Fase 2, DinDonDan: l'idea di una app per tornare a messa in sicurezza

Tecnologia

Sviluppata da un team di quattro giovani studenti milanesi e già scaricata da oltre 50mila persone, l'applicazione permette di trovare facilmente le chiese cattoliche vicine alla propria posizione e visualizzare gli orari delle messe, insieme a quelli di apertura e delle confessioni

Lo svolgimento delle celebrazioni pubbliche, tra cui anche le messe, durante l’attuale fase 2 legata alla pandemia del nuovo coronavirus, richiederà stringenti e rigorose misure di sicurezza, al fine di garantire il rispetto dei decreti messi in atto dal governo. Alcune tra le problematiche che possono presentarsi sono contingentare gli accessi in chiesa, così da assicurare la distanza minima tra i fedeli, evitare code o assembramenti per accedere alle celebrazioni e, in sostanza, ridurre al minimo i disagi per tutti coloro che vogliono accedere alla messa. Per tentare di arginare queste difficoltà e consentire di vivere la messa in tutta sicurezza, potrebbe arrivare in aiuto l’idea di un team di quattro giovani studenti universitari milanesi che ha sviluppato l’app DinDonDan, un’idea che mischia il sentimento religioso con le possibilità delle nuove tecnologie e che già consente agli utenti di trovare facilmente le chiese cattoliche vicine alla propria posizione e visualizzare gli orari delle messe, insieme a quelli di apertura e delle confessioni. Scaricata già da più di 50.000 persone, DinDonDan viene utilizzata mensilmente da migliaia di utenti e ha un database che copre capillarmente tutto il territorio italiano e include più di 15.000 chiese e strutture religiose.

L’idea delle prenotazioni

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L’app, gratuita sia per dispositivi Android sia per quelli Apple, nei piani degli sviluppatori potrebbe anche consentire in futuro la possibilità di prenotare il proprio posto all’interno della chiesa, funzionalità che potrà essere implementata qualora responsabili di ampie realtà decidessero di aderire all’iniziativa. Per farlo servirà individuare la chiesa sulla mappa o trovarla con la funzione "cerca" o "filtro", scegliere la celebrazione a cui partecipare, cliccando su "prenota" e inserire nome, cognome e indirizzo e-mail. A questo punto si riceverà un biglietto digitale nominale via e-mail o direttamente sull'app, che potrà essere controllato in chiesa. “E’ un modo per portare la digitalizzazione nel mondo della chiesa e per mettere a disposizione la nostra piattaforma in una fase così delicata come quella attuale”, ha raccontato a SkyTg24 Federico, uno dei giovani sviluppatori classe ’96, tutti amici nella vita e oggi colleghi in questo progetto di successo.

Una funzionalità in arrivo

L’opera di aggiornamento dell’app, tra l’altro, prevede che nei prossimi giorni verrà rilasciato su DinDonDan uno strumento di coordinamento per i volontari e i responsabili alla sicurezza, che sono previsti dal protocollo specifico, presenti agli ingressi e alle uscite delle chiese, così da poter gestire in modo ancora più semplice la gestione dei flussi. Sarà possibile infatti contare in modo simultaneo ai vari ingressi e uscite coloro che entrano e coloro che escono, così da monitorare in ogni momento la capienza nei limiti di sicurezza. Si tratta di uno strumento utile per i responsabili alla sicurezza e permetterà anche di fornire dati di affluenza così da poter mostrare ai fedeli informazioni sull'affluenza alle messe. Obiettivo finale quello di spalmare in modo omogeneo i flussi. Per servirsene in modo gratuito, le parrocchie interessate dovranno registrarsi su DinDonDan.

L’idea alla base del progetto

Ma come è nato DinDonDan? “Era il dicembre 2017 e da una nostra esigenza personale, di ragazzi cattolici e praticanti, abbiamo pensato di sviluppare un progetto che consentisse di sapere dove e quando andare a messa, magari anche quando si andava fuori per i weekend. Dopo una fase di testing, l’app ha preso vita nell’ottobre del 2018 ma solo su Milano. Le segnalazioni degli utenti, a poco a poco, ci hanno consentito di aggiornare il database ed arrivare, oggi, a coprire tutto il territorio italiano”, spiega ancora Federico. E proprio il ruolo degli utenti è fondamentale per quello che gli sviluppatori hanno definito “atto partecipativo”: l’app infatti, si aggiorna spesso e volentieri grazie alle indicazioni dei fedeli che segnalano le modifiche degli orari delle messe, verificate attraverso i contatti con i vari parroci. La maggior parte degli utenti, tra l’altro, appartiene alla fascia dei più giovani: il 15% delle persone che hanno scaricato DinDonDan ha tra i 18 e i 24 anni, il 40% tra i 25 e i 35 anni, mentre un altro 40% tra i 45 e i 54. A dimostrazione che la messa non è un affare esclusivo delle persone più mature, le quali comunque hanno apprezzato il servizio, giudicandolo semplice ed intuitivo da utilizzare. “Abbiamo ricevuto ottimi feedback sugli store digitali, segno che il progetto piace”, racconta ancora Federico. “Abbiamo implementato, gratuitamente, la possibilità di vedere ogni giorno, alle 18, la messa in streaming che viene trasmessa sul nostro canale YouTube. E’ il nostro modo per dare una mano, in questo momento così particolare”. E’ l’idea di un “team di amici che funziona” e chissà che, nel futuro prossimo, ciò che ha portato ottimi riscontri con questa app non possa trovare sfogo in qualche altro interessante progetto digitale.  Magari ancora con un “nome che suona bene”, come DinDonDan.

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