincia di Foggia, a Torremaggiore, il sindaco ha sospeso dal 18 novembre fino al 3 dicembre la didattica in presenza di tutte le scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado. "I dati relativi ai contagi non sono confortanti - ha detto - di conseguenza serve fare delle scelte seppur difficili, per salvaguardare la salute di tutti, specie dei nostri ragazzi"
Dal 17 novembre in Basilicata sono chiuse tutte le scuole e attivata la didattica a distanza per tutti gli studenti sul territorio. La misura è prevista fino al 3 dicembre a causa dell'aumento dei contagi nella regione
In Campania, dal report sul contagio dell'università Vanvitelli e del comune di Napoli, emerge che, in coincidenza con la ripresa delle attività scolastiche, a ottobre l'aumento dei casi positivi al Covid nel capoluogo partenopeo nella fascia 6-18 anni ha fatto registrare un forte incremento, che mostra un lieve calo della curva nella scorsa settimana (nella regione da metà ottobre è in vigore la didattica a distanza per tutti gli istituti)
Dal 17 novembre è aperto all'Ospedale del Mare di Napoli dalle 9 alle 17 il nuovo punto per effettuare i tamponi che si occuperà dello screening del personale scolastico e dei bambini previsti nella possibile riapertura delle scuole dell'infanzia e della prima classe della primaria fissato dalla Regione Campania al 24 novembre
L'affluenza all'Ospedale del Mare però resta bassa per un punto che può fare 800 tamponi al giorno, per questo - in vista della possibile riapertuta delle scuole il 24 novembre - da ieri vengono testati anche bimbi e personale scolastico arrivati senza aver prenotato. "Se avremo un tasso di bambini e insegnati positivi alto - ha precisato l'assessore all'Istruzione Lucia Fortini - e sentiamo che non è garantita la sicurezza a scuola immagino che l'Unità di Crisi possa rivedere la scelta di riaprire. Di sicuro non andremo allo sbaraglio"
In Sicilia continua la campagna di screening per il Covid-19 promossa dall'assessorato regionale della Salute d'intesa con Anci. In provincia di Siracusa sarà eseguita non soltanto nei comuni con una popolazione superiore ai 30mila abitanti, ma anche agli Enti locali che hanno meno di 30mila abitanti ma con almeno due Istituti scolastici superiori. I tamponi rinofaringei rapidi saranno fatti agli studenti, ai loro familiari e al personale docente e non docente delle scuole medie inferiori e superiori
Secondo un sondaggio di Skuola.Net, su 3mila studenti delle scuole superiori e dell'università quasi la metà sta vivendo molto male il momento, mentre circa 8 su 10 pensano che il virus avrà ripercussioni negative sul loro futuro