Oggi l'incontro tra il presidente federale e le componenti del Consiglio che appena un anno fa lo avevano rieletto per il terzo mandato con oltre il 98% dei voti. Secondo quanto trapela, Gravina sarebbe pronto alle dimissioni: in questo caso si aprirebbe subito un periodo di prorogatio in vista dell'Assemblea elettiva, che sarebbe convocata entro 90 giorni
Giornata di incontri in Figc dopo l’eliminazione della Nazionale di calcio ai playoff per il Mondiale 2026. Il presidente della Federazione Gabriele Gravina, in carica dal 2018 e al centro delle critiche dopo la mancata partecipazione dell’Italia alla Coppa del Mondo della prossima estate, incontrerà le componenti politiche del Consiglio Federale in vista della riunione della prossima settimana. Secondo quanto trapela da diverse fonti di stampa, Gravina starebbe maturando l’intenzione di dimettersi e potrebbe quindi già comunicarlo in giornata a coloro che poco più un anno fa, nel febbraio 2025, lo avevano rieletto per il terzo mandato con il 98,68% dei voti.
Gli scenari
Le possibili dimissioni di Gravina aprirebbero un periodo di prorogatio nel quale il presidente federale, così come il Consiglio, agirebbero per l’ordinaria amministrazione in vista di una nuova assemblea elettiva che verrebbe convocata entro 90 giorni. Le candidature andrebbero presentate entro 40 giorni dalle elezioni ma i primi nomi cominciano già a circolare: si tratterebbe di Giancarlo Abete, attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti e già presidente federale dal 2007 al 2014, e di Giovanni Malagò, ex presidente del CONI e della Fondazione Milano-Cortina.
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Le parole di Abodi
Nella giornata di ieri sono arrivate le dichiarazioni del ministro dello Sport Andrea Abodi. "Aspettiamo che vengano prese decisioni, mi auguro nelle prossime ore. Io credo che sia opportuno (per la Figc, ndr) un bel periodo di decantazione commissariale, che è possibile, e deve decretarlo il Coni, non può farlo la politica. Sulla base di questo periodo, con la catena di controllo che si accorcia, mettere insieme le componenti e trovare delle soluzioni, compresa la riduzione delle squadre dei campionati", ha dichiarato il ministro. "Il Consiglio federale deve fare un esame di coscienza perché, se ci riferiamo al presidente, non possiamo non pensare che ha preso il 98% dei consensi. L'assunzione di responsabilità è comune", ha aggiunto.