Zoom punta sulla privacy potenziando la crittografia

Tecnologia

Lo ha comunicato Eric S. Yuan, ceo della celebre applicazione per videoconferenze che ha registrato un aumento esponenziale dei propri utenti, proprio a partire dal periodo del lockdown legato alla pandemia di coronavirus nel mondo

Zoom, celebre applicazione che permette di partecipare a videoconferenze a distanza tra più utenti, ha deciso di lavorare e implementare la privacy e rendere le comunicazioni virtuali a prova di intrusi. Dopo i problemi legati proprio alla privacy, emersi nel corso della scorsa primavera e causati dalla crescita esponenziale di utenti che hanno scelto l’app durante la pandemia ed i conseguenti lockdown nel mondo, il ceo di Zoom, Eric S. Yuan ha annunciato l'adozione della crittografia "end-to-end", la medesima tecnologia utilizzata per proteggere i messaggi su app come Telegram, Signal e WhatsApp.

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“La funzione opzionale sarà disponibile in anteprima per gli utenti Zoom gratuiti e per quelli a pagamento la prossima settimana”, si legge in una nota ufficiale. Potrà essere abilitata a seconda di come l'amministratore della videoconferenza imposterà la funzione, attivata e disattivata dall'organizzatore in base alle esigenze della riunione virtuale. “Quando è abilitata, la funzione di Zoom (E2EE) garantisce che la comunicazione tra i partecipanti alla riunione che utilizzano le applicazioni Zoom sia crittografata, utilizzando chiavi crittografiche note solo ai dispositivi di quei partecipanti. Con E2EE, a nessuna terza parte, incluso Zoom, verrà fornito l'accesso alle chiavi private della riunione”, spiega Yuan. Tra l’altro, proprio a partire dalla prossima settimana e per 30 giorni, Zoom raccoglierà i feedback degli utenti che useranno il nuovo tipo di crittografia in videochat con un massimo di 200 partecipanti, per testarne l’andamento."La crittografia end-to-end è un altro passo avanti per rendere Zoom la piattaforma di comunicazione più sicura al mondo", ha sottolineato ancora Yuan.

La crittografia end-to-end: cos’è e come funziona su WA

La crittografia end-to-end, si può leggere sul portale di WhatsApp che la adotta già da tempo, garantisce che solo il singolo utente che utilizza l’applicazione e la persona con cui si sta comunicando possano leggere il contenuto della comunicazione virtuale, e nessun altro, nemmeno chi gestisce l’app in questione. Su WA, ad esempio, “i messaggi sono protetti con dei lucchetti, e solo tu e il tuo destinatario avete le chiavi necessarie per poterli aprire e leggere. Per una maggiore protezione, ciascun messaggio inviato ha un proprio lucchetto e una propria chiave. Tutto questo avviene automaticamente: non c'è bisogno di attivare alcuna impostazione o creare speciali chat segrete per proteggere i messaggi” Su WhatsApp, tra l’altro, la crittografia end-to-end è sempre attiva e non vi è alcun modo per disattivarla. Per verificare che una chat sia crittografata end-to-end, sempre su WhatsApp, occorre aprire la chat, toccare il nome del contatto per aprire la schermata “Info contatto” e quindi cliccare su “Crittografia” per visualizzare il codice QR ed un numero di 60 cifre. “Se tu e il tuo contatto siete fisicamente uno accanto all'altro, uno di voi può eseguire la scansione del codice QR dell'altro o confrontare visivamente il numero di 60 cifre. Se si esegue la scansione del codice QR e il codice è lo stesso, apparirà un segno di spunta verde. Se corrispondono, significa che nessuno può intercettare i vostri messaggi o le vostre chiamate”, spiegano gli esperti della celebre app di messaggistica istantanea.

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