Nyt: Huawei pronta alla guerra legale contro gli Stati Uniti

Tecnologia
Immagine di archivio (Getty Images)

Secondo le fonti del New York Times l’azienda starebbe per depositare la causa in Texas nei confronti del governo Usa, reo di aver proibito alle agenzie federali l’uso dei propri device 

Stanca del continuo ostruzionismo da parte degli Stati Uniti, Huawei sarebbe pronta secondo il New York Times a iniziare una battaglia legale contro il governo statunitense, reo di aver proibito alle agenzie federali l’utilizzo dei device tecnologici dell’azienda cinese. Stando alla testata newyorchese, due fonti anonime avrebbero rivelato l’intenzione del colosso asiatico di depositare la causa nei prossimi giorni in Texas, stato nel quale risiede il quartier generale di Huawei. Il tutto avverrebbe a ridosso dell’udienza riguardante la richiesta di estradizione fatta dagli Stati Uniti a carico di Meng Wanzhou, direttrice finanziaria di Huawei arrestata in Canada a dicembre.



Perché Huawei farà causa agli Usa

Ormai da diverso tempo gli Stati Uniti hanno reso noti a tutto il mondo i timori riguardanti Huawei, accusata di atti di spionaggio orchestrati dal governo cinese. Washington ha infatti cercato di frenare l’espansione dell’azienda, pronta a costruire nuove reti 5G a livello globale, in diversi modi: sia invitando altri paesi a boicottare i prodotti del colosso tech, che spingendo operatori come Verizon e AT&T a non venderne più i device. Sicura che si tratti soltanto di un tentativo di indebolire la compagnia, Huawei sarebbe ora sul punto di fare causa al governo Usa, in particolare mettendo nel mirino il provvedimento con cui Washington ha proibito alle agenzie federali di utilizzare dispositivi di Huawei e ZTE, un’altra azienda cinese. Secondo le fonti, rimaste anonime, del New York Time, la procedura legale dovrebbe essere avviata entro la fine della settimana, nonostante la casa di Shenzhen stia ancora valutando la possibilità di cambiare la propria decisione.

L’arresto della direttrice finanziaria di Huawei

Nel frattempo, la direttrice finanziaria di Huawei è in attesa di un’importante decisione. L’1 dicembre, infatti, il Canada aveva arrestato Meng Wanzhou su richiesta degli Stati Uniti, che accusavano la dirigente di aver eluso in passato le sanzioni statunitensi contro l’Iran. Washington chiede ora l’estradizione della donna cinese, che tuttavia in seguito all’arresto avvenuto a Vancouver ha fatto causa al governo canadese, che sarebbe colpevole di aver violato gravemente i diritti civili di Meng. Toccherà a un tribunale in British Columbia ora decidere se approvare o meno la richiesta di estradizione degli Stati Uniti. In una recente intervista rilasciata alla BBC, il fondatore di Huawei Ren Zhengfei non si era mostrato intimorito dalle mosse di Washington, dichiarando che “non c'è modo che gli Stati Uniti ci possano schiacciare”. 

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