Mondiali calcio, dal 1930 fino a oggi: storia e momenti indimenticabili della competizione
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I Mondiali di calcio in Usa-Messico-Canada, al via l’11 giugno 2026, segnano il 23esimo capitolo di una storia lunga quasi un secolo.
Dopo la parentesi autunnale della rassegna iridata in Qatar, il Mondiale 2026 torna a giocarsi d'estate e per la prima volta sarà ospitato congiuntamente da tre nazioni diverse, segnando un evento storico per la Fifa e il calcio globale. Ecco come si è arrivati fino a qui.
Quello che devi sapere
Gli esordi del torneo e la prima Coppa
Bisogna andare indietro fino al 1928 per arrivare all’inizio della storia dei Mondiali. Tutto nasce da un'idea dell'allora presidente della Fifa, il francese Jules Rimet, che decise di istituire un torneo riservato alle squadre nazionali. Passarono un paio d'anni e, nel 1930, vennero messe insieme 13 squadre in uno stesso torneo. L'originaria Coppa del mondo prese il nome dal suo ideatore - Rimet appunto - e, dal 1930 al 1970, il regolamento prevedeva che la nazionale capace di vincere tre edizioni del torneo l'avrebbe potuta conservare per sempre. L'impresa riuscirà al Brasile che in Messico, nel 1970, completerà la tripletta, portandosi a casa il prestigioso trofeo.
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La prima edizione e l’assenza dell'Italia
L’Italia non prese parte alla prima edizione del torneo, nel 1930. A mancare non fu la qualificazione, ma l'invito. Il torneo (13-30 luglio) si disputò in Uruguay, per celebrare i 100 anni della Costituzione. La maggior parte dei match si disputarono nello stadio Centenario, costruito appositamente per l’occasione. Parteciparono 13 Nazionali, sette del Sudamerica, due dal Nordamerica e quattro europee, suddivise in quattro gruppi. A vincere furono i padroni di casa.
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Nel 1934 e nel 1938 Italia protagonista
L’edizione del 1934 fu ospitata in Italia, con 16 squadre al via e una formula che prevedeva fin dall'inizio l'eliminazione diretta. Gli azzurri guidati dall'alpino Vittorio Pozzo riuscirono anche a vincere il torneo, a Roma, nello stadio del Partito nazionale fascista.
Passarono quattro anni e nell’edizione del 1938 trionfò ancora l’Italia, questa volta in Francia, imponendosi sull’Ungheria, per 4-2: le doppiette di Colaussi e Piola vanificarono le reti di Titkos e Sarosi.
Pausa per la guerra, ritorno alla competizione e il Mondiale in tv
Nel 1950, dopo la pausa dovuta alla seconda guerra mondiale, si tornò in America latina (Brasile 24 giugno-16 luglio), e calò nuovamente a 13 il numero delle squadre. L'Uruguay ribaltò il pronostico, con un'impresa eroica.
Dopo quattro anni, nel 1954, con la manifestazione organizzata dalla Svizzera (16 squadre al via) proprio i padroni di casa eliminarono gli azzurri. Si impose la Germania Ovest. Fu il primo Mondiale a essere trasmesso dalla tv.
L’età dell’oro del Brasile
Nel 1958 in Svezia cominciò l'età dell'oro del Brasile e di Pelè. Fu la seconda edizione senza l'Italia, stavolta eliminata prima di arrivare alla fase finale dall'Irlanda del Nord. Una Nazionale sudamericana s'impose per la prima volta in Europa, grazie al futebol bailado. Il trio Didi-Vavá-Pelè diventerà un'ossessione estiva.
