DreamLab, l’applicazione per accelerare la ricerca sul cancro

Tecnologia
Smartphone (Getty Images)

La piattaforma, sviluppata dalla Fondazione Vodafone Italia e AIRC, scarica dal cloud piccoli pacchetti di ricerca che richiedono calcoli e invia i risultati al team al lavoro al progetto "Genoma in 3D” 

Basta uno smartphone per aiutare la ricerca contro i tumori. La Fondazione Vodafone Italia e AIRC hanno sviluppato DreamLab, un’applicazione che rientra nel progetto di ricerca "Genoma in 3D”, condotto dai ricercatori dell’Istituto milanese Ifom, con il supporto di AIRC.
Scaricandola gratuitamente sul proprio telefonino di ultima generazione, ogni cittadino può dare il proprio contributo alla ricerca.

Come funziona DreamLab?

DreamLab sfrutta la potenza degli smartphone per accelerare la ricerca sul cancro. Se attivata quando il telefonino è in carica, la piattaforma scarica dal cloud piccoli pacchetti di ricerca che richiedono calcoli e invia i risultati al team al lavoro al progetto.
"Genoma in 3D” intende analizzare nel dettaglio le mutazioni genetiche delle persone affette da neoplasie. L’obiettivo del progetto è proprio quello di ottimizzare i tempi richiesti dalla ricerca, al fine di riuscire a delineare ogni tipo di tumore ambendo a sviluppare nuove terapie più mirate e personalizzate.
"Attraverso i dati elaborati riusciremo ad avere analisi avanzate per interpretare quali mutazioni sono importanti per la prognosi in pazienti di tumore al seno. Il progetto potrà essere esteso anche ad altri tipi di tumore”, spiega Francesco Ferrari, ricercatore Airc responsabile del laboratorio di genomica computazionale di IFom.

La vera forza della nuova piattaforma è la collaborazione

La vera forza della nuova piattaforma è la collaborazione: più persone la utilizzano, più velocemente viene raggiunto l’obiettivo.
Ogni utente può scegliere autonomamente in che misura contribuire alla ricerca, selezionando quanti dati di rete mobile o Wi-Fi donare al progetto.
Consultando DreamLab è possibile, non solo visionare i progressi della ricerca, ma anche visualizzare il proprio contributo offerto alla lotta contro i tumori.
Il primo obiettivo del progetto è quello di riuscire a utilizzare 117.000 ore di calcolo sui cellulari. Un risultato che un solo computer con processore a otto core riuscirebbe a completare in 600 giorni, ‘lavorando’ senza mai fermarsi, ma che mille smarphone in funzione per 6 ore a notte porterebbero a termine in un tempo ridotto di ben 30 volte.
DreamLab, lanciata in Australia e già disponibile in diversi paesi del mondo, è da poco approdata anche in Italia.

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