Guardiola annuncia il suo addio al Manchester City, il messaggio: "Nulla dura per sempre"
SportL'allenatore catalano ai saluti ufficiali con una lettera aperta piena di ricordi ed emozioni. E un bilancio tra vittorie, sconfitte, gioie e dolori. "Non chiedetemi perché me ne vado. Non ci sono motivi"
La notizia del suo addio si era già fatta largo da un po’, a ridosso di quell’ultima giornata di campionato fatale per le speranze del Manchester City di riportare a casa il titolo di campioni d’Inghilterra, poi finito nella bacheca dell’Arsenal a 22 di distanza dall’ultima volta. Ora, però, a parlare è il diretto interessato, Pep Guardiola, con un messaggio ufficiale di commiato ricco di commozione fin dalle prime parole.
"Non ci sono motivi"
"Sarà dura, ragazzi”, così esordisce l’allenatore spagnolo che lascia il City dopo 10 anni conditi da sei titoli di campione d’Inghilterra, e Coppe d’Inghilterra, 5 Coppe di Lega e una Champions League. “Non chiedetemi perché me ne vado”, prosegue, “non ci sono motivi. Ma in fondo so che è arrivato il momento. Nulla dura per sempre. Se così fosse, sarei ancora qui".
Il ricordo degli inizi
Guardiola ricorda i suoi esordi nel club di Manchester: “Quando sono arrivato, la mia prima intervista è stata con Noel Gallagher. 'Benvenuto a Manchester' e io sono uscito pensando: 'Ok, c'è Noel, sarà divertente'. Che bei momenti abbiamo trascorso insieme”. E anche se la sua avventura da allenatore si è conclusa, c’è qualcosa che non finirà mai: “Ciò che durerà per sempre è il sentimento, le persone, i ricordi e l'amore che provo per la mia Manchester. Questa città è stata costruita sul lavoro, sull'edilizia. Lo si vede nel colore delle pietre. Nelle persone che si svegliano presto e restano fino a tardi. Nelle fabbriche. Negli striscioni. Nell'unità. Nella musica. Semplicemente la Rivoluzione Industriale. E come ha cambiato il mondo”.
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"Abbiamo fatto le cose a modo nostro"
Poi arriva il momento di rivendicare cosa ha fatto, non solo coi trofei vinti ma con quella che a tutti gli effetti è stata una rivoluzione culturale calcistica: “Abbiamo lavorato, abbiamo sofferto, abbiamo lottato... e abbiamo fatto le cose a modo nostro. Il duro lavoro si manifesta in molte forme”. I ricordi belli, ma anche quelli meno belli, come “le trasferte a Bournemouth, quando perdemmo il nostro primo titolo” o “l'attentato alla Manchester Arena? Quando questa città ha mostrato al mondo cosa sia la vera forza. Niente fame, niente paura. Solo amore. Comunità. Insieme. Una città unita”.
I momenti difficili
E poi i momenti difficili a livello personale: “Ricordo la perdita di mia madre. Durante il Covid-19. E la sensazione che questo club mi stesse sostenendo in quel momento difficile. I tifosi, la squadra. La gente di Manchester. Mi hanno dato la forza. Quando ne avevo più bisogno. Cris. I miei figli. La mia famiglia. Mentre il mio tempo giunge al termine siate felici. Grazie per aver creduto in me, per avermi spronato, per l'amore che mi avete dato. Tony Walsh ha detto nella sua indimenticabile poesia: ‘Questo è il posto giusto’. Scusa, Tony. Questo è il mio posto. Noel… avevo ragione. È stato dannatamente divertente. Voglio bene a tutti voi”.