F1, Gp Baku: vince Perez, secondo Vettel e terzo Gasly. Fuori Verstappen, Leclerc quarto

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Gara ricca di colpi di scena nel finale. Il pilota olandese della Red Bull, a lungo al comando, va a muro dopo un problema alla gomma posteriore sinistra: safety car, bandiera rossa, ripartenza e vittoria del compagno di squadra messicano. Ottavo Sainz. Hamilton sbaglia e finisce 15esimo

La sesta prova del Mondiale di Formula1 va a Sergio Perez (Red Bull), al termine di una gara ricca di colpi di scena nel finale. Nel Gp di Baku, in Azerbaigian, il suo compagno di squadra Max Verstappen - a lungo al comando - è protagonista di un incidente sul rettilineo d'arrivo durante il 46esimo giro (su 51 totali): un problema alla gomma posteriore sinistra lo manda a muro. Safety car, bandiera rossa, gara sospesa a due giri dalla fine, ripartenza (standing start) e vittoria di Perez. Secondo Vettel (Aston Martin), terzo Gasly (AlphaTauri). Il ferrarista Charles Leclerc, partito dalla pole, termina quarto. Ottavo Sainz. Lewis Hamilton, che al momento della ripartenza era secondo, nel tentativo di superare Perez va lungo e finisce la gara 15esimo (LA CRONACA MINUTO PER MINUTO).

La rabbia di Verstappen

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Dopo l'incidente di Verstappen, mentre si stava ripulendo la pista dai detriti, le monoposto sono rientrate ai box con la possibilità di cambiare le gomme. Il pilota olandese non ha nascosto la sua rabbia e ha dato un calcio alla gomma posteriore sinistra, la cui esplosione potrebbe aver causato la perdita di controllo. Christian Horner, team manager della Red Bull, ha infatti spiegato che si è trattato di "un problema di gomme", forse "un cedimento".

Il ricordo di Mansour Ojjeh e Max Mosley

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Prima della gara, sulla pit lane si è osservato un minuto di silenzio in memoria di due protagonisti del mondo della Formula1: l'imprenditore franco-saudita Mansour Ojjeh, azionista della McLaren dal 1984, morto a 68 anni e Max Mosley, ex presidente della Fia, scomparso a 81 anni. Zak Brown, a.d. della McLaren, ha spiegato che la morte di Ojjeh "è stata devastante" per la scuderia: "Mansour è rimasto impresso nel cuore e nell'anima di questa squadra per quasi 40 anni, ed è stato un fattore intrinseco del suo successo. Era un vero pilota in tutti i sensi. Ultracompetitivo, determinato, appassionato e, forse la sua caratteristica distintiva, era sportivo. Non importa l'intensità della battaglia, Mansour ha sempre messo lo sport al primo posto".

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