Inps: con smartworking diminuiti certificati di malattia dei dipendenti pubblici in estate

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Secondo l'Istituto di previdenza, i certificati di malattia nel periodo estivo sono diminuiti dell'11,3%, con un decremento maggiore nel settore pubblico (-16,9%) rispetto a quello privato (-10,04%). Si registrano meno richieste di malattia, con periodi di assenza dal lavoro più lunghi

Calo sensibile dei certificati di malattia soprattutto tra i dipendenti pubblici con il ricorso allo smartworking durante l'estate: è quanto emerge dai dati Inps, che hanno rilevato al contempo un aumento dei giorni di malattia attestati dai medici.

Secondo l'Istituto di previdenza, i certificati di malattia nel periodo estivo sono diminuiti dell'11,3%, con un decremento maggiore nel settore pubblico (-16,9%) rispetto a quello privato (-10,04%). Il ricorso massiccio allo smartworking, com'è noto, è stata una delle risposte necessarie nel mondo del lavoro per prevenire il contagio da Covid negli uffici, pubblici e privati (GLI AGGIORNAMENTI - BOLLETTINO - MAPPE - GRAFICHE).

Certificati diminuiti rispetto allo stesso periodo del 2019

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L'Osservatorio sulla malattia ha diffuso dati che risentono in particolare dello smartworking, utilizzato largamente nel periodo successivo al lockdown, oltre all'ampio utilizzo della cassa integrazione in alcuni settori. Tra i mesi di luglio e settembre sono arrivati all'Inps 3.501.481 certificati, di cui l'81,5% dal settore privato, a fronte dei 3,95 milioni di certificati presentati nello stesso periodo del 2019 (80,3% dal privato).

Certificati malattia in calo al Centro e al Sud

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Certificati di malattia all'Inps in calo soprattutto al Centro (-15,6% nel complesso, -22,6% nel pubblico) e al Sud (-13% totale, -21,3% nel pubblico). Complessivamente, tuttavia, i giorni di malattia sono lievemente aumentati crescendo del 2,4% nel privato e dello 0,1% nel pubblico rispetto al terzo trimestre 2019. Tradotto in altri termini, ci sono meno richieste di malattia, ma con periodi di assenza dal lavoro più lunghi. Il numero delle giornate medie di malattia per certificato passa da 5,9 a 6,7 per il settore privato e da 6 a 7,3 per il pubblico.  Secondo l'Inps, si tratta di "un andamento che induce a pensare che i lavoratori si rivolgono al proprio medico soprattutto per patologie che richiedono più giorni di malattia, evitando di farlo per malattie meno gravi".

Covid ha avuto ripercussioni sui controlli medico fiscali

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I dipendenti soggetti al controllo d'ufficio dello stato di malattia da parte dell'Inps è stato di 14,1 milioni di lavoratori, di cui 3,1 nel settore pubblico (polo unico) e 11 nel settore privato (assicurati). L'Istituto di Previdenza può effettuare controlli su richiesta del datore di lavoro, con verifiche anche sui lavoratori privati non assicurati (3,4 milioni) e sui lavoratori pubblici non appartenenti al Polo unico (circa 91 mila).

Il Covid-19 e le relative limitazioni hanno avuto ripercussioni anche sull'attività degli ispettori. Gli accertamenti medico fiscali sono tornati attivi su tutto il territorio nazionale solo il 10 agosto, dopo la sospensione iniziata il 9 marzo. Nel periodo compreso tra il 10 agosto e la fine di settembre sono state effettuate 92.448 visite mediche di controllo: una diminuzione del 59,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con un drastico calo di quelle dei datori di lavoro rispetto a quelle d'ufficio. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il tasso di riduzione della prognosi, che consiste in pratica nel numero di visite con riduzione della prognosi rispetto al numero delle visite effettuate, è aumentato sia nel settore privato che in quello pubblico. Allo stesso modo l'incremento ha riguardato anche il numero medio dei giorni di riduzione prognosi. Il tasso di idoneità, che tiene conto del numero di visite con esito di idoneità al lavoro rispetto al numero di visite effettuate, è rimasto stabile per le visite d'ufficio di entrambi i settori, ma si riscontra una forte diminuzione per quelle chieste dai datori di lavoro.

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