Caso Huawei, il Canada licenzia il proprio ambasciatore in Cina

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Trudeau ha chiesto e accettato le dimissioni di John McCallum, il diplomatico stanziato nel paese asiatico che negli scorsi giorni si era espresso a favore di Meng Wanzhou e contro la richiesta di estradizione avanzata dagli Usa 

Non accenna a stemperarsi il clima di tensione che si è creato dopo l’arresto in Canada di Meng Wanzhou, direttrice finanziaria di Huawei e figlia del fondatore, e la richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti per la presunta violazione delle sanzioni americane all'Iran. L’ultimo in ordine di tempo a farne le spese è stato John McCallum, ambasciatore canadese in Cina, licenziato dal primo ministro del paese nordamericano Justin Trudeau a seguito di alcune dichiarazioni a favore della manager della società di Shenzhen.

“Meng ha forti argomenti dalla sua parte”

La settimana scorsa, il diplomatico aveva affermato durante una conferenza stampa che Meng possiede "forti argomenti dalla sua parte da presentare davanti a un giudice”, il primo dei quali è "il coinvolgimento politico di Donald Trump" nella vicenda. L'ambasciatore si era poi pentito pubblicamente delle sue parole, ma nel tentativo di ritrattare le dichiarazioni, aveva commentato al quotidiano Toronto Star che “sarebbe fantastico per il Canada” se Washington decidesse di ritirare la richiesta di estradizione. Trudeau ha reso noto di avere chiesto e poi accettato le dimissioni di McCallum venerdì sera, 25 gennaio.

La vicenda

Meng Wanzhou, 46 anni, è stata arrestata a Vancouver l'1 dicembre scorso su richiesta degli Stati Uniti, che accusano la donna di avere mentito alle banche per aggirare le sanzioni americane contro l'Iran. Qualche giorno dopo il fermo, un tribunale canadese le ha concesso la libertà su cauzione (10 milioni di dollari canadesi), ma Meng è stata costretta a restare nell’area di Vancouver, consegnando il passaporto e indossando un dispositivo gps. Il caso ha contribuito ad incrinare ulteriormente i rapporti tra Cina e Usa, già tesi a causa delle accuse di spionaggio lanciate da Trump e rivolte a Huawei e Pechino. Meng Wanzhou rischia oltre 30 anni di prigione se riconosciuta colpevole di frode. II 22 gennaio scorso, il governo di Washington ha chiesto al Canada l’estradizione della manager.

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