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Sea Watch sbarca a Catania, applausi ai migranti. L'equipaggio sarà interrogato

4' di lettura

Abbracci e strette di mano per i 47 passeggeri dell’Ong tedesca, battente bandiera olandese, all'attracco al porto. Al momento nessun sequestro dell’imbarcazione ma il comandante e i membri saranno sentiti dalla Procura

Finisce così, con la commozione e gli abbracci tra membri dell'equipaggio e i migranti, il viaggio delle 47 persone dalla Sea Watch 3, sbarcate questa mattina, 31 gennaio, a Catania (FOTO). La nave dell'Ong tedesca, battente bandiera olandese, era salpata questa notte dalla fonda al largo di Siracusa. Intanto, per il momento, non è previsto – come ipotizzato prima dell’attracco – il sequestro dell’imbarcazione. Da quanto emerge, il comandante della nave Jeroen Peters e l'intero equipaggio saranno sentiti dalla Procura di Catania, ma è la stessa Ong, su Twitter, a citare il Pm in merito allo sbarco: "La mancata risposta della #Tunisia. Il rischio tempesta e la decisione di riparare verso la Sicilia. La ricostruzione dei gg passati in mare e il comportamento corretto di #SeaWatch. Il PM: 'Non ho riscontrato alcun reato'", scrive Sea Watch. (LE TAPPE DELLA VICENDA).

Dove verranno portati i migranti

Una volta scesi dalla nave tra gli applausi, i 15 minorenni non accompagnati sbarcati dalla Sea Watch sono attesi da una struttura per la loro accoglienza a Catania che aderisce al Fondo asilo migrazione e integrazione (Fami) del ministero dell'Interno. Si tratta di una notizia confermata dal Tribunale per i minorenni di Catania che ha nominato i tutori per ciascun ragazzo e al quale da adesso spettano tutte le decisioni per la loro tutela. I maggiorenni, tutti uomini, saranno trasferiti, all'hotspot di Messina. "Ci hanno chiesto dove fossero. Abbiamo mostrato una cartina e detto loro che erano a Catania, con i nostri mediatori", dice il presidente regionale della Croce Rossa Luigi Corsaro durante lo sbarco. "Le loro condizioni fisiche - ha aggiunto - non destano particolare preoccupazione. Sicuramente il problema più importante è quello psicologico di persone che per giorni sono stati a bordo della nave in attesa di sbarcare". "Le condizioni di salute dei minori - ha aggiunto una delle delegate per l'emergenza della Cri di Catania, Mara Basile - sono abbastanza buone. Non vi è stata necessità di ospedalizzazione, solamente tanta, tanta stanchezza. Sono abbastanza provati fisicamente. I ragazzi sono estremamente contenti di essere arrivati. Ci hanno ringraziato un'infinità di volte".

Sea Watch: "Calvario finito. Mandarci a Catania mossa politica"

"La #SeaWatch è arrivata a Catania. Siamo contenti che il calvario sia finito per i nostri ospiti. Auguriamo loro il meglio. Speriamo che l'Europa possa accoglierli e permettergli di vivere come meritano", questo il tweet pubblicato dalla Ong dopo l’arrivo della nave nella città siciliana. Poco prima, però, la stessa Sea Watch aveva avanzato dubbi sulla destinazione parlando di "mossa politica": "Dobbiamo andare a Catania. Ciò significa che dobbiamo allontanarci da un porto sicuro, verso un porto dove c'è un procuratore noto per la sua agenda sulle ong che salvano in mare. Se questa non è una mossa politica non sappiamo cosa sia. Speriamo per il meglio, ma ci aspettiamo il peggio".

Una vicenda lunga 13 giorni

Le 47 persone sbarcate oggi a Catania erano state soccorse dalla Sea Watch 3 al largo delle coste libiche lo scorso 19 gennaio, esattamente 13 giorni fa. In un primo momento, sono stati due i Paesi ai quali la Ong aveva chiesto un "porto sicuro": Malta e Italia. Roma e La Valletta però non hanno dato l’ok. "I porti italiani restano chiusi", aveva detto Salvini. Sabato 26 gennaio la Sea Watch 3, minacciata di una tormenta, si è spinta verso le coste siciliane, a un miglio da Siracusa. La nave tuttavia è rimasta bloccata al largo perché il governo italiano, così come gli altri Paesi europei, hanno negato l’arrivo al porto. Il giorno dopo, la Capitaneria di porto di Siracusa ha stabilito che lo specchio d’acqua per un raggio di mezzo miglio dalla Sea Watch 3, "è interdetto alla navigazione". Martedì 29 gennaio la Cedu di Strasburgo è intervenuta sul caso della Sea Watch: viene chiesto all’Italia di prendere il prima possibile tutte le misure necessarie per assicurare ai ricorrenti cure mediche adeguate ma non impone lo sbarco. Operazioni che però il premier Giuseppe Conte ha annunciato proprio il 30 gennaio. Giovedì 31 gennaio, Sea Watch 3 intorno alle 10, scortata da motovedette della guardia costiera e della guardia di finanza, è entrata nel porto di Catania. All'attracco al molo di Levante.

Data ultima modifica 31 gennaio 2019 ore 15:45

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