Per l'app Immuni 6,6 milioni di download. Da ottobre funziona anche in Europa

Tecnologia

Dal 17 ottobre l’applicazione di contact tracing dialogherà con le omologhe in Germania e Irlanda senza che ci sia bisogno di scaricare un’altra piattaforma

Sono 6,6 milioni (6.606.696) le persone che in Italia hanno deciso di scaricare l'app Immuni. Facendo un calcolo l’applicazione che traccia i positivi al coronavirus è presente sul 17% degli smartphone del nostro paese, una percentuale dalla quale però sono esclusi quelli in mano ai minori di 14 anni. Immuni è stata lanciata ufficialmente in tutta Italia il 16 giugno e al via l’applicazione di contact tracing è stata scaricata da 2,2 milioni di cittadini. La piattaforma, che si utilizza su base volontaria, non è basata sulla geolocalizzazione e si limita a usare il Bluetooth per rilevare la distanza tra due smartphone entro un metro e tracciare i contatti degli utenti tramite lo scambio di un codice anonimo e casuale.

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Italia, Germania e Irlanda saranno i primi Paesi a potersi connettere, dal 17 ottobre, al sistema Ue che consente il dialogo tra le app nazionali per il tracciamento dei contagi da Covid-19, assicurando il loro funzionamento oltre confine. Lo ha comunicato l’Ansa in seguito a un colloquio con funzionari di alto livello della Commissione Europea. Il sistema che lo renderà possibile si chiama Gateway, e non richiede l'installazione di una nuova app da parte degli utenti, che quando si recano all'estero potranno inviare o ricevere segnalazioni in caso di contagio o contatti con persone contagiate, come già avviene sui territori nazionali.

 

La situazione dell’app di tracciamento nel continente

All’interno dell’Unione Europea sono 15 i Paesi che hanno adottato o stanno per adottare una app di contact tracing: si tratta di Italia, Austria, Croazia, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Irlanda, Lettonia, Malta, Olanda, Spagna, Polonia, Portogallo, Repubblica ceca. Atre tre nazioni si aggiungeranno nei prossimi giorni, nello specifico Belgio, Cipro e Lituania. La media dei download è del 10%. La Commissione europea invita ad aumentarli, garantendo la protezione dei dati personali e ricordando che “anche un solo download in più può avere un grande impatto in termini di tracciabilità dei contagi e risposta al virus”. 

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