Mondiali, il Belgio elimina gli Usa: Lukaku esulta con la Trump dance

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Il centravanti berlga dopo avere siglato il poker dei Diavoli Rossi si è lasciato andare a una danza chiaramente riconducibile a quella che usa inscenare il presidente in più di un'occasione pubblica

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Prima la "Trump dance", il balletto celebrativo del presidente americano che è stato accennato da Romelu Lukaku e compagni dopo il quarto gol. Poi lo sfottò sui canali social della federcalcio belga: "Overturn this", ribaltate questo, una chiara allusione al congelamento della squalifica del centravanti Usa Falorin Balogun. La vittoria dei Diavoli Rossi sugli Stati Uniti negli ottavi del mondiale ha inevitabilmente risentito delle polemiche della vigilia per la controversa decisione della Fifa. Per il presidente americano, che aveva orgogliosamente rivendicato l'intervento su Gianni Infantino in favore del giocatore statunitense, non ha potuto raccogliere un dividendo politico vista la grande delusione per il ko di Seattle. Ma andiamo con ordine, il primo a farsi beffe dell'ingombrante inquilino della Casa Bianca è stato il centravanti che, come detto, dopo avere siglato il poker dei Diavoli Rossi si è lasciato andare a una danza chiaramente riconducibile a quella che usa inscenare Trump in più di un'occasione pubblica. Poi il post social della Federcalcio belga ha messo il sigillo al "dissing" presidenziale (SEGUI IL LIVE SUI MONDIALI).

Trump bersaglio social

In più sui social e negli Stati Uniti si parla sempre di più di una "maledizione Trump" nello sport, visti i precedenti: era alla Ryder Cup vinta dall'Europa contro gli Stati Uniti, sbagliò il pronostico sul Super Bowl in cui si era detto certo della vittoria dei Kansas City Chiefs battuti poi nettamente dai Philadelphia Eagles e recentemente era in tribuna a New York all'unica partita delle Finals Nba persa dai suoi Knicks. Senza contare che l'intervento sbandierato per Balogun ha creato un clima negativo attorno agli Usa: "È bello avere il mondo dalla nostra parte contro gli Stati Uniti", aveva commentato prima della partita il difensore belga Timothy Castagne. Il ct degli Stati Uniti, Mauricio Pochettino, non ha cercato alibi per l'eliminazione ("Il caso Balogun non ha inciso sulla nostra prestazione, non è una scusante") ma si è detto amareggiato: "Sul piano personale, che senso ha insultare o ricevere messaggi offensivi? La federazione può chiedere di rivedere una squalifica, il mio ruolo era allenare la squadra. Se a Balogun la Fifa permette di giocare, non è un problema. Sono deluso da troppe persone: si è parlato di politica e manipolazioni, di etica e integrità. Se parliamo della storia di questa partita, sono deluso sul piano personale".

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