"Il Parlamento serve ancora?", dibattito tra leader politici al Meeting di Rimini

Cronaca
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Al Meeting di Rimini si è svolto il confronto, moderato dal direttore di Sky TG24 Giuseppe De Bellis, tra i leader politici nazionali. Sono intervenuti Luigi di Maio, Roberto Speranza, Maria Elena Boschi, Graziano Delrio, Maurizio Lupi, Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani. Tanti i temi toccati: dalle elezioni regionali al referendum, dal coronavirus ai migranti

Al meeting di Rimini per la prima volta i massimi esponenti di tutte le parti politiche si sono confrontati sul futuro del Parlamento e sui principali temi di attualità. Alla tavola rotonda, intitolata "Il Parlamento serve ancora?" e moderata dal direttore di Sky Tg24 Giuseppe De Bellis, sono intervenuti Luigi di Maio, Roberto Speranza, Maria Elena Boschi, Graziano Delrio, Maurizio Lupi, Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani. Tanti i temi trattati, dal coronavirus alle elezioni regionali, dal referendum ai migranti.

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"Il primo tema fondamentale è che in questo momento si sta discutendo del taglio dei parlamentari”, ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. “Si arriva al referendum con l'ultimo voto alla Camera che ha visto l'unanimità. Io lo vedo come un'opportunità di cambiamento, non è la fine di un percorso, ma l’inizio. Non dobbiamo fossilizzarci sul taglio, non dobbiamo guardare alla quantità ma alla qualità. E questo vale anche per le norme. Ormai si usano gli emendamenti come dei comunicati stampa, e questo ha mandato in crisi la legge", aggiunge.

Di Maio: bene Draghi, attorno ai giovani ruoterà tutto

Di Maio ha proseguito dicendo: "Ho molto apprezzato il passaggio" di Mario Draghi "sui giovani". "Quello che dico ai tanti giovani è che la politica è il luogo dove si decide il loro futuro" e "gli consiglio di vivere il più possibile l'appartenenza a una forza politica ma, quando non si sentono rappresentati da quella forza, gli consiglio di muoversi in prima persona, autonomamente. E' intorno a loro che ruoterà tutto”. Sulla legge elettorale ha invece detto: "Spero che venga approvata con una larga maggioranza, anche più larga" di quella del governo.

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Salvini, scuola: ministro incapace, è una sciagura

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Il segretario della Lega, Matteo Salvini, è partito parlando della riapertura delle scuole: "Io sono molto preoccupato da genitore. Perché al di là degli insulti che la signora Azzolina mi riserva quotidianamente non ho capito a che ora devo portare mia figlia a scuola, a che ora devo andare a riprenderla, dove mangia, con quanti compagni sta in classe e quanti insegnanti avrà, se fa ginnastica, se va a lezione al cinema, al museo, al bed & breakfast, se hai i banchi mobili, fissi, con le rotelle, cosa fa in palestra. Io penso che un ministro talmente incapace in un momento tanto delicato sia una sciagura per la scuola italiana”. Poi ha aggiunto: “Il Parlamento del tema scuola non si sta occupando, lo sta facendo solo il ministro che litiga con i sindacati".

Salvini, migranti: 15.000 sbarchi, denunceremo Governo

Sul tema migranti, Salvini ha detto: "Siamo arrivati ormai a più di quindicimila sbarchi, nonostante la chiusura e il Covid. E' un'emergenza non solo economica ma anche sanitaria. Gli italiani sono distanziati, seguiti e multati, mentre anche oggi ci sono decine di clandestini che girano indisturbati per l'Italia senza nessun controllo”, confermando l’intenzione di denunciare il Governo per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. "Io - ha osservato - fra 43 giorni vado a processo a Catania perché ho bloccato degli sbarchi. Mi domando - ha concluso Salvini - perché a processo ci dovrei andare solo io". Sul processo che lo attende ha precisato: “Io sono andato a processo due volte per un voto dei parlamentari che hanno delegato alla magistratura di far politica, creando un precedente gravissimo. Oggi tocca a Salvini e domani può toccare a chiunque, è gravissimo che una scelta politica presa da un ministro e dal Parlamento venga giudicata non dai cittadini ma da un tribunale".

Salvini su coronavirus, regionali e referendum

Il leader leghista ha toccato altri temi nel suo intervento a Rimini. Sul Covid ha detto che “fa male al Paese chi lo dipinge come un lazzaretto. Con più tamponi ci sono più contagi. Non c'è un’emergenza in corso”. Sulle imminenti elezioni regionali ha invece commentato: saranno "una bellissima e straordinaria occasione di cambiamento per dei cittadini che sono male amministrati. Il Governo nazionale non c'entra nulla”. Infine sul Referendum di settembre ha spiegato: “Io ho votato 4 volte sì, non cambio idea e non vedo perché dovrei cambiare idea".

