Immatricolazioni auto in calo del 4,6% a gennaio 2019

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La quota di mercato del gruppo FCA (Fiat Chrysler Automobiles) è scesa dal 6,6% al 5,9%. In crescita solamente i numeri di Lancia Chrysler. È quanto emerso dai dati dell’Acea, l’associazione dei costruttori europei 

Il 2019 per il mercato europeo delle auto non è iniziato nel migliore dei modi. A gennaio si è registrato un calo delle immatricolazioni pari al 4,6%, rispetto allo stesso mese del 2018.
Sono 1.226.446 i nuovi veicoli acquistati in tutta Europa, Paesi Efta compresi (Svizzera, Islanda e Norvegia).
È quanto emerso dai dati stilati dall’Acea, l’associazione dei costruttori europei.

In crescita solo Lancia Chrysler

Nel primo mese dell’anno le immatricolazioni del gruppo FCA (Fiat Chrysler Automobiles) hanno registrato un calo del 14,9%, rispetto a gennaio 2018, con 72.584 nuove auto. Nello specifico, la quota di mercato è scesa dal 6,6% al 5,9%.
In salita solamente i numeri di Lancia Chrysler, che, con ben 6.612 immatricolazioni, ha registrato un crescita del 54,9%.
"Dei 31 mercati nazionali della Ue+Efta ben 23 fanno registrare cali delle immatricolazioni in gennaio", spiega il Centro Studi Promotor, diretto da Gian Primo Quagliano.
In Italia, il mercato delle auto di gennaio 2019 è in calo del 7,5% su base annua: 164.864 immatricolazioni, rispetto alle 178.326 dello scorso anno.

Bilancio mercato auto 2018

Nel 2018 sono state immatricolate 15.624.486 auto in tutta Europa, Paesi Efta compresi (Svizzera, Islanda e Norvegia). Un dato in calo del 0,04% rispetto al 2017. A crescere sono stati il mercato spagnolo (+7%) e quello francese (+3%). In calo il mercato italiano (-3,1%) e quello del Regno Unito ( -6,8%), mentre quello tedesco è rimasto pressoché stabile.
Il Centro Studi Promotor ritiene che il bilancio 2018 del mercato delle auto europeo sia stato “sostanzialmente positivo”.
Diversi sono i fattori che hanno ‘ostacolato’ il mercato: “In primo luogo la congiuntura economica, pur rimanendo positiva, è gradualmente peggiorata. In secondo luogo l'introduzione dal primo settembre del nuovo sistema di omologazione Wltp ha fatto si che diverse case avessero problemi di fornitura. In terzo luogo ha pesato sulle vendite la demonizzazione del diesel per motivazioni più ideologiche che di reale tutela dell'ambiente”, spiega Promotor.

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