Legge elettorale, Di Maio: battaglia continua. Martina: Pd compatto

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Dopo l'approvazione del Rosatellum bis alla Camera, è polemica. Il candidato premier di M5s: "Legge passa al Senato. Anche lì faremo tutto il possibile per cercare di fermarla". Fiducioso il ministro per le politiche agricole: "Numeri importanti"                  

 

Il 12 ottobre la legge elettorale ha superato la prova del voto segreto ottenendo il primo via libera a Montecitorio con 375 sì e 215 no. Ma, nel giorno dopo l’approvazione alla Camera del Rosatellum bis, continuano le polemiche.
Concluse le proteste, il Movimento 5 stelle, come fa sapere Luigi Di Maio su Facebook, "non si ferma" nella sua battaglia contro l’accordo, soprattutto in vista del voto al Senato, con una possibile nuova fiducia. Dalle parole del ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina, invece, arriva la soddisfazione del Pd: "Il passaggio di ieri alla Camera è stato molto importante, e soprattutto che la Camera abbia approvato con quei numeri la riforma della legge elettorale".

Di Maio: legge imposta al Paese

Di Maio, nel suo post sul social network, ha voluto ringraziare "le persone che in questi giorni hanno seguito con attenzione ciò che è accaduto dentro l'Aula". "Tutti loro", precisa, "non importa se del Movimento 5 Stelle o no, hanno a cuore la stessa cosa: la nostra democrazia". Per i pentastellati, con il voto del 12 ottobre si è imposta al Paese una legge elettorale "calpestando ancora una volta le prerogative del Parlamento. La nostra battaglia non si ferma. Ora la legge passa al Senato e anche lì continueremo a fare tutto il possibile per cercare di fermarla".  

Martina: "Pd unito"

Il Movimento, dopo il voto, aveva criticato anche la presenza di franchi tiratori (stimati tra i 56 e i 61). Ma su questo punto è intervenuto Martina, arrivando alla presentazione del rapporto internazionale sulla fame a Bergamo: "In casa del Pd si sta lavorando con grande unità, senso della squadra e grande prospettiva". Secondo lui, il partito "si è presentato compatto, ha lavorato unito. Ha fatto una proposta alle altre forze politiche, ha lavorato sulla mediazione".  

L'esame al Senato

Ma ora il Rosatellum bis deve prepararsi all’esame di Palazzo Madama, dove la maggioranza è intenzionata a chiedere ancora al governo di porre la questione di fiducia. L'obiettivo è di licenziare in via definitiva la riforma elettorale prima dell'avvio della sessione di Bilancio, cioè entro la fine del mese. Anche su questo fronte Martina è fiducioso: "Il Senato discuterà. Io credo che le condizioni per fare il lavoro come quello che abbiamo visto in queste ore alla Camera, ci sono", ha detto il ministro. "Quel che è importante è che l'Italia si doti di una legge elettorale nuova. E che questo lavoro di convergenza delle più importanti forze parlamentari attorno alla proposta si mantenga".

 

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