Google I/O, con Diva l’assistente virtuale si attiva anche senza voce

Tecnologia
Hey Google (Getty Images)

Sviluppato da Lorenzo Caggioni, un ingegnere italiano, il progetto amplia i servizi offerti da Google Assistant, creando un’alternativa tecnologica in grado di sostituire i comandi vocali

Tra le novità presentate in occasione della Google I/O, la conferenza annuale di Big G dedicata agli sviluppatori, in corso a Mountain View, c’è Diva, una nuova tecnologia pensata per rendere fruibile Google Assistant anche dalle persone affette da disabilità verbali.
Sviluppato da Lorenzo Caggioni, un ingegnere italiano che lavora presso la sede milanese di Big G, il progetto amplia i servizi offerti da Google Assistant, creando un’alternativa tecnologica in grado di sostituire i comandi vocali abitualmente necessari per attivare gli assistenti digitali.

Diva: un progetto realizzato da una mente italiana

Diva, acronimo che sta per DIVersely Assisted, è una scatola tecnologica in grado attivare Google Assistant ogniqualvolta viene premuto l’apposito pulsante di cui è dotata: riesce, infatti, a convertire il segnale in un comando per l’assistente.
L’idea alla base del progetto è di Lorenzo Caggioni, Strategic Cloud Engineer in Google dal 2010. L’ingegnere italiano, spinto dall’amore verso il fratello minore, ha voluto realizzare una tecnologia che potesse aiutare Giovani, affetto da disabilità verbali, a guadagnare maggior autonomia nelle azioni quotidiane.
"Mio fratello Giovanni ha 21 anni e la sua passione sono la musica e i film. Ma essendo nato con cataratte congenite, sindrome di Down e sindrome di West, non riesce a parlare”, spiega Caggioni.

In futuro Diva avrà nuove funzioni

Grazie a Diva, Giovanni può azionare la musica o mettere in pausa un video in completa autonomia, senza dover chiedere aiuto ai famigliari e agli amici.
Come spiega l’ingegnere, Diva è solo un punto di partenza: gli esperti sono già al lavoro per integrare nuove funzioni.
"Ora stiamo esplorando la possibilità di attaccare a diversi oggetti tag Rfid”, spiega l’ingegnere. Si tratta di etichette elettroniche in grado di inviare segnali a radiofrequenza. Associando un comando a ogni tag Rfid e applicandole a strumenti della quotidianità, sarà possibile interagire con l’assistente vocale semplicemente avvicinando gli oggetti con etichette elettroniche a Diva.
“Una persona potrebbe usare un pupazzo per far partire un cartone animato in Tv oppure un CD per attivare la musica, semplicemente avvicinando a Diva l'oggetto”, svela Caggioni. 

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