Eriksen dimesso dall'ospedale: incontro con i compagni dopo l'operazione al cuore

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Il centrocampista danese, che sabato scorso ha avuto un malore durante la partita di Euro 2020 Danimarca-Finlandia, è andato nel ritiro della sua nazionale dopo essere uscito dalla struttura dove si è sottoposto a un intervento per impiantare il dispositivo temporaneo. Tra qualche settimana i medici decideranno se renderlo permanente. Questa possibilità mette a rischio la carriera del numero 24 dell'Inter in Italia, dove i criteri per l’idoneità sportiva sono più severi

Christian Eriksen è stato dimesso dall'ospedale di Copenaghen dove era stato ricoverato dopo l’arresto cardiaco di sabato sera in campo, durante la partita di Euro 2020 tra Danimarca e Finlandia. Lo rende noto la Federcalcio danese in un tweet. Eriksen, che è stato operato al cuore con esito positivo, si è anche recato nel ritiro della nazionale danese, a Helsingor, e ha incontrato i compagni di squadra. Da lì poi è tornato a casa e starà con la propria famiglia in questa prima fase di convalescenza. Al giocatore è stato impiantato un defibrillatore sottocutaneo per tenere sotto controllo la frequenza cardiaca. Si chiama Icd (Implantable Cardioverter Defibrillator) ed è un sistema di protezione che regolarizza l’aritmia cardiaca. Il defibrillatore sarà temporaneo per un periodo di circa 2-3 settimane. Poi i medici valuteranno se il problema può dirsi risolto o se la soluzione dovrà diventare permanente.

Il messaggio di Eriksen

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Eriksen, dopo aver lasciato l'ospedale, ha voluto inviare anche un messaggio a tutte le persone che in vari modi, in tutti questi giorni, hanno voluto fargli recapitare messaggi di sostegno. "Grazie - ha scritto, sempre tramite la federazione - per l'enorme quantità di auguri, incredibili da vedere e sentire. L'operazione è andata bene, e io sto bene, date le circostanze. E' stato veramente grande vedere di nuovo i ragazzi, dopo la fantastica partita che hanno disputato ieri sera. Inutile dire - conclude il centrocampista dell'Inter - che tiferò per loro lunedì contro la Russia".

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La possibilità che il defibrillatore diventi permanente mette a rischio la carriera del centrocampista danese dell'Inter a Milano. Se in Europa ci sono casi di calciatori con l’Icd, come l’olandese Daley Blind, in Italia l’idoneità sportiva è più rigorosa. "Sulla concessione dell'idoneità in Italia siamo molto più attenti e severi", ha spiegato Enrico Castellacci, medico della nazionale campione del mondo nel 2006 e oggi presidente dei medici del calcio. “Bisognerà capire bene quale è la patologia, ma andare in campo con un defibrillatore sottocutaneo espone a rischi. Una pallonata o un contrasto possono mettere fuori uso il meccanismo che interviene con una scossa elettrica in caso di arresto".

Danimarca-Belgio

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Nel frattempo, gli Europei continuano. Ieri si è giocata Danimarca-Belgio e prima della partita il capitano danese Simon Kjaer, tra i primi ad accorgersi del malore e a soccorrere Eriksen, ha ricordato il compagno con un messaggio sui social: "Sono stati giorni molto speciali in cui il calcio non era la cosa più importante. È stato uno shock che farà parte di me e di noi per sempre. La sola cosa che importa è che Christian stia bene. Andiamo in campo per lui, lo terremo sempre nei nostri cuori". Al minuto 10 della partita, il numero di maglia che Eriksen indossa in nazionale, lo stadio di Copenaghen gli ha dedicato un omaggio e un lungo applauso.

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