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San Francisco vieta il riconoscimento facciale per difendere la privacy

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3' di lettura

Questa innovativa tecnologia, secondo i sostenitori del divieto, metterebbe a rischio la privacy dei cittadini. È prevista una seconda votazione obbligatoria la prossima settimana ma, come riporta il New York Times, si tratterebbe di una formalità 

Il Board of Supervisors di San Francisco ha proibito il ricorso al riconoscimento facciale da parte delle agenzie del governo cittadino. Questa innovativa tecnologia, secondo i sostenitori del divieto, metterebbe a rischio la privacy dei cittadini. Con 8 voti a favore su 9, la proposta ha ottenuto il consenso dei membri del consiglio di sorveglianza.
È prevista una seconda votazione obbligatoria la prossima settimana. Tuttavia, come riporta il New York Times, si tratta di una mera formalità.

Il divieto intende tutelare la privacy dei cittadini

San Francisco di fatto è la prima grande città americana a bloccare questo strumento, spesso utilizzato dalle forze di polizia per cercare i sospettati e riconoscere i criminali. Il divieto proibisce anche l’utilizzo di informazioni raccolte da sistemi esterni che utilizzano la tecnologia. I sostenitori della proposta temono che il governo possa abusare di questo strumento, sorvegliando eccessivamente i cittadini e mettendo a rischio la loro privacy.
“Credo che il fatto che San Francisco sia il quartier generale, vero o presunto, di tutto ciò che è tech implichi anche una particolare responsabilità per i legislatori locali”, sostiene Aaron Peskin, l’esponente del Board of Supervisors di San Francisco che ha proposto il divieto. “Abbiamo una responsabilità fuori dal comune di regolamentare gli eccessi della tecnologia precisamente perché hanno sede qui”.
Secondo Matt Cagle, un avvocato del A.C.L.U. della California del Nord, come riporta il New York Times, il riconoscimento facciale “fornisce al governo un potere senza precedenti per tenere traccia delle persone che vivono le loro vite quotidiane”.
La proposta di San Francisco “è davvero lungimirante e cerca di impedire lo scatenamento di questa pericolosa tecnologia contro il pubblico”.

Il parere degli oppositori

Gli oppositori della proposta sostengono che San Francisco, piuttosto che concentrarsi sui divieti, dovrebbe impegnarsi al fine di definire nuove regole che circoscrivano l’utilizzo della tecnologia in situazioni dove può essere davvero utile.
"È ridicolo negare il valore di questa tecnologia nel garantire aeroporti e installazioni di confine", ha dichiarato Jonathan Turley, esperto di diritto costituzionale della George Washington University.
L’Associazione degli ufficiali di polizia di San Francisco, inoltre, ritiene che il divieto ostacolerebbe gli sforzi dei loro membri di indagare sul crimine.
"Sebbene comprendiamo che non è ancora una tecnologia accurata al 100%, è ancora in evoluzione", afferma Tony Montoya, presidente dell’Associazione. "Penso che abbia avuto successo nel fornire almeno indizi a investigatori criminali".
Come riporta il New York Times, la lotta per il riconoscimento facciale a San Francisco è in gran parte teorica: questa tecnologia in città è attualmente utilizzata solamente nell’aeroporto internazionale e nei porti sotto la giurisdizione federale.

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