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Sea Watch, Cei: pronti a ospitare i minori. Salvini vuole la polizia a bordo

5' di lettura

Migranti ancora bloccati a bordo della nave. No ufficiale dell'Olanda al governo italiano: "E' compito del capitano trovare un porto sicuro". Salvini lo invita a ritirare la bandiera e valuta di "indagare l'equipaggio per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina"

La Sea Watch 3, con i suoi 47 migranti a bordo, resta a poco più di un miglio dal porto di Siracusa. La terra è a un passo ma nessuno scende. Nessuno sale. Il porto resta chiuso anche oggi per i profughi salvati 8 giorni fa davanti alle coste libiche. "Non cambio idea", tuona il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che anzi ipotizza di far salire agenti a bordo per raccogliere prove sul reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina dell'equipaggio. Per la procura di Siracusa non ci sono elementi per un intervento, visto che il comandante non ha chiesto aiuto. Intanto, mentre l'Olanda respinge l'invito del governo italiano ad accogliere i migranti, la Cei offre la disponibilità di farsi carico dei 13 minori a bordo.

Il no dell'Olanda

Per Salvini i porti italiani restano chiusi perché l'Italia non c'entra: "C'è una nave tedesca con bandiera olandese, con un equipaggio tedesco che è stato per giorni in acque libiche, tunisine e maltesi". In un messaggio recapitato ieri a Roma, ma appreso oggi, il ministro per la Migrazione Mark Harbers ha reso noto che per l'Olanda non c'è "nessun obbligo" ed "è compito del capitano trovare un porto sicuro nelle vicinanze per sbarcare i 47 migranti". Un messaggio a cui ha replicato prontamente Salvini: "Se il governo olandese non è in grado di controllare le navi che portano la bandiera del suo Paese è un fatto molto grave: gliela ritiri subito!". L'imbarcazione è da due giorni al centro di uno scontro politico tra i due Paesi.

La Cei lavora per una mediazione

A essersi offerta per ospitare i migranti minori a bordo di Sea Watch c'è la Comunità Papa Giovanni XIII, presieduta da Giovanni Ramonda: "Vogliamo aprire un varco di dialogo - dice Ramonda - la Cei sta facendo una mediazione per trovare una soluzione per queste persone, che vanno aiutate". Ieri il Viminale si era detto contrario allo sbarco dei minori (L'APPELLO CON GLI STRISCIONI). Sulla disponibilità della Cei, attraverso la Caritas, a farsi carico dei minori, Salvini ha detto: "Ne abbiamo visti tanti di ospitati poi a spese degli italiani e di scomparsi in giro per l'Italia. Non c'è un solo motivo al mondo per cui gli immigrati clandestini, tutti maschi, presenti su una nave olandese di una Ong tedesca debbano sbarcare in Italia. Ritengo di applicare le leggi, le regole e il buon senso". Nel frattempo a Siracusa centinaia di manifestanti si sono riuniti per un presidio al grido di "Facciamoli scendere” (diventato anche un hashtag sui social). Partecipano oltre 20 associazioni ma anche famiglie e studenti.

Sea Watch: "Nessun Paese ha coordinato soccorsi"

L'ong Sea Watch in un lungo comunicato in cui chiede lo "sbarco immediato di tutti i naufraghi" racconta le vicende delle ultime ore: "Dalla notte di giovedì la Sea-Watch 3 è immotivatamente bloccata al largo del porto di Siracusa, in località Marina di Melilli con a bordo le 47 persone soccorse da un gommone in distress sabato 19 gennaio, a nord di Zuwarah. Soccorso che non ha visto il coordinamento di nessun paese nonostante da subito Sea-Watch abbia regolarmente informato le autorità libiche, italiane, maltesi e olandesi (stato di bandiera della nave)". Nave che secondo quanto fa sapere l'ong "rimane bloccata all’ancora a 1,4 miglia di distanza dal porto di Siracusa senza poter consentire la dovuta assistenza a terra dei naufraghi, a 8 giorni dal loro salvataggio".

Procura Siracusa: "Nessun elemento per intervento"

Per la Procura di Siracusa, tuttavia, al momento non ci sono elementi per alcun intervento. "Non ci risulta - spiega il procuratore facente funzioni Fabio Scavone - che il comandante della nave abbia risposto alle richieste della guardia costiera su emergenze sanitarie a bordo, né di avere bisogno di cibo e viveri. Hanno soltanto chiesto di potere approdare nel porto di Siracusa e gli è stato risposto negativamente”.

Legale Comune Siracusa: nessun ordine di sbarco per minori

Sea-Watch nel comunicato aveva informato che ieri mattina ha segnalato alla procura dei minori di Catania i 13 minori non accompagnati a bordo. "Il Tribunale competente - afferma l'ong - come previsto dalle normative, ne chiede lo sbarco immediato sottolineando che in questa prolungata condizione di disagio, i loro diritti vengono elusi". Ma l'avvocato Carla Trommino, difensore dei diritti dei bambini del Comune di Siracusa, al termine della lunga mattinata trascorsa alla Capitaneria di porto nel tentativo di far scendere dalla nave almeno i minori non accompagnati presenti fa sapere: "Allo stato non c'è alcun ordine di sbarco, né per le 47 persone salvate e neanche per i 13 minori. Il territorio è pronto allo sbarco ma al momento non scendono neanche i minori: uno di 14 anni, otto di 16 e quattro di 17 anni".

Il racconto di uno dei minori: "La Libia un inferno"

Uno dei minori racconta: “La Libia è stata un inferno: le milizie mi usavano come schiavo costringendomi a lavorare ininterrottamente per 12 ore ogni giorno. Mentre lavoravo mi puntavano le loro armi addosso e mi minacciavano. Eravamo trattati come schiavi: spesso, a fine giornata, non ci davano nemmeno da mangiare. Hanno ucciso uno dei miei amici, davanti ai miei occhi. È stato ucciso perché una mattina non ce l’ha fatta ad alzarsi per andare a lavorare”. Tuttavia sulla Sea-Watch ci sono, oltre ai minori, altre 34 persone. "Tutti i naufraghi - si legge nel comunicato di Sea Watch - dopo oltre 8 giorni in alto mare, sono stremati e debilitati, raccontano lunghi mesi trascorsi nelle prigioni libiche, e riportano traumi seri per gli abusi e le torture subite".

Data ultima modifica 26 gennaio 2019 ore 21:45

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