Sei Nazioni 2026, il programma completo e dove vedere il torneo di rugby

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©Ansa

Introduzione

Giovedì 5 febbraio, con il match inaugurale tra la Francia e l’Irlanda allo Stade de France, inizia ufficialmente la 132ª edizione del torneo Sei Nazioni di rugby. Ecco cosa sapere.

Quello che devi sapere

Chi partecipa

A partecipare al torneo sono sei Nazionali del continente europeo: Inghilterra; Scozia; Galles; Irlanda; Francia e Italia.

 

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Il calendario

Questo è il calendario previsto per quest’anno:

 

PRIMA GIORNATA

  • Francia – Irlanda (5 febbraio 2026, ore 21:10);
  • Italia – Scozia (7 febbraio 2026, ore 15:10);
  • Inghilterra – Galles (7 febbraio 2026, ore 17:40).

SECONDA GIORNATA

  • Irlanda – Italia (14 febbraio 2026, ore 15:10);
  • Scozia- Inghilterra (14 febbraio 2026, ore 17:40);
  • Galles- Francia (15 febbraio 2026, ore 16:10).

TERZA GIORNATA

  • Inghilterra – Irlanda (21 febbraio 2026, ore 15:10);
  • Galles – Scozia (21 febbraio 2026, ore 17:40);
  • Francia – Italia (22 febbraio 2026, ore 16:10).

QUARTA GIORNATA

  • Irlanda – Galles (6 marzo 2026, ore 21:10);
  • Scozia – Francia (7 marzo 2026, ore 15:10);
  • Italia – Inghilterra (7 marzo 2026, ore 17:40).

QUINTA GIORNATA

  • Irlanda – Scozia (14 marzo 2026, ore 15:10);
  • Galles – Italia (14 marzo 2026, ore 17:40);
  • Francia – Inghilterra (14 marzo 2026, ore 21:10).

 

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Formato e assegnazione dei punti

Il Sei Nazioni di rugby si svolge secondo la formula del girone all’italiana, con gare di sola andata a campi alternati ogni anno: ciò significa che ogni selezione gioca in casa contro la squadra che aveva affrontato l’anno prima in trasferta. L’assegnazione dei punti prevede 4 punti per la vittoria; 2 per il pareggio; 0 punti per la sconfitta; 1 punto di bonus per la squadra sconfitta con 7 o meno punti di scarto e 1 punto di bonus per la o le squadre che in un singolo incontro segnino almeno 4 mete. Inoltre, al fine di garantire la vittoria matematica del torneo, è previsto un bonus straordinario di 3 punti alla squadra che vinca tutti gli incontri di un'edizione.

Dove sarà trasmessa

Tutti i 15 incontri del Sei Nazioni saranno trasmessi in esclusiva e in diretta da Sky sui suoi canali e anche su SkyGo e NOW. Le partite dell’Italia saranno tutte visibili anche sul canale in chiaro TV8.

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Gli stadi della competizione

Gli stadi che faranno da cornice alle partite sono veri e propri monumenti di questo sport: si tratta dello Stade de France di Parigi; dello stadio di Twickenham a Londra (stadio con la maggiore anzianità di servizio tra quelli del Sei Nazioni, essendo stato inaugurato nel lontano 1909); del Millennium Stadium di Cardiff; l’Aviva Stadium di Dublino; il Murrayfield di Edimburgo e lo Stadio Olimpico di Roma. Quest’anno la Francia utilizzerà anche un altro stadio, il Pierre Mauroy (o Decathlon Arena) di Lille.

Il grande Slam

Durante ogni edizione del torneo vengono assegnati anche altri trofei, messi in palio dalle singole federazioni oppure assegnati dal comitato organizzatore della competizione. Il più importante, però, non prevede coppe: si tratta del “Grande Slam”, riconoscimento per la selezione che vince tutti gli incontri del torneo. Come prevede il regolamento, la squadra che vince le 5 partite può fregiarsi del titolo di “vincitore del Grande Slam”.

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L’albo d’oro

L’albo d’oro è dominato da Galles e Inghilterra, che hanno vinto il Sei Nazioni per ben 39 volte a testa. A seguire ci sono la Francia, con 27 vittorie (l'ultima nel 2025); l’Irlanda, con 24, e la Scozia, con 22 affermazioni. L'Italia non ha mai vinto il titolo.

Il cucchiaio di legno

Particolarmente conosciuto, però, è anche il cosiddetto cucchiaio di legno che rappresenta una sorta di trofeo goliardico ideato già dagli studenti dell’Università di Oxford a fine ‘800 per coloro che arrivavano ultimi. Il cucchiaio di legno non va confuso con il whitewash, altro riconoscimento goliardico assegnato alla squadra sempre perdente in tutti gli incontri. L’Italia si è aggiudicata il cucchiaio di legno per 18 volte, di cui 14 perdendo tutte le partite.

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I convocati dell’Italia

Il ct Gonzalo Quesada ha convocato trentatré giocatori per il torneo:

  • Piloni: Simone Ferrari (Benetton Rugby, 69 caps), Danilo Fischetti (Northampton Saints 58 caps), Muhamed Hasa (Zebre Parma 4 caps), Marco Riccioni (Saracens, 36 caps), Mirco Spagnolo (Benetton Rugby, 19 caps);
  • Tallonatori: Tommaso Di Bartolomeo (Zebre Parma, 6 caps), Pablo Dimcheff (Colomiers Rugby, 3 caps), Giacomo Nicotera (Stade Français, 36 caps);
  • Seconde Linee: Niccolò Cannone (Benetton Rugby, 58 caps), Riccardo Favretto (Benetton Rugby, 8 caps), Federico Ruzza (Benetton Rugby, 67 caps), Andrea Zambonin (Exeter Chiefs, 14 caps);
  • Terze Linee: Lorenzo Cannone (Benetton Rugby, 33 caps), Alessandro Izekor (Benetton Rugby, 8 caps), Michele Lamaro (Benetton Rugby, 49 caps), Samuele Locatelli (Zebre Parma, esordiente), David Odiase (Zebre Parma, 3 caps) Manuel Zuliani (Benetton Rugby, 38 caps);
  • Mediani di mischia: Alessandro Fusco (Zebre Parma, 20 caps), Martin Page-Relo (Bordeaux, 21 caps), Stephen Varney (Exeter Chiefs, 36 caps);
  • Mediani di apertura: Giacomo Da Re (Zebre Parma, 6 caps), Paolo Garbisi (Toulon, 49 caps);
  • Centri: Juan Ignacio Brex (Toulon, 49 caps), Leonardo Marin (Benetton Rugby, 17 caps), Damiano Mazza (Zebre Parma, esordiente), Tommaso Menoncello (Benetton Rugby, 34 caps), Paolo Odogwu (Benetton Rugby, 7 caps);
  • Ali/Estremi: Matt Gallagher (Benetton Rugby, 3 caps), Monty Ioane (Lione, 42 caps), Louis Lynagh (Benetton Rugby, 9 caps), Lorenzo Pani (Zebre Parma, 8 caps), Edoardo Todaro (Northampton Saints, 1 cap).

 

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