Nel 1962 arrivò il bis del Brasile in Cile, dove si presentarono sempre 16 squadre: per l'Italia ci fu un epilogo amaro e violento. Gli azzurri furono estromessi dai padroni di casa, al termine di una partita segnata dall'atteggiamento permissivo dell'arbitro inglese Aston e considerata come una delle più violente nella storia del calcio. All'origine dei numerosi falli, alcuni molto pericolosi, i rapporti tesi fra Italia e Cile dopo alcuni giudizi duri della stampa del nostro Paese verso la nazione ospitante, definita come "sottosviluppata". Il Brasile in finale vinse contro la Cecoslovacchia 3-1.
Nel 1966, invece, in Inghilterra, un dentista nordcoreano di nome Pak do ik rispedì a casa l'Italia di Fabbri, nel girone eliminatorio: piovvero ortaggi e agrumi sugli azzurri, al loro ritorno a casa. Vinse l'Inghilterra.
Ma nel 1970, in Messico, fu ancora il Brasile a vincere e a portarsi a casa la coppa definitivamente.
Dopo 44 anni l'Italia torna sul tetto del mondo
Bisognò aspettare fino al 1982 per vedere, dopo 44 anni, l'Italia tornare sul tetto del mondo: lo fece in Spagna, dove si disputò un Mondiale per la prima volta a 24 squadre. Gli azzurri di Bearzot furono i più forti di tutti.
I Mondiali in Italia nel 1990
Un'altra edizione importante per il nostro Paese è stata quella del 1990, con l'Italia che ha ospitato la competizione poi vinta dalla Germania Ovest. Alla fine per gli azzurri fu 'solo' terzo posto. Il piazzamento, seppur onorevole, venne vissuto come una sconfitta. Schillaci però divenne capocannoniere con sei reti.
La vittoria azzurra del 2006
Gli azzurri dovettero aspettare fino al 2006 per ritrovare la vittoria. Si giocò in Germania e l'Italia allenata da Marcello Lippi trionfò in finale contro la Francia. È una partita, questa, che è rimasta nella storia anche per la testata tirata da Zinedine Zidan in pieno petto a Marco Materazzi (il rosso fu d'obbligo).
I Mondiali del 2010 e del 2014
Quattro anni dopo, nel 2010, per gli azzurri i fasti del Mondiale tedesco, in terra di Sudafrica, erano già lontani. Lippi confermò lo zoccolo duro di Berlino ma tornò a casa dopo il primo turno, eliminato da Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia. Vinse la Spagna.
Nel 2014 si giocò in Brasile, ma a farla da padrona fu la Germania, che il 13 luglio vinse la finale contro l'Argentina 1-0. Torneo amaro per l'Italia del ct Cesare Prandelli, che il 24 giugno perse per 1-0 contro l'Uruguay l'ultima partita della fase a gironi e tornò a casa fra accuse e delusioni e le dimissioni immediate del tecnico e del capo della Figc, Abete.
L'edizione russa del 2018
Nel 2018 ci fu l'esordio storico tra i Paesi ospitanti della Russia, che rese la 21esima edizione dei Mondiali la più costosa di sempre, con una spesa di oltre 14,2 miliardi di dollari. A Mosca festeggiò la Francia.
L'edizione autunnale del 2022
Nel 2022 si giocò invece il primo Mondiale della storia in autunno. L'edizione qatariota - segnata dalle polemiche sui diritti e sugli stadi, nella cui costruzione sono morti centinaia di lavoratori - è stata l'ultima a 32 squadre. La finale, per molti la più bella di sempre, fu una sfida stellare tra l'Argentina di Messi (che segnò due reti) e la Francia di Mbappé (tripletta). La sfida si concluse ai rigori: vinse l'Argentina.
Nel 2026 Italia ancora assente
In questa edizione dei Mondiali che sta per disputarsi, l'Italia sarà (ancora) assente. Si tratta del terzo Mondiale consecutivo mancato per gli azzurri, la cui ultima partecipazione risale al 2014. Il 31 marzo 2026 nella finale playoff, l'Italia ha perso ai rigori contro la Bosnia.
Per approfondire:
Il terzo Mondiale mancato per l’Italia