Samsung testerà le smart tv da controllare con il pensiero

Smart tv Samsung (Getty Images)
2' di lettura

Realizzato con la collaborazione del Politecnico di Losanna per le persone con disabilità, il prototipo sfrutta le onde cerebrali e il movimento degli occhi per capire le scelte dell’utente 

Servizi on demand integrati, navigazione su Internet, ascolto di musica e tanto altro ancora. Sono ormai innumerevoli le funzioni supportate dalle smart tv e per selezionare quella preferita presto potrebbe non servire più il telecomando, basterà il proprio cervello. È questo l’obiettivo di Samsung, la cui divisione svizzera ha dato il via da circa tre mesi a ‘Project Pontis’, un’iniziativa sviluppata insieme al Politecnico di Losanna (Epfl) che mira a far sì che le persone con disabilità fisiche possano avere sempre meno difficoltà nell’utilizzo delle televisioni smart. In una conferenza dedicata agli sviluppatori, il colosso coreano ha presentato il secondo prototipo di un dispositivo controllabile, per il momento in parte, grazie alle onde cerebrali.

Lo sviluppo del software

Quella degli smartphone pieghevoli non è dunque l’unica tecnologia di ultima generazione alla quale Samsung sta lavorando. Durante la Developer Conference tenuta a San Francisco l’azienda ha infatti mostrato i frutti della collaborazione con l’Epfl, il prototipo di una televisione in grado di riconoscere le volontà dell’utente ed eseguirle. Per sviluppare un dispositivo dotato di un simile software è necessario capire come funziona il cervello nel momento in cui una persona vuole compiere un’azione. Questo fenomeno va osservato in più circostanze, in modo da consentire la costruzione di modelli, da combinare poi al machine learning.

Il prototipo della smart tv di Samsung

Il prototipo svelato da Samsung richiede l’utilizzo di una cuffia che ricopre la testa dell’utente ed è dotata di 64 sensori, oltre a un dispositivo che identifica lo sguardo di una persona. Attualmente, la smart Tv è in grado di capire la scelta effettuata grazie a un sistema che si basa sui movimenti degli occhi, e può costruire un profilo dell’utente a seconda dei gusti espressi. In futuro, tuttavia, l’azienda punta allo sviluppo di un device che sfrutti soltanto le onde cerebrali, in modo da estendere l’utilizzo anche a chi non ha controllo dei muscoli oculari. Secondo Ricardo Chavarriaga dell’Epfl la tecnologia si sta facendo più intelligente ma “non dobbiamo dimenticarci che è fatta per interfacciarsi con gli umani”. A partire dal 2019, il prototipo prodotto dalla collaborazione dovrebbe essere testato negli ospedali svizzeri.

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