Olimpiadi 2026, Malagò: "Avanti con candidatura unitaria"

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò (Ansa)
2' di lettura

Il Cio si è espresso: pari dignità a Milano, Torino e Cortina, in corsa insieme. Si attende però la disponibilità da parte del sindaco del capoluogo piemontese

Si va verso una candidatura unica italiana per le Olimpiadi invernali 2026. Stando alle parole pronunciate nel tardo pomeriggio di martedì 31 luglio dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, potrebbe essere un tris di città a rappresentare l'Italia nella corsa ai Giochi: Milano, Cortina e Torino. Ma si attende ancora la disponibilità da parte del sindaco del capoluogo piemontese, Chiara Appendino, che ha sempre ribadito il no a "fare da stampella alle altre città".

Malagò: "Candidatura congiunta"

"La commissione indica in assoluto come strada da seguire e come auspicio, la candidatura congiunta con le tre città per far sì che ci sia una vera candidatura italiana". Così Malagò al termine dell'ultima riunione della commissione di valutazione sulle Olimpiadi invernali 2026 alla vigilia della decisione finale, attesa per il 1° agosto, appunto, e che dovrà comunque essere approvata dal Consiglio nazionale. Si tratta di "una novità assoluta – secondo il presidente del Coni – è stata ottenuta dal Cio (il Comitato olimpico internazionale, ndr) la possibilità di avere un riscontro di pari dignità da parte delle tre città". La disponibilità di Milano e Cortina c'è già. "Aspettiamo di sapere se c'è anche quella di Torino", ha chiosato Malagò.

Attesa per la decisione di Appendino  

Chiara Appendino, con una lettera al Coni, aveva candidato la sua città – reduce dai Giochi invernali del 2006 – già nel marzo scorso. Una proposta che di recente era stata approvata anche dal consiglio comunale di Torino, non senza tensioni interne al Movimento 5 Stelle cittadino, sbloccate dall'intervento del vicepremier Luigi Di Maio. Nel frattempo il governatore del Veneto Luca Zaia si era speso per la candidatura di Cortina (e delle Dolomiti), che ospitò le Olimpiadi nel lontano 1956. Anche Milano si era inserita nella corsa, e ad oggi quella della città guidata da Giuseppe Sala sembrava la designazione più forte, con il capoluogo lombardo destinato a fare da capofila. Ora la disponibilità del Cio apre una nuova pagina. Sempre che la prima cittadina torinese non imponga uno stop a quella che Malagò ha definito "un'occasione più unica che rara nella storia delle Olimpiadi".

Sottosegretario Valenti: valuteremo costi-benefici

"Prendiamo atto della decisione del Coni, attendiamo i dossier per verificare la compatibilità" dei progetti "con le linee guida tracciate dal governo e per una verifica dei costi-benefici. E, in ultimo, capiremo se le Olimpiadi sono una priorità del governo e se ci sono i soldi per farle". Lo ha detto il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e responsabile Sport del M5S Simone Valente, assicurando che qualsiasi decisione sarà presa di "concerto con la Lega".

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