Antonio Zappi decade da presidente Aia: respinto ricorso contro squalifica

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Alla base dell'inibizione inflitta a Zappi, ci sono le pressioni indebite esercitate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi, al fine di fare spazio a Daniele Orsato e Stefano Braschi violando così l'articolo 4 del Codice di Giustizia sportiva - che regola lealtà, correttezza e probità dei tesserati - e alcuni articoli del Regolamento Aia e del Codice etico della stessa associazione

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È arrivata la decisione del Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni che ha respinto il ricorso di Antonio Zappi contro i 13 mesi di squalifica comminati all'ormai ex n.1 dei fischietti italiani dal tribunale federale nazionale e confermati poi dalla Corte federale d'appello. L'Aia, già travolta dall'inchiesta della Procura di Milano, perde anche il suo presidente. Alla base dell'inibizione inflitta a Zappi, ci sono le pressioni indebite esercitate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi, al fine di fare spazio a Daniele Orsato e Stefano Braschi violando così l'articolo 4 del Codice di Giustizia sportiva - che regola lealtà, correttezza e probità dei tesserati - e alcuni articoli del Regolamento Aia e del Codice etico della stessa associazione. 

La lettera

"Lascio il mio incarico con malinconia, ma anche con profondo rispetto per ciò che questa esperienza ha rappresentato nella mia vita, e con sincera gratitudine", ha dichiarato Zappi non nascondendo l'amarezza per il verdetto che di fatto sancisce la decadenza da presidente degli arbitri. "La giustizia non è di questo mondo – ha scritto l'ormai ex n.1 Aia nella lettera diffusa dalla stessa associazione -. Le decisioni però si rispettano, chi conosce davvero questa vicenda sa bene cosa è realmente accaduto. Lascio il mio ruolo con la consapevolezza di aver contribuito alla crescita dell'AIA". Zappi rivendica "la nomina di organi tecnici di altissimo profilo, il rafforzamento della tutela normativa di contrasto alla violenza a favore dei giovani arbitri, uno storico contenimento dei costi di gestione delle designazioni arbitrali. Non sono invece riuscito a portare a compimento una riforma tecnica e associativa ampia e strutturata, orientata alla progressiva professionalizzazione degli arbitri di vertice e alla ridefinizione dei percorsi per quelli di base". Zappi ha comunicato la decisione del Collegio al Comitato Nazionale che "disporrà nelle prossime ore la convocazione urgente del Comitato stesso per assumere le determinazioni conseguenti. In un momento particolarmente delicato per l'Associazione, viene rivolto a tutti gli associati un invito a mantenere unità, senso di appartenenza e responsabilità".

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La vicenda

A  Zappi il Collegio aveva rigettato anche la richiesta avanzata dai legali di rinvio dell'udienza per una possibile connessione con quella della Procura di Milano. Poi la sentenza che conferma la squalifica, ultimo grado di giudizio possibile a livello sportivo, che scrive la parola fine sulla vicenda. Anche se l'ex numero 1 Aia, prima della sentenza, non aveva chiuso la porta a possibili altri iter: "Se ci possono essere ulteriori margini di impugnabilità ed arrivare, eventualmente, a un livello risarcitorio", valutando "l'adozione di ulteriori passaggi" prima di definire la condanna a 13 mesi "un ergastolo dirigenziale. Credo sia anche un tema di sproporzione della pena". Come previsto dall'articolo 29 comma 1 dello Statuto Figc e dall'articolo 15 del Regolamento Aia, infatti, una squalifica superiore ai 12 mesi impedisce di ricoprire cariche all'interno dell'ordinamento sportivo: con Zappi decaduto si apre il dibattito sul futuro anche immediato dell'associazione. Arbitri a un bivio insomma: la Figc comincia le valutazioni che potrebbero anche portare a un commissariamento dell'Aia, ma non è detto. E comunque servirebbe un consiglio federale che al momento non è convocato. Dall'altra parte, invece, c'è la strada che porta alle elezioni, da indire entro massimo 90 giorni dalla dichiarazione di decadenza del comitato nazionale dell'Associazione e che si dovranno tenere entro i 45 successivi. 

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