Maltempo, Po sotto osservazione. Allerta rossa in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto

Cronaca

Tornano piogge e temporali a nord-ovest. La protezione civile ha emanato allerta rossa per rischio idraulico su Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, allerta arancione per la Liguria e allerta gialla per altre nove regioni. Allerta nel Lazio per vento forte e mareggiate

Dopo una breve tregua, mercoledì 27 novembre torna il maltempo sul nord-ovest. Una perturbazione più veloce di quella che ha imperversato nello scorso weekend (FOTO - L'ESONDAZIONE DEL TICINO - IL CROLLO DI UN VIADOTTO SULLA A6 - PIOGGE E ALLAGAMENTI), ma ugualmente temuta sia perché in alcune zone sono attese precipitazioni forti, sia perché la pioggia cadrà su terreni che non assorbono più e con una lunga serie di frane in movimento (LE PREVISIONI DEL 28 NOVEMBRE). Il dipartimento di protezione civile ha emanato un'allerta rossa per rischio idraulico su Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto e un'allerta arancione per la Liguria. Allerta gialla per altre nove regioni (I COLORI DELLE ALLERTE). Allerta anche nel Lazio per vento forte e mareggiate: dalle prime ore di questa mattina, e per le successive 18-24 ore si prevedono venti forti con raffiche di burrasca dai quadranti meridionali. Massima attenzione per il Po in Veneto: la Protezione Civile ha dichiarato l'allerta rossa in relazione all'atteso transito dell'onda di piena del fiume Po fino alle ore 14.00 del 30 novembre prossimo.

Le allerte della Protezione civile

Nel dettaglio, l’avviso delle protezione civile prevede dalle prime ore di mercoledì precipitazioni sparse, anche a carattere temporalesco, su Liguria, Piemonte meridionale e Toscana in estensione poi a Lombardia Emilia Romagna e Veneto con mareggiate lungo le coste esposte. Per questo è stata emanata una allerta rossa sulla bassa pianura orientale in Lombardia su parte del Veneto e su gran parte dell’Emilia-Romagna. Valutata inoltre allerta arancione sulla bassa pianura occidentale in Lombardia e su gran parte della Liguria. Allerta gialla infine su parte del Veneto, sui restanti settori della Liguria, sui bacini centrali e occidentali dell’Emilia-Romagna, su parte di Piemonte, Toscana, Umbria, Lazio, Molise e Sardegna.

Massima attenzione per la piena del Po

In Emilia-Romagna massima attenzione per la piena del Po che raggiunge il colmo a Boretto nella tarda mattinata. Il fiume è costantemente monitorato da Aipo in stretto coordinamento con i sistemi nazionale, regionale e locali della Protezione civile. Il livello del fiume  sarà uguale lungo tutto l'asta del Po fino alla foce nelle prossime 48 ore mentre i livelli stanno decrescendo a monte. Occorreranno almeno altri due giorni per arrivare alla valutazione complessiva dei danni. In vista del passaggio della piena è stata decisa la chiusura di alcuni ponti sul fiume, a Guastalla e Boretto, e l'evacuazione di alcune frazione e aziende agricole isolate. Per i fiumi Secchia e Panaro la criticità è arancione per il passaggio delle piene in cui livelli però si manterranno stazionari o in lenta diminuzione proprio per la concomitanza della piena del Po. Allerta per rischio idrogeologico dovuto a frane nelle zone pedecollinari fra Modena e Piacenza e in pianura fra Parma e Piacenza e per il vento in montagna e nella collina romagnola ed emiliana orientale.

Piemonte e Liguria chiedono piano per dissesto idrogeologico

Restano difficili i collegamenti stradali tra Piemonte e Liguria: chiuso il tratto della A6 Torino-Savona dove domenica un viadotto è stato travolto da una enorme frana, ieri si è aggiunta una nuova interruzione della statale 29 del Cadibona (Savona). Riaperta solo parzialmente la A26 tra Masone e Genova dove era stata disposta la chiusura, per precauzione, di due viadotti oggetto di un'inchiesta giudiziaria (FOTO). I governatori del Piemonte, Alberto Cirio, e della Liguria, Giovanni Toti, chiederanno - hanno annunciato - "un piano straordinario sul dissesto idrogeologico e lo scudo penale per i sindaci affinché possano agire senza rischiare una denuncia. Piemonte e Liguria hanno molte analogie, - spiegano i due presidenti - sono territori fragili. Bisogna agire sulla prevenzione. Non possiamo andare avanti di stato di emergenza in stato di emergenza".

De Micheli: "Ci sono 950 milioni per ponti e dissesto"

Sui ponti, i viadotti e le autostrade che crollano, franano, smottano, la ministra per le Infrastrutture Paola De Micheli, in un’intervista al Corriere della Sera, sostiene che "l'emergenza è figlia del cambiamento climatico" e che anche con alcuni di questi aspetti "dobbiamo cominciare a fare i conti" anche se questo ovviamente "non giustifica il ritardo con cui questo Paese ha affrontato alcune situazioni, in particolare quella che riguarda il dissesto idrogeologico". Però, aggiunge, per questo scopo "abbiamo gia' assegnato 700 milioni destinati alle Regioni che hanno presentato i progetti, perché tutta la progettazione è in capo a loro". Aggiunge che domenica il ponte sulla A6 Torino-Savona "è crollato per una frana", ma che da ottobre il governo giallorosso ha “previsto 2.000 interventi di manutenzione straordinaria e di nuova costruzione sui ponti stanziando 250 milioni", che porta la cifra complessiva a 950 milioni investiti. Quanto poi alle polemiche seguite, De Micheli ribatte che "se non si strumentalizzassero le questioni della sicurezza e ci aiutassimo tutti, faremmo molto meglio. Le opere contro il dissesto sono delle Regioni”, puntualizza.

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