Google, multa Ue di 1,49 mld per abuso posizione dominante

Tecnologia
Immagine di archivio (Getty Images)

Secondo Bruxelles, Il colosso delle ricerche online ha messo in atto delle pratiche scorrette nell’utilizzo del suo servizio AdSense 

Nuova multa a Google per abuso di posizione dominante. La commissione europea ha inflitto all’azienda di Mountain View una sanzione di 1,49 miliardi di euro a causa di una violazione delle norme antitrust dell’Unione europea. Secondo Bruxelles, il colosso delle ricerche online ha messo in atto delle pratiche scorrette nell’utilizzo del suo servizio AdSense, imponendo ai siti di terze parti di inserire un suo box di ricerca all’interno delle loro pagine e limitando così la visibilità degli annunci pubblicitari delle aziende concorrenti. È la terza volta in cui la commissione europea impone a Google il pagamento di una sanzione per violazione delle leggi antitrust. La prima risale al 27 giugno 2017 ed è pari a 2,4 miliardi di euro. La maxi-multa da 4,3 miliardi di euro, la più alta mai comminata dalla commissione Ue, risale, invece, al 18 luglio 2018. 

Il commento del vicepresidente Kent Walker

Kent Walker, SVP Global Affairs di Google, ha commentato la decisione della Commissione Europea sul caso AdSense, spiegando che in passato l’azienda ha già introdotto una serie di cambiamenti ai propri prodotti per rispondere alle preoccupazioni di Bruxelles e che nei prossimi mesi saranno introdotti altri aggiornamenti finalizzati ad aumentare la visibilità delle aziende concorrenti in Europa. In particolare, di recente il servizio Google Shopping è stato modificato per fornire maggiore visibilità agli annunci pubblicitari delle aziende concorrenti. "Abbiamo iniziato a testare un nuovo formato, che dà link diretti ai siti che confrontano i prezzi, assieme a offerte specifiche dei venditori", spiega Walker. Cambiamenti in arrivo anche per Android: nei prossimi mesi il sistema operativo inizierà a chiedere agli utenti quale browser o app di ricerca vogliono utilizzare, in modo da dare maggiore risalto alle alternative a Google esistenti per i vari dispositivi. “Siamo sempre stati d'accordo sul fatto che mercati sani e prosperi siano nell'interesse di tutti”, ha inoltre dichiarato Walker. 

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