Donald Trump cerca alleati per boicottare Huawei: non usate i loro smartphone

Tecnologia
Foto di archivio (Getty Images)

Washington preme sui paesi alleati, Italia compresa, per persuaderli a non utilizzare i dispositivi dell’azienda cinese, ritenuti un rischio per la cybersicurezza dal governo statunitense

Continua la lotta tra gli Stati Uniti e la Cina sulle tecnologie di ultima generazione. In questi giorni, il governo statunitense ha avviato una singolare campagna di sensibilizzazione rivolta ai più stretti paesi alleati, tra cui anche l’Italia, per persuadere le compagnie di telecomunicazione a boicottare i dispositivi Huawei. A riportare la notizia è stato il Wall Street Journal, dove si legge che a preoccupare Trump sarebbero i rischi legati alla sicurezza nazionale dovuti agli stretti rapporti che intercorrono tra Pechino e la multinazionale cinese, i cui prodotti sono visti come un potenziale pericolo per la cybersecurity in ambito militare e finanziario.

Rischio per le telecomunicazioni

Secondo il quotidiano, Washington avrebbe fatto pressioni su funzionari governativi e diversi dirigenti del settore delle telecomunicazioni di nazioni vicine agli Usa in merito ai presunti rischi di sicurezza informatica derivanti dall’utilizzo dei device Huawei. Oltre all’Italia, sono stati coinvolti anche Germania e Giappone. Secondo la Casa Bianca, in questi paesi le tecnologie Huawei sono ritenute ampiamente diffuse e sono presenti anche all’interno di alcune basi militari statunitensi, che ora sarebbero a rischio di spionaggio.
In particolare, Trump teme che l’avvento della connessione 5G e dispositivi connessi porti le società che offrono servizi internet e wireless a dotarsi rapidamente delle nuove tecnologie superveloci proposte dal colosso cinese, che potrebbero esporre a interferenze esterne il settore militare e delle comunicazioni.

La risposta di Huawei

Non si è fatta attendere la replica da parte dell’azienda cinese, che si è detta “sorpresa dai comportamenti del governo Usa descritti nell'articolo" del Wall Street Journal. “Se il comportamento di un governo si estende oltre la sua giurisdizione - riferisce un portavoce Huawei - tale attività non dovrebbe essere incoraggiata. Prodotti e soluzioni Huawei sono ampiamente usati in oltre 170 Paesi in tutto il mondo, servono 46 dei primi 50 operatori mondiali, aziende di Fortune 500 e centinaia di milioni di consumatori. Ci scelgono perché si fidano pienamente”, conclude.

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