Taglio accise carburanti verso scadenza, il governo valuta una proroga fino a fine giugno

Economia
©Ansa

Introduzione

Manca pochissimo alla scadenza del taglio delle accise sui carburanti: lo sconto deciso dal governo Meloni finirà infatti a mezzanotte del 6 giugno. L’ultima proroga della misura era arrivata il 22 maggio, e oggi il vicepremier Antonio Tajani ha detto che l'esecutivo "sta valutando di prolungare fino a fine giugno i provvedimenti adottati". Al contrario, qualora le accise sui carburanti dovessero tornare al livello procedente alla crisi energetica innescata dalla guerra in Iran e al blocco di Hormuz, il prezzo di benzina e diesel sarebbe destinato ad aumentare.

Quello che devi sapere

Tajani: "I provvedimenti sulle accise sono molto costosi"

Parlando della possibile proroga del taglio, Tajani ha sottolineato che tuttavia "il problema del caro energia non è solo legato all'emergenza, è un problema molto contingente, ma anche complessivo, perciò chiediamo il mercato unico europeo dell'energia". "Oggi non possiamo comprare l'energia elettrica dalla Spagna perciò chiediamo il mercato unico dell'energia, possiamo comprare l'energia nucleare dalla Francia, ma non possiamo comprare l'elettrico dalla Spagna - ha aggiunto il vicepremier - Dobbiamo abbassare i costi per le famiglie e per le imprese. I provvedimenti sulle accise sono molto costosi, possono durare un mese o due mesi".

 

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L'intervento del ministro Giorgetti

Sul tema è intervenuto ieri anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti: "Voi sapete che scadono gli sconti sugli accise il 6: interverremo con decreto ministeriale, con il noto meccanismo, quindi non c'è bisogno di una norma di legge del Consiglio dei ministri", ha spiegato il titolare del dicastero di via XX Settembre. "Ho precisato che il 6 scadono le accise, noi interverremo con il meccanismo delle accise mobili e dobbiamo effettivamente valutare quanto è la disponibilità, e fino al giorno 6 non l'abbiamo e, in base a quello vedremo in qualche modo, date anche le condizioni di mercato, come prorogare" questi aiuti.

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Cosa sono le accise mobili

Le ‘accise mobili’ sono un meccanismo, introdotto dal governo Meloni nel 2023, che permette di adottare un taglio del prezzo alla pompa al verificarsi di determinate condizioni di aumenti dei prezzi. A pesare su questi prezzi infatti non sono solamente le accise, ma anche l’IVA al 22% applicata ai carburanti: in pratica, in caso di impennata dei costi, la misura consente di utilizzare l’extragettito IVA per ‘abbassare’ temporaneamente le accise, in modo da tenere sotto controlli i prezzi alla pompa di benzina e diesel.

 

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Cosa succede senza lo sconto

Cosa accadrebbe però al prezzo di benzina e diesel se il governo decidesse di non prorogare ulteriormente il taglio delle accise, e si tornasse a prezzi ‘di mercato’? Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, se il governo Meloni decidesse di non intervenire ulteriormente si registrerebbe un aumento dei costi alla pompa di circa 6 centesimi al litro per la benzina e di circa 12 centesimi per il diesel: questo si tradurrebbe in un rincaro di 3 euro per un pieno di benzina e di 6 euro per un pieno di diesel. E secondo il Codacons "in assenza di interventi da parte del governo i prezzi di benzina e gasolio torneranno a salire sulla rete, con la verde che raggiungerà in media 1,98 euro al litro (2,02 euro in autostrada), mentre il diesel si attesterà a 2,10 euro (2,19 euro in autostrada)".

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Le opzioni sul tavolo del governo

Tra le opzioni filtrate in questi giorni per un possibile superamento del taglio delle accise c’era anche quella di un voucher per le famiglie più bisognose, che però non ha ricevuto il via libera nel Consiglio dei Ministri tenutosi ieri.

Il voucher per i bisognosi

L’idea, secondo quanto ricostruito, sarebbe quella di un voucher del valore di 100 euro rivolto alle famiglie più bisognose. Questa misura avrebbe lo scopo di superare la logica di un intervento generalizzato, rivolgendosi invece ai nuclei familiari con un Isee inferiore ai 15mila euro beneficiari della social card: si tratta di una platea di 1,2 milioni di famiglie, che si vedrebbero erogate il bonus proprio attraverso la card. Il vantaggio inoltre sarebbe anche economico: il costo stimato di questa operazione è di circa 120 milioni di euro, contro i 2 miliardi complessivi spesi dal governo dal 18 marzo per tagliare le accise.

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Le perplessità e lo stop ai voucher

La possibile misura, tuttavia, non sembra aver incontrato il favore di ampie parti della maggioranza: si sarebbero infatti registrate tensioni e divergenze sulle misure da adottare per rimodulare gli aiuti contro il caro-energia, con la Lega che avrebbe espresso forte contrarierà all’idea dei voucher. E anche il partito della premier Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, non sarebbe stato convinto nonostante lo sponsor di questo fosse stato Adolfo Urso, uno dei ministri di FdI. Dunque ieri il Consiglio dei Ministri non ha approvato alcuna misura in merito, e il destino dei voucher sembra essere in discussione.

Pichetto Fratin: "Si valuterà nelle prossime ore"

Dunque, l’ipotesi di una proroga dello sconto sui carburanti rimodulando le soglie in base al carburante che ha segnato rialzi maggiori rimane sul tavolo. "C'è ovviamente la speranza che qualcosa succeda rispetto al Golfo Persico che incide fortemente su quello che è il livello dei prezzi del carburante. Poi c'è la posizione dell'Unione europea che ci ha concesso flessibilità rispetto agli investimenti; comunque le accise riguarderebbero una parte di bilancio puro dello Stato italiano. Si valuterà nelle prossime ore", ha detto il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.

 

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