Funivia Mottarone: incidente ripreso in un video dalle telecamere di sicurezza

Piemonte
©Ansa

Il filmato, che dura 24 secondi, mostra i momenti dall’avvicinamento alla stazione al crollo della cabina. Le immagini sono state acquisite dai carabinieri e sono agli atti dell’inchiesta della procura di Verbania

Dall'avvicinamento alla stazione al crollo della cabina: dura ventiquattro secondi il video, registrato dalle telecamere di sicurezza, dell'incidente alla funivia del Mottarone (FOTO - LE VITTIME - I PRECEDENTI). Le immagini sono state acquisite dai carabinieri e sono agli atti dell'inchiesta della procura di Verbania.

Il filmato

Le immagini mostrano la cabina numero 3, con a bordo i quindici passeggeri, che si accinge a entrare nella stazione. Sono le 12.12, come annotano gli inquirenti. "Ad un certo punto si rompe una fune che provoca l'impennata della cabina e il suo conseguente ritorno a velocità non controllata verso il pilone tre - spiega chi tra gli investigatori dell'Arma ha visionato quelle immagini - Lì la cabina precipita al suolo". La sequenza delle immagini sarà fondamentale per aiutare gli inquirenti a capire che cosa abbia provocato la rottura della fune trainante, una delle due concause dell'incidente insieme al mancato funzionamento del freno di emergenza per la presenza dei ceppi. Continuano nel frattempo "senza sosta", per "ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente e stabilirne con certezza le responsabilità", le indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Verbania.

Le indagini

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Ieri il procuratore capo Olimpia Bossi ha incontrato a Palazzo di giustizia il colonnello Alberto Cicognani e il capitano Luca Geminale. La riunione è servita, fra l'altro, a concordare la tempistica dei prossimi accertamenti e del sopralluogo sul fianco della montagna dove, il 23 maggio, la cabina 3 della funivia si è schiantata al suolo trascinando con sé la vita di 14 persone. La parola, dalla prossima settimana, passerà ai consulenti tecnici.

I punti da chiarire

Sono molti i punti da chiarire: innanzitutto perché si è spezzato un cavo progettato per durare un'eternità, costruito per sostenere uno sforzo fino a 5 volte superiore a quello a cui viene sottoposto, ispezionato dalla ditta Leitner il 20 novembre con regolare verifica magnetografica. La procura desidera un "accertamento tecnico irripetibile", mentre l'avvocato Marcello Perillo, difensore del caposervizio Gabriele Tadini, l'unico indagato agli arresti domiciliari, vorrebbe accelerare i tempi con una perizia super partes disposta direttamente dal tribunale con la formula dell'"incidente probatorio". I collaboratori dell'avvocato, Andrea Gruttadauria e Riccardo Falco, hanno cominciato a esaminare una quantità di foto recuperate in prevalenza da internet. Nel fascicolo processuale ci sono, per ora, i due video (durata 24 e 30 secondi) che ha realizzato un maresciallo dei carabinieri filmando con il proprio telefonino le riprese della videosorveglianza con gli ultimi istanti dell'incidente.
Un altro rebus sono le condizioni del sistema frenante: Tadini parlava di una misteriosa avaria che però il tecnico specializzato di una ditta torinese, intervenuto il 3 maggio, non era riuscito a individuare. La società di manutenzione Leitner (che per la manutenzione percepisce 127 mila euro all'anno dalla funivia) aveva effettuato due interventi e il terzo era già in programma. Un dipendente ha detto che dal 2002 si erano verificati tre casi di accavallamento delle funi. Ogni tanto, poi, era necessario cambiare o riparare un rullo. L'ultima volta era successo proprio il giorno prima della tragedia, il 22 maggio, sul pilone numero 3.

La prossima settimana analisi consulenti procura su cabina

Il team di consulenti della procura salirà al Mottarone la prossima settimana per capire come rimuovere la carcassa della cabina e anche la parte del dispositivo che, nella caduta, si è conficcata dentro un albero e che potrebbe custodire informazioni importantissime. Un addetto alla funivia, Pietro Tarizzo, dalla stazione di arrivo ha visto che "gli ultimi metri di fune erano aperti". Il cavo, composto da trefoli avvolti attorno a un anima, era "strecciato". Ma bisognerà trovare il punto esatto della rottura, se all'altezza della "testa fusa" (la giunzione tra cavo e impianto della cabina) o altrove, e dovrà essere esaminato per tutta la lunghezza: sembra sei chilometri. Quanto alle cause, il mistero è fitto. Un fulmine potrebbe aver creato una specie di "grumo" che ha indebolito i trefoli: ma è solo un'ipotesi di scuola.

Il ricordo in occasione dei 207 anni dell'Arma

Le 14 vittime dello scorso 23 maggio, e l'impegno dei carabinieri nelle operazioni di soccorso e nelle indagini, sono stati ricordati in occasione della festa per i 207 anni dell'Arma presso la sede del Comando Provinciale. La cerimonia si è svolta alla presenza del prefetto del Verbano Cusio Ossola, Angelo Sidoti, e del comandante provinciale, colonnello Alberto Cicognani. Tra le principali operazioni dell'ultimo anno è stata ricordata anche quella sul Mottarone.
"Le prime attività dei Carabinieri si sono concentrate nel soccorso ai feriti, nell'identificazione delle vittime e nei rilievi tecnici volti a ricostruire l'accaduto - osserva il Comando provinciale -. La successiva attività investigativa ha portato ad indagare in breve tempo tre soggetti ritenuti responsabili, almeno sulla base di quanto ricostruito sinora, dell'accaduto".

Domani presidio Usb e Pap a Stresa

Un presidio a Stresa per ricordare che "le 14 vittime del Mottarone e i lavoratori morti nelle ultime 48 ore, vittime del profitto a tutti i costi". Questa l'iniziativa annunciata per domani da Unione sindacale di base e Potere al popolo. L'appuntamento è alle 10,30 in piazzale Lido. "La tragedia del Mottarone - è il testo dell'annuncio - è una metafora della condizione lavorativa e di gestione di molte infrastrutture in Italia: un paese in cui, durante la pandemia, c'è stata una crescita preoccupante dei morti sul lavoro, mentre il padronato ha relegato in ultimo piano la sicurezza sul lavoro per non mettere in discussione i propri profitti. Invitiamo alla partecipazione la cittadinanza e il mondo del lavoro per ribadire il rifiuto radicale di un modello produttivo devastatore, criminale e assassino".

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