Barcellona, davvero Messi è un cattivo affare per le casse del club?

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Gabriele Lippi

La Pulce ha percepito un ingaggio da 555 milioni di euro in quattro anni, mentre il club è indebitato per oltre un miliardo. Le rivelazioni del Mundo gettano un'ombra sul giocatore e il suo peso sui destini della squadra per cui gioca da venti anni. Ma il numero 10 argentino vale anche tanti soldi in entrata. Quanti?

Può un calciatore valere mezzo miliardo di euro in quattro anni? La domanda posta dalle rivelazioni del quotidiano spagnolo El Mundo sul contratto di Lionel Messi non ha solo risvolti etici e morali, ma può essere affrontata anche secondo una prospettiva meramente economica. Stando alle fonti affidabilissime del Mundo, la Pulce avrebbe firmato nel 2017 un accordo che al club potrebbe arrivare a costare 555.237.619 euro al 30 giugno 2021, quando il contratto scadrà e il giocatore sarà libero di scegliere se lasciare il club dopo 20 anni di fedelissima militanza. 

Oltre 1 miliardo di debiti e risultati deludenti

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Cifre enormi, che il Barcellona non ha smentito, e che dunque risultano certamente attendibili. Si tratta di quasi 139 milioni a stagione, lordi, distribuiti tra fisso, bonus un premio alla firma di 115 milioni e uno per la fedeltà di quasi 80 la metà dei quali sarà comunque versata a prescindere dalla decisione del giocatore sul suo futuro. A oggi Messi ne avrebbe già incassati il 92%, circa 511, l’equivalente di 127,7 a stagione. Considerata la pesantissima situazione di indebitamento (1.137 milioni di passivo) e i deludenti risultati recenti in Europa, il dubbio che per il club catalano si sia trattato di un pessimo affare sorge legittimamente. Sostenere però che sia Messi la causa di tutti i mali finanziari del Barcellona, forse, è trarre una conclusione superficiale.

Quanto vale Messi per il bilancio del Barcellona?

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Per valutare l’impatto economico di un giocatore su un club, infatti, non si possono contare solo le uscite che il suo ingaggio comporta. Piuttosto è necessario provare almeno a calcolare quanto la sua presenza ha inciso sui ricavi della società per cui è tesserato: un discorso che per giocatori come Messi e Cristiano Ronaldo vale in modo particolare. Sì, il Barcellona è esposto per oltre un miliardo di debiti, ma è anche primo al mondo per ricavi tra i club calcistici con 841 milioni di euro di entrate stimate da Deloitte nell’ultima analisi pre-Covid, con un balzo del 44% nel periodo 2017-2019. Inevitabile pensare che avere nella propria rosa uno dei due giocatori più popolari e conosciuti al mondo abbia un peso significativo su queste cifre, ma quale?

Dal merchandise arrivano 37 milioni l'anno

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Il calcolo non è semplice ma qualcuno ha provato a farlo l’estate scorsa, quando sembrava che la Pulce potesse lasciare il Barcellona e in tanti si chiedevano se un’eventuale operazione per un suo trasferimento potesse essere sostenibile per il club che lo avrebbe ingaggiato. Secondo il sito indiano di informazione finanziaria Livemint.com, il Barcellona vende ogni anno circa 2 milioni di maglie con sopra stampati il numero e il nome di Messi, a un prezzo che si aggira tra i 100 e i 200 dollari. Considerando la quota spettante al club sugli incassi da merchandise (il 15%), il totale si aggirerebbe intorno ai 37 milioni di euro all’anno. Mint però va oltre e prova a stimare anche l’impatto totale di Messi sui ricavi del club. Qui il calcolo si fa meno certo, più approssimato, e segue un procedimento del tutto intuitivo: si dividono equamente gli incassi del club per gli 11 giocatori titolari della squadra e poi si suppone che l’apporto di Messi sia almeno doppio rispetto a quello dei compagni: il totale si aggira intorno ai 152 milioni di euro, incluse le entrate per il merchandise. Sono cifre che moltiplicate per quattro eccedono di circa 50 milioni di euro il totale speso dal Barcellona per l’ingaggio del giocatore.

L'impatto sugli incassi dello stadio e sui diritti tv

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Come già spiegato, si tratta di una stima molto approssimativa che comunque non appare così distante dalla realtà. La presenza di Messi impatta certamente su diverse voci di ingresso nel Barcellona, dalla più scontata quale è il merchandise, ad altre invece più complesse. Nella stagione 2018/19, l’ultima di cui possiamo avere dati completi sull’affluenza negli stadi, il Camp Nou ha registrato una media di 76.051 spettatori a prezzi decisamente poco popolari (i biglietti più economici, nell’ultimo anello in curva, possono variare tra i 50 e i 100 euro a seconda dell’avversario di giornata): è più che lecito pensare che una buona fetta del pubblico, in particolar modo quella composta da turisti, sia disposta a spendere quelle cifre per vedere giocare Messi più di quanto non lo sarebbe per giocatori sicuramente buoni ma di minor richiamo quali Griezmann, Busquