Coronavirus, salta incontro discoteche-governo. Silb: "Via ricorso Tar se aiuti economici"

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Non si è svolto il vertice in programma tra l'associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo e il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. Il sindacato Silb si dice disposto a ritirare il ricorso se "ci sarà un impegno serio per aiutare economicamente tutte quelle discoteche che non hanno più riaperto dal 23 febbraio"

È saltato l'incontro previsto martedì 18 agosto tra il Silb-Filp, associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo, e il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, sulla questione discoteche e coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - LO SPECIALE) dopo la nuova ordinanza ministeriale che dispone la chiusura dei locali. Il presidente del Silb Filp, Maurizio Pasca, lo ha confermato all'Ansa, spiegando che "ci siamo riuniti in videoconferenza e il ministro ci ha detto che il tavolo riprenderà dopo che il Tar del Lazio avrà deciso sul nostro ricorso". All'incontro era presente anche Stefano Bonaccini, in qualità di presidente della Conferenza delle Regioni.

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"Il Governo si è dimenticato di questo settore - ha dichiarato ancora all'Ansa il presidente Silb Filp Pasca - ma abbiamo detto al ministro Patuanelli che se da parte sua ci sarà un impegno serio per aiutare economicamente tutte quelle discoteche che non hanno più riaperto dal 23 febbraio, siamo disposti a ritirare il ricorso al Tar". Pasca ha poi aggiunto: "Stiamo parlando della stragrande maggioranza dei locali, mentre il tavolo riguardava solo i danni e le perdite d'incasso subite da chi ha riaperto dopo il 13 giugno e ora è stato costretto a richiudere, ovvero il 20% delle discoteche".

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L'associazione di categoria ha poi riaffermato che nei locali non ci sono stati contagi. "Contagiato non significa malato - ha sottolineato la Silb - il tasso di ospedalizzazione di chi risulta positivo al Sars Cov 2 è minimo". Secondo il legale dell'associazione, Lamberto Ferrara, "non si tratta più di tutela della salute ma di leggi liberticide e lesive dei diritti costituzionali. Non ci sono le premesse per un provvedimento del genere, sarebbe legittimo in forza di un aggravamento della situazione sanitaria, cosa che, dati alla mano, non risulta". Il presidente Pasca ha poi aggiunto che "da questo momento reagiremo con decisione a ogni pregiudizio lesivo dell'immagine e della professionalità della nostra categoria".

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