Zamperla, 60 anni di innovazione made in Italy: da Vicenza ai grandi parchi del mondo
NOWL'azienda celebra 60 anni di attività presentando Hypnosiz, una nuova attrazione sviluppata attraverso una filiera ad alto contenuto ingegneristico, mentre il settore dei parchi accelera su innovazione, digitalizzazione ed esperienze immersive
Non tutti sanno che è italiana una delle eccellenze mondiali nell’ambito del divertimento. Si chiama Zamperla (ne avevamo parlato qui qualche anno fa) ed è leader nell’industria delle attrazioni, settore in cui l’Italia vanta aziende capaci di esportare ingegneria, design e manifattura avanzata. Fondata nel 1966 ad Altavilla Vicentina, Zamperla celebra sessant’anni di attività mantenendo in Veneto il proprio centro creativo, progettuale e produttivo ma operando su scala globale, grazie a oltre 450 collaboratori, più di 70 ingegneri e più di 9.000 installazioni nei più importanti parchi del mondo.
Il cuore “tech” delle installazioni
A differenza dell’immagine tradizionale della giostra meccanica, le moderne attrazioni sono sistemi ad alta complessità che integrano meccanica, elettronica, software, sensoristica, controllo industriale e progettazione avanzata, ci spiegano. Ed è proprio sul terreno dell’avanguardia tecnologica che l’azienda ha scelto di celebrare il proprio sessantesimo anniversario, presentando, in anteprima mondiale, Hypnosiz, una nuova attrazione sviluppata in 18 mesi con il contributo di una vasta rete di fornitori e partner industriali. Si tratta dell’evoluzione di uno dei prodotti più noti dell’azienda, Nebulaz: supera gli 11 metri di altezza, può ospitare 64 persone contemporaneamente e raggiunge una capacità teorica di 650 passeggeri all'ora. L'aspetto più interessante dal punto di vista tecnologico è l'approccio progettuale adottato: invece di aumentare la complessità per ottenere un'esperienza più spettacolare, Zamperla ha lavorato per semplificare l'architettura della macchina, eliminando componenti e sistemi superflui e migliorando allo stesso tempo manutenzione, operatività e affidabilità. Una filosofia sintetizzata nelle parole del Ceo, Antonio Zamperla, secondo cui la tecnologia deve rendere possibile l’esperienza senza diventare la protagonista. Un principio che richiama concetti sempre più diffusi nell’ingegneria contemporanea, dove la qualità di un prodotto viene misurata anche dalla sua semplicità operativa e dal costo complessivo del ciclo vita.
Una filiera tecnologica italiana poco conosciuta
In occasione della presentazione di Hypnosiz Zamperla ha organizzato un grande evento che ha acceso i riflettori su un comparto spesso trascurato nel dibattito economico nazionale. Secondo i dati richiamati durante la tavola rotonda organizzata con AssoParchi, il settore genera oltre 20 milioni di visitatori l’anno, con un impatto economico complessivo stimato in circa 8 miliardi di euro. In questo ecosistema l'innovazione rappresenta un fattore decisivo, considerando che i parchi investono ogni anno circa 100 milioni di euro in nuove tecnologie, esperienze immersive, digitalizzazione e sostenibilità. In una catena del valore che mette insieme progettazione meccanica, sistemi di controllo, componentistica elettronica, illuminazione, software, qualità, sicurezza e manutenzione.
Le sfide per il futuro
Non mancano ovviamente sfide e criticità: il principale limite dell'industria italiana delle attrazioni, sottolineano gli addetti ai lavori, rimane la dimensione delle imprese e la loro capacità di finanziare investimenti di lungo periodo; a cui vanno aggiunti alcuni limiti sul ticketing dettati dalle regole italiane e una concorrenza agguerrita sul fronte manifatturiero. Guardando al futuro, tema centrale per Zamperla è quello delle competenze: l’azienda sta infatti investendo non solo nello sviluppo di nuovi prodotti ma anche nel rapporto con scuole e università, nella convinzione che l'industria delle attrazioni richieda figure professionali sempre più interdisciplinari, con expertise in ingegneria, design, creatività, elettronica, automazione e gestione operativa.