Facebook sospende oltre 200 app dopo lo scandalo Cambridge Analytica

Ad aprile Mark Zuckerberg si è scusato davanti al Congresso Usa per lo scandalo dati (Getty Images)
3' di lettura

Dopo la vicenda dell'uso dei dati, il social network ha dato via a una vasta operazione di controllo delle sue applicazioni. Molte sono state cancellate per l'utilizzo improprio di informazioni relative agli utenti, in attesa di indagini più approfondite

Facebook ha sospeso circa 200 app al termine della prima fase del processo di revisione interna lanciato da Mark Zuckerberg, dopo lo scandalo dati e la vicenda Cambridge Analytica.

Migliaia di applicazioni sotto esame

Sotto la lente del social network sono finite migliaia di applicazioni, tutte quelle che avevano o hanno accesso a una larga quantità di dati dei suoi utenti. Le circa 200 app sono state al momento sospese con il sospetto che abbiano usato o raccolto in maniera impropria i dati degli iscritti a Facebook, in attesa di indagini più approfondite che saranno condotte nelle prossime settimane.

"Ci vorrà tempo"

L'esito del primo stage della revisione interna lanciata da Zuckerberg lo scorso marzo è stato comunicato da Ime Archibong, vicepresidente della divisione partnership di Facebook, che si occupa dei rapporti con le altre aziende. "C'è ancora molto lavoro da fare", scrive Archibong in un post apparso sul blog di Facebook. "Per scoprire tutte le app che hanno usato in maniera impropria i dati dei nostri utenti ci vorrà tempo", ha aggiunto. "Cercheremo di fare il più in fretta possibile".

Sospetto di abusi

Le app sono passate al setaccio da un ampio team di esperti interni ed esterni a Facebook. Nel processo di revisione ci sono già state delle "vittime", come l'app CubeYou, sospesa lo scorso aprile per il sospetto di abusi nella gestione dei dati. Anche l'Unione europea ha avvertito che oltre a Cambridge Analytica, che nel frattempo è stata chiusa, altre app potrebbero aver agito in maniera irregolare.

Rilancio d'immagine

Zuckerberg, dopo essere apparso davanti al Congresso degli Stati Uniti, punta molto sulla "missione pulizia" lanciata lo scorso marzo. Lo scandalo dati ha comportato gravi conseguenze per la società, con l'addio di molte celebrità come Jim Carrey o Elon Musk e di testate editoriali come Playboy, senza contare le perdite in Borsa. Facebook ha comunque recuperato molto del suo valore di mercato dopo la sorprendente crescita del 63 per cento dei profitti, annunciata con i risultati trimestrali presentati lo scorso 25 aprile. Zuckerberg punta anche al pieno rilancio dell'immagine del suo social network.

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