Dai videogiochi alla conservazione ambientale: il tycoon ha investito miliardi nell’acquisto di foreste e territori naturali. Le sue proprietà coprono 15 contee e includono ecosistemi di grande valore. Tra questi, la Box Creek Wilderness con oltre 130 specie rare. Dal 2021 l’attenzione si è spostata sulla protezione permanente. Le terre vengono donate o vincolate contro lo sviluppo: l’obiettivo è preservare habitat e biodiversità
Una fortuna costruita con i videogiochi che prende una direzione inattesa: quella della tutela ambientale. Tim Sweeney, CEO e cofondatore di Epic Games, ha scelto di destinare una parte consistente del proprio patrimonio — stimato tra i 5 e i 9 miliardi di dollari — all’acquisto e alla salvaguardia di vaste aree naturali negli Stati Uniti. Negli anni, l’imprenditore è diventato uno dei maggiori proprietari terrieri privati della North Carolina, arrivando a possedere circa 50.000 acri distribuiti in 15 contee. Un’estensione pari a circa 78 miglia quadrate, assimilabile alle dimensioni di una piccola città, composta prevalentemente da foreste e habitat naturali.
Iniziativa cominicata nel 2008
L’iniziativa prende forma nel 2008, nel pieno delle conseguenze della crisi finanziaria globale. In quel contesto, con numerosi progetti immobiliari abbandonati, Sweeney ha colto l’occasione per acquisire terreni destinati allo sviluppo edilizio, con l’obiettivo di preservarli e sottrarli alla trasformazione urbana, a beneficio della fauna selvatica e delle generazioni future. Tra le operazioni più rilevanti spicca l’acquisto della Box Creek Wilderness: circa 7.000 acri ai piedi delle Blue Ridge Mountains, acquisiti per circa 15 milioni di dollari. L’area ospita oltre 130 specie rare o minacciate, rappresentando un ecosistema di grande valore naturalistico.
Il cambio di strategia nel 2021
Dal 2021, con l’aumento dei prezzi dei terreni, la strategia è cambiata. Sweeney ha iniziato a concentrarsi sulla protezione permanente delle aree già acquisite. Attraverso la società “130 of Chatham”, i terreni vengono gestiti con l’obiettivo di essere donati, venduti a prezzi ridotti ai parchi statali o trasferiti a enti di conservazione, con vincoli legali che ne impediscono lo sviluppo futuro. Un caso emblematico è la donazione di 7.500 acri nelle Roan Highlands alla Southern Appalachian Highlands Conservancy: si tratta della più grande donazione privata di terreni nella storia dello stato.