E' quanto ha confermato il Comitato Paralimpico Internazionale (Ipc) facendo riferimento quanto stabilito, a maggioranza dei voti, dall'esecutivo del comitato stesso nel settembre dello scorso anno a Seul. L'Ucraina: decisione scandalosa
I sei atleti russi e i quattro bielorussi prenderanno parte ai Giochi paralimpici invernali di Milano Cortina (dal 6 al 15 marzo) con inno, bandiera, divise ufficiali con i colori nazionali e con l'acronimo "Rus" e "Blr" (OLIMPIADI MILANO-CORTINA 2026 - IL LIVEBLOG). E' quanto ha confermato il Comitato Paralimpico Internazionale (Ipc) facendo riferimento quanto stabilito, a maggioranza dei voti, dall'esecutivo del comitato stesso nel settembre dello scorso anno a Seul.
Gli atleti russi sono 6, due nello sci alpino paralimpico, due nello sci di fondo paralimpico e due nello snowboard paralimpico. Per la Bielorussia 4 posti sono tutti per lo sci di fondo.
"Decisione scandalosa"
L'Ucraina ha definito ''scandalosa'' la decisione. Si tratta di una ''decisione che è allo stesso tempo deludente e scandalosa'', ha denunciato il ministro ucraino dello Sport Matvii Bidnyi su 'X'. ''Le bandiere della Russia e della Bielorussia non hanno posto negli eventi sportivi internazionali che promuovono correttezza, integrità e rispetto. Sono le bandiere di regimi che hanno fatto dello sport uno strumento di guerra, menzogna e disprezzo", ha aggiunto il ministro ucraino.
"Permettere alla Russia e Bielorussia di tornare alle Paralimpiadi e ora concedere una wild card e una partecipazione accelerata senza qualificazioni? Questo è inaccettabile", scrive su X il Commissario europeo per l'equità intergenerazionale, la gioventù, la cultura e lo sport, Glenn Micallef. "Mentre la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina continua, non posso sostenere il ripristino di simboli nazionali, bandiere, inni e uniformi, che sono inseparabili da quel conflitto. Per questo motivo, non parteciperò alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi", ha aggiunto.
Heraskevych: "Assurdo"
Lo skeletonista ucraino Vladyslav Heraskevych, squalificato dalla gara di Cortina D'Ampezzo per aver voluto indossare un casco con raffigurati i volti di atleti ucraini uccisi durante l'invasione russa, critica la decisione.
"È assurdo - ha dichiarato Heraskevych - che regalino dei posti. È un po' come se accettassimo ex soldati per dare loro l'opportunità di diffondere la propaganda russa con bandiere nazionali, con simboli nazionali. Sembra piuttosto folle", ha concluso.