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Meloni, legge elettorale: grave tornare al proporzionale 

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La leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, in collegamento con il Meeting di Rimini, ha detto che "sarebbe molto grave tornare al proporzionale. La sfida è una legge elettorale maggioritaria e credo che il taglio dei parlamentari - e lo dico essendo l'unico partito che l'ha sostenuto fin dall'inizio - non può essere l'alibi per dire un'altra volta che adesso non si può andare a votare perché bisogna fare la legge elettorale”. Meloni ha anche attaccato Pd e M5s: "Hanno preso i numeri che hanno in Parlamento, sostenendo che avrebbero combattuto l'uno contro l'altro. Allora dovrebbero ripresentarsi di fronte ai cittadini, dire che vogliono governare insieme e vedere cosa ne pensano i cittadini. Non è un problema di alleanze ma di programmi che porti avanti. Per me la politica è visione, senza la visione rimane solo l'interesse a e quella visione dobbiamo dare risposta".

Speranza: democrazia ha retto, in Italia e mondo

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Il ministro della Sanità Roberto Speranza intervenendo al Meeting di Rimini ha detto: “Io sono un convinto parlamentarista e, probabilmente non sarò di moda, ma continuo a credere nel ruolo dei partiti. Partiti deboli, basati su una sola leadership che parla attraverso i media io credo siano stati un elemento di debolezza". Sul rapporto tra decretazione d'urgenza e Parlamento nell'emergenza Covid Speranza spiega: "La mia opinione è che le democrazie, in Italia e nel mondo, abbiano retto. E' chiaro che siamo stati costretti a misure durissime ma non credo che abbiamo piegato la curva solo con queste misure, abbiamo piegato la curva perché c'è stata una profonda sintonia tra le scelte che faceva il governo e le persone".

Tajani: voto on line mette a rischio democrazia

Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, ha parlato invece del voto online: “Si va a minare la democrazia quando si pensa di poter fare tutto con le consultazioni telematiche. Deve decidere il destino la piattaforma Rousseau con 50 mila persone che votano senza controllo o devono decidere i parlamentari eletti dal popolo? Ma i deputati e i senatori rappresentano il popolo. Ogni istituzione deve giocare la sua parte, il Parlamento deve fare quello che non possono fare i Comuni e le Regioni. La democrazia è questa".

Boschi, Referendum: voto Sì non risolve tema riforme

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La capogruppo di Iv alla Camera Maria Elena Boschi ha parlato del referendum sul taglio dei parlamentari dicendo: "Forse è più utile fare scelte difficili che le dirette su Fb per provare a costruire qualcosa di positivo. D'accordo sulla democrazia rappresentativa, io aggiungo democrazia decidente. Ecco perché credo che il tema delle riforme non sia esaurito e sicuramente non si esaurisce con la riduzione dei parlamentari che, a questo punto, non è risolutiva sulle risposte da dare ai cittadini”. Sulle elezioni invece ha detto: "Credo che le Regionali, le Amministrative siano un appuntamento importante, sicuramente, ma che vadano separate da quelle che sono le vicende del Governo e la politica nazionale".

Boschi: non volevamo morire leghisti, ora non vivere grillini

Boschi ha ribadito che "come Italia viva abbiamo detto che siamo sempre pronti al dialogo e al confronto sulla legge elettorale e siamo d'accordo nel dire che le regole si scrivono insieme, anche oltre la maggioranza. Semplicemente ci sembra che la priorità sia un'altra in questo momento e cioè concentrarsi sulla necessità di dare risposte concrete”. Poi ha aggiunto: "Noi un anno fa abbiamo fatto nascere questo Governo perché non volevamo morire leghisti, adesso non è che vogliamo vivere grillini. Se c'è un'alternativa tra il sovranismo e l'alleanza strutturale Pd-M5s, quell'alternativa, quella terza via è sicuramente Italia Viva".

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Delrio: contagi da gestire con prudenza ma senza paura 

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iI capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio ha commentato l'aumenti dei casi positivi al Covid registrato oggi in Italia: ”Da medico che ha vissuto in ospedale da 20 anni dico che debbano essere gestiti con prudenza ma senza la paura perché siamo molto più preparati a gestirli oggi rispetto all'inizio dell’epidemia". Sulla scuola ha aggiunto: “Condivido che bisogna lavorare insieme e avere uno spirito di collaborazione: non credo che nessuno lavori contro la scuola, men che meno i sindacati”. Sulle regionali ha pronosticato: "Vinceremo noi, 4 a 3. Prevarranno le proposte di buon governo dei nostri candidati. Io ho molta fiducia nei nostri candidati e abbiamo candidati molto forti in tutte le regioni”. Infine sul Mes ha detto: "La discussione è molto semplice: così come l'abbiamo conosciuto era un baco, però se il baco diventa farfalla è inutile discutere di quanto fosse brutto il baco, se si è trasformato. Ed è stato scritto ed è stato detto dai ministri dell'economia dai presidenti del consiglio europeo che il Mes non ha condizionalità, io non capisco quale sia il problema".

 

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