Mottarone, i sindaci di Stresa e Baveno: “Due anni per una nuova funivia”

Piemonte
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Così i primi cittadini illustrando i progetti presentati al ministro Giovannini per il rilancio del comprensorio del Mottarone: “Una volta approvato il progetto, basterebbero 7 mesi per realizzare la funivia”. I sindaci preferirebbero un impianto che colleghi Stresa e il lago Maggiore al Mottarone e al Lago d’Orta

''Una volta approvato il progetto basterebbero 7 mesi per realizzare la funivia. Quindi al massimo, tra pratiche e autorizzazioni, due anni per il riavvio del nuovo collegamento''. Lo sostengono i sindaci di Stresa e Baveno, Marcella Severino e Alessandro Monti, illustrando i progetti presentati al ministro Giovannini per il rilancio del comprensorio del Mottarone dopo l’incidente della funivia in cui sono morte 14 persone a seguito della caduta della cabina numero 3. Alla ricostruzione dell'attuale funivia, pur con tecnologie moderne, i sindaci preferirebbero un impianto che colleghi Stresa e il lago Maggiore al Mottarone e al Lago d'Orta. "Un'idea - spiegano - che vede coinvolto tutto il territorio".

I progetti

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Mottarone: tre progetti per la ricostruzione della funivia

Sono stati presentati tre progetti, già elencati nei giorni scorsi. Il primo, del valore di 30 milioni di euro, è la sostituzione dell'attuale funivia con tecnologie più moderne. Si aggira sugli 80 milioni l'ipotesi di realizzare un primo tratto di funivia, tra Stresa e Alpino, e poi una ferrovia per salire in vetta. La terza soluzione prevede una funivia con nuovo tratto verso Omegna, per collegare i laghi Maggiore e d'Orta.

La vicenda giudiziaria

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Funivia Mottarone, al via l'incidente probatorio a Verbania

Sono in totale i 14 i soggetti che a vario titolo sono indagati nell'inchiesta della Procura di Verbania per quanto accaduto lo scorso 23 maggio. A tutti vengono contestati i reati di omicidio colposo e lesioni colpose; le due società coinvolte rispondono per omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Agli indagati è, inoltre, contestato il reato di attentato alla sicurezza dei trasporti. Il capo servizio Gabriele Tadini è accusato anche di falso.
Nel frattempo è iniziato ieri l'incidente probatorio che dovrà fare luce su quanto. Alla prima udienza erano presenti gli avvocati e alcuni degli indagati, tra cui Enrico Perocchio e Gabriele Tadini, l'unico ai domiciliari, e i legali delle diverse parti lese. Il gip di Verbania, Elena Ceriotti, ha conferito l'incarico al Collegio peritale che dovrà accertare le cause dell'incidente. Gli esperti nominati cominceranno le operazioni il prossimo 3 agosto e dovranno ricostruire cosa è accaduto, come e perché.
Ceriotti ha inoltre conferito l'incarico anche ai periti informatici per esaminare la cosiddetta scatola nera, le analisi dei supporti che hanno registrato l'attività dell'impianto cominceranno il prossimo 30 agosto e gli ingegneri nominati dovranno illustrare in aula gli esiti del loro lavoro il prossimo 16 dicembre.

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