Francesco Totti compie 50 anni, carriera e vittorie dell'ex capitano della Roma
L'ottavo re di Roma, simbolo e capitano della squadra giallorossa da lui trascinata allo Scudetto nel 2001, spegne 50 candeline. Dall'esordio appena 16enne al rifiuto al Real dei Galacticos, passando per il Mondiale con gli Azzurri e l'addio tra le lacrime dell'Olimpico: storia di un campione che ha rinunciato ai successi per vestire un'unica maglia in 25 anni di carriera
L'ESORDIO IN A A SOLI 16 ANNI
- L'infinita storia d'amore tra Francesco Totti, che oggi compie 50 anni, e la Roma ha ufficialmente inizio il 28 marzo 1993. Quel giorno, dopo i lampi fatti intravedere nelle giovanili, a soli 16 anni Vujadin Boskov lo lancia nella mischia nei minuti finali di un Brescia-Roma. Nessuno, in quel pomeriggio lombardo, può ancora immaginare che quel ragazzino biondo di Porta Metronia avrebbe riscritto la storia del calcio italiano.
DA GIOVANE PROMESSA A CAPITANO E SIMBOLO GIALLOROSSO
- Dotato sin da giovanissimo di una visione di gioco straordinaria, di un destro secco e di una tecnica fuori dal comune, Totti si impone rapidamente come uno tra i talenti più cristallini della sua generazione. Sotto la guida di Carlo Mazzone prima e di Zdeněk Zeman poi, il giovane fuoriclasse capitolino riceve la fascia di capitano a soli 22 anni, diventando il leader indiscusso dello spogliatoio e il simbolo della tifoseria giallorossa.
LO SCUDETTO CONQUISTATO DA TRASCINATORE
- Il culmine della carriera di Totti con la maglia della Roma arriva nella stagione 2000-2001. Guidati in panchina da Fabio Capello, i giallorossi conquistano il terzo scudetto della loro storia. Il numero 10 è il re assoluto di quella squadra, l'uomo che sblocca l'ultima decisiva partita contro il Parma in un Olimpico ribollente di passione.
IL RECUPERO DALL'INFORTUNIO E LA FIRMA SUL MONDIALE
- Cinque anni più tardi, nel 2006, arriva la consacrazione internazionale: nonostante un gravissimo infortunio alla caviglia che rischia di comprometterne la carriera a pochi mesi dal Mondiale, il capitano giallorosso recupera a tempo di record. Realizza il rigore decisivo contro l'Australia negli ottavi di finale in Germania e si laurea campione del mondo con la Nazionale di Marcello Lippi.
IL NO AL REAL MADRID DEI GALACTICOS
- Ciò che rende la figura di Totti un'icona planetaria, tuttavia, va oltre i trofei sollevati. Nei primi anni Duemila, il Real Madrid dei Galácticos fa carte false per portarlo in Spagna, offrendogli ingaggi faraonici e la chance di vincere il Pallone d'Oro. La risposta del numero 10 rimarrà scolpita nella memoria del calcio recente: un no secco per rimanere nella sua città e vestire per sempre i colori giallorossi.
VENTICINQUE STAGIONI CON UNA SOLA MAGLIA
- Totti decide di legare il suo nome a un'unica maglia per la bellezza di 25 stagioni, collezionando 786 presenze e 307 reti complessive con la Roma e diventando il secondo marcatore di sempre nella storia della Serie A. Una scelta romantica, in controtendenza con il calcio moderno, che lo ha trasformato in un patrono laico della Capitale.
L'ADDIO TRA LE LACRIME DI UN OLIMPICO COMMOSSO
- Il 28 maggio 2017 resta una data impressa nella memoria di tutti gli appassionati di calcio. Al termine del match contro il Genoa, Francesco Totti cammina per l'ultima volta sul prato dello stadio Olimpico per dire addio al calcio giocato. Le immagini del suo discorso, interrotto dalle lacrime sue e di un intero stadio, fanno il giro del mondo.
L'OTTAVO RE DI ROMA
- Oggi, a distanza di anni da quel giorno, il mito dell'ottavo re di Roma resta intatto nella Capitale, esempio intramontabile di come la fedeltà e l'amore per i propri colori possano valere a volte anche più di una bacheca piena di trofei.