Due ex ingegneri Apple hanno ideato un Lidar per vetture autonome

Immagine di archivio (Getty Images)
2' di lettura

La nuova tecnologia integra al suo interno vari sensori che consentono una raccolta più rapida e precisa dei dati. Utilizzandola, è possibile aumentare la sicurezza delle automobili che si guidano da sole 

Soroush Salehian e Mina Rezk non sono certo dei novellini nel settore della tecnologia. In passato, entrambi hanno lavorato per Apple in qualità di ingegneri. Nel 2016 hanno fondato la start up Aeva, specializzata nel settore delle automobili a guida autonoma. L’ultima invenzione del duo è un Lidar (Light Detection and Ranging) in grado di determinare la distanza di una vettura da un oggetto o una superficie tramite un impulso laser. Per raccogliere dei dati ancora più precisi, la tecnologia è dotata di altri sensori e di telecamere.

Le caratteristiche del nuovo Lidar

Nelle intenzioni di Salehian e Rezk, il Lidar dovrebbe consentire alle automobili a guida autonoma di reagire con maggiore prontezza nelle situazioni difficili. Per esempio, grazie alla nuova tecnologia è più semplice individuare i pedoni in condizioni di scarsa visibilità. Il Lidar, infatti, non solo è capace di determinare la posizione di oggetti e persone, ma anche di stabilire a quale velocità si stanno avvicinando. La maggior precisione del Lidar sviluppato dai due ex ingegneri di Apple rispetto agli altri va ricercata nelle tecnologie che contribuiscono al rilevamento dei dati. L’ultimo test svolto su un’automobile commerciale ha permesso di verificare la correttezza delle informazioni raccolte dal nuovo dispositivo. Durante l’esperimento, il veicolo su cui era presente il Lidar è riuscito a viaggiare in sicurezza lungo un percorso in cui alcuni piloti guidavano degli scooter e altri veicoli di ridotte dimensioni cambiando direzione ripetutamente e all'improvviso.

Una scansione ininterrotta

A differenza dei Lidar finora ideati, quello realizzato dagli ex ingegneri di Cupertino non scansiona l’ambiente che lo circonda ad intervalli regolari, ma svolge una rilevazione ininterrotta che gli permette di ottenere dei dati più precisi in un tempo minore. Per quanto avveniristica, la nuova tecnologia non è comunque del tutto autonoma e solo abbinandola a un software per l’elaborazione dei dati è possibile ottenere dei risultati degni di nota.

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