Nutrizionista statunitense: più sale nella dieta per una vita più sana

Secondo James DiNicolantonio, bisognerebbe assumere fra i 3mila e i 6mila milligrammi di sale al giorno (Getty Images)
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L'esperto di alimentazione James DiNicolantonio sostiene una tesi molto criticata dai suoi colleghi nel libro "The Salt Fix"

Una tesi originale e con pochi sostenitori fra gli esperti di alimentazione è quella sostenuta dal nutrizionista statunitense James DiNicolantonio, secondo il quale si dovrebbe mangiare più sale per migliorare la propria salute, in netto contrasto con il consiglio largamente diffuso di non esagerare con questo alimento.

Il libro del nutrizionista

Il libro si intitola "The Salt Fix" ("La dose di sale) ed è stato pubblicato a giugno 2017 dal medico nutrizionista newyorkese James DiNicolantonio. Secondo quanto si legge, tutti i principali organismi pubblici, dall'Organizzazione mondiale della sanità alle agenzie di salute pubblica statunitense e britannica, hanno commesso un errore nel consigliare di ridurre il sale nelle diete. "Il sale fa bene, e mangiarne di più riduce la quantità di zuccheri nella dieta aiutandoci a perdere peso", scrive DiNicolantonio, che in un tweet si diceva emozionato per l'uscita del libro.
 

Non il sale, ma lo zucchero va evitato

Al contrario, "diete povere di sodio possono rendere le ossa fragili e causare vuoti di memoria”, mentre il sale secondo il nutrizionista potrebbe aiutare a risolvere il problema del diabete. Un altro "cristallo bianco", come lo chiama DiNicolantonio va ridotto: si tratta dello zucchero, che "se consumato in eccesso, può portare problemi cardiovascolari e malattie renali croniche".

"Consigli pericolosi"

Tra gli organismi che non sostengono le tesi del libro in questione c'è la "Public Health England" (Phe), l'agenzia di salute pubblica inglese, che – citata dal quotidiano "The Guardian" - bolla i consigli del medico newyorkese "non solo come errati, ma addirittura pericolosi". "Suggerendo un'alimentazione ricca di sodio – spiega il professor Louis Levy, a capo del dipartimento di scienze nutrizionali della Phe – il libro mette a rischio la salute e sottovaluta l'evidenza riconosciuta a livello internazionale, che dimostra come una dieta con troppo sale sia legata all'aumento della pressione e al pericolo di malattie del cuore".

La risposta di DiNicolantonio

Il lavoro fatto dall'agenzia con l'industria alimentare ha portato già a una riduzione di oltre il 10% del consumo di sale nel Regno Unito, e anche la "American Heart Association" raccomanda di non mangiare più dell'equivalente di un cucchiaino di cloruro di sodio al giorno (2.300 milligrammi). Ma DiNicolantonio non ci sta e risponde alle critiche affermando che non ci sono evidenze scientifiche che una dieta povera di sodio possa ridurre la pressione nella maggioranza (circa l'80%) delle persone: andando controcorrente consiglia un'assunzione giornaliera fra i 3mila e i 6mila milligrammi di sodio.


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