Giornata mondiale delle emoji 2020: tutte le curiosità

Tecnologia

Floriana Ferrando

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TO GO WITH AFP STORY BY TUPAC POINTU
A picture shows emoji characters also known as emoticons on the screens of two mobile phones in Paris on August 6, 2015. Forget traditional banners and promotional videos, brands are turning to emojis to communicate with their Generation Z target audience. AFP PHOTO / MIGUEL MEDINA        (Photo credit should read MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)

Venerdì 17 luglio si celebrano le famose faccine, ormai diventate linguaggio universale nelle conversazioni via chat di tutto il mondo. Ecco tutto quello che c’è da sapere

Negli anni ne sono state create oltre tremila: ecco alcune curiosità che forse non tutti conoscono sulle emoji, i pittogrammi comunemente usati nelle chat di messaggistica istantanea e sui social network, che si celebrano con una giornata internazionale il 17 luglio. Il World Emoji Day è giunto alla settima edizione. 

21 anni di emoji

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Era il 1999 quando la prima emoji ha visto la luce. Dietro alle prime emoji per telefoni cellulari c’è il designer giapponese Shigetaka Kurita, considerato il padre dei pittogrammi divenuti oggi di uso comune: più di 20 anni fa, Kurita ha creato un set di 176 emoji utilizzando una griglia di 12x12 pixel. Il Museum of Modern Art di New York espone il set originale di emoji di Kurita.

Il boom con Apple

Create nel 1999, le emoji sono divenute un fenomeno di massa solo qualche tempo più tardi con l’avvento dei telefonini di ultima generazione e dei servizi di messaggistica istantanea. La loro diffusione si deve in particolare a Apple che ha previsto nel sistema operativo iOS 6 la possibilità di attivare simboli e faccine da usare nelle conversazioni. È bastato poco perché il trend prendesse rapidamente piede anche su Facebook, Twitter, Instagram, WhatsApp. Apple ha successivamente introdotto le animoji, le emoji animate lanciate nel 2017.

Giornata mondiale delle Emoji

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Perché è stata scelta la data del 17 luglio per celebrare le emoji? La ricorrenza è nata nel 2014 grazie al designer e animatore australiano Jeremy Burge e fa riferimento alla data visualizzata allora sull’emoji del calendario. Per l’occasione, Apple e Google rilasciano una serie di nuove faccine che saranno implementate nei rispettivi sistemi operativi nel corso dell’anno. I nuovi design introdotti sono creati dall'Unicode Consortium, gruppo no profit internazionale che stabilisce ogni anno quali nuovi simboli includere. 

Emojipedia, l’enciclopedia delle emoji

Jeremy Burge è il padre della Giornata internazionale delle emoji e anche dell’Emojipedia, portale web lanciato nel 2013. Collegandosi alla pagina dedicata gli utenti possono cercare qualsiasi emoji, qui divise in categorie, scoprendone il significato preciso e la data di uscita. Inoltre su Emojipedia è possibile confrontare le diverse versione della stessa emoji vista da Google, Apple, Facebook, Samsung, Twitter e altri.

Emoji Vs. Emoticon

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Entrambi sono simboli e disegni che sostituiscono parole, frasi e sentimenti. Ma emoji ed emoticon non sono la medesima cosa: l'emoticon è una visualizzazione tipografica di un'emozione, che ricrea una rappresentazione facciale utilizzando il solo linguaggio testuale, i simboli della punteggiatura ad esempio, come in questo caso: ;-)  Le emoji, definite con il termine di pittogrammi, sono immagini a tutti gli effetti e figurano come estensioni del set di caratteri utilizzati oggi dalla maggior parte dei sistemi operativi.

Quelle che usiamo di più

La faccina che ride con le lacrime agli occhi e, subito dopo, il cuoricino rosso sono le emoji più utilizzate. L’Unicode Consortium tiene traccia dei trend e svela che faccine sorridenti in diverse forme (soprattutto quella con gli occhi a cuore) e mani giunte a mo’ di preghiera vanno forte a discapito, invece, delle emoji dedicate alle bandiere dei paesi, in fondo alla lista dei pittogrammi più utilizzati.

(Se non visualizzi il grafico clicca qui)

Nell’Oxford Dictionary

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Diventate talmente utilizzate nel linguaggio comune da entrare a fare parte dell’Oxford Dictionary. Dopo il selfie, anche il termine emoji nel 2013 è stato aggiunto al dizionario. Un appunto: la versione plurale corretta di emoji rimane invariata, è emoji (e non emojis).

Verso l’infinito e oltre

Secondo i dati aggiornati a marzo 2020, le emoji disponibili oggi sono oltre tremila: 3.304 per l'esattezza. La categoria più ricca? Quella che riguarda le persone, fra faccine sorridenti, coppie che si tengono per mano, coppie con bambini e molto altro, per un totale di oltre 1.800 contenuti. 

2020 in emoji

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Anche le emoji hanno vissuto il lockdown dovuto alla pandemia da Covid19 (AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - LA MAPPA): secondo un’analisi condotta da Emojipedia su 68 milioni di tweet, con l’emergenza sanitaria l'uso dei pittogrammi si è intensificato a favore di un certo tipo di emoji. Sono aumentate, ad esempio, le espressioni di preoccupazione (come la faccina che piange o quella perplessa) e il simbolo delle mani giunte in preghiera, il cui utilizzo è cresciuto del 25 per cento rispetto a un anno fa. Fra le oltre cento nuove emoji introdotte nel 2020 ricordiamo la bandiera transgender e il pittogramma lanciato lo scorso 20 giugno in occasione della Giornata internazionale del rifugiato, nato dalla collaborazione fra l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Twitter e l’artista ivoriano O’Plérou, autore del disegno. La speciale emoji raffigura due mani unite a forma di cuore, simbolo di solidarietà.

Emoji pop

Emoji tatuate sulla pelle: è il trend che ha preso piede negli ultimi anni fra le celebrità amanti dei  tatuaggi. L’emoji con protagonista un gattino triste campeggia sul corpo di  Miley Cyrus, mentre Demi Lovato al grido di "la vita è troppo breve per non tatuarsi il mignolo", ha scelto di adornare il suo dito sinistro con una faccina sorridente. 

 

 

Con la collaborazione di Micaela Ferraro

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