Milano, convalidato arresto Hosni. Gip: "Nessun pentimento"

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Resta in carcere il ventenne che il 18 maggio ha accoltellato due militari e un agente della Polfer alla Stazione Centrale. “Non ricordo nulla dell’aggressione, avevo assunto cocaina” aveva dichiarato il giovane italo tunisino

Ismail Tommaso Hosni, "non ha mostrato alcuna forma di rivisitazione critica del fatto commesso" che invece "assume di non ricordare". Con questa motivazione il gip Manuela Scudieri ha convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare per il giovane che la sera del 18 maggio ha accoltellato due militari e un agente della Polfer alla Stazione Centrale di Milano. Il carcere sarebbe dunque l'unica misura "adeguata e proporzionata alla gravità dei fatti" contestati: resistenza a pubblico ufficiale e tentato omicidio.

Indagini sul grado di radicalizzazione

Hosni, che si trova in una cella singola per detenuti a rischio nel reparto di osservazione psichiatrica del carcere di San Vittore, è anche accusato di terrorismo internazionale in un filone di indagine coordinato dai pm Alberto Nobili e Alessandro Gobbis che, con la Digos, intendono accertare quale fosse il suo grado di radicalizzazione, che contatti avesse un suo amico libico (lui e altri sono stati sentiti dagli investigatori) che l'avrebbe indottrinato, e se avesse in mente di compiere un atto violento anche prima di essere fermato dalla pattuglia.

Hosni aveva assunto cocaina

Il giovane italo tunisino, assistito dall'avvocato Giusy Regina, ieri durante l'interrogatorio di convalida dell'arresto, nel quale non si è parlato dell'ipotesi di terrorismo, ha raccontato di aver rubato in un supermercato i coltelli con cui ha ferito i militari e l'agente di polizia "per difendermi, perché sono sempre solo e in stazione c'erano persone che volevano farmi del male", ma "non ricordo nulla" dell'aggressione anche perché quel giorno "come altri giorni avevo assunto cocaina".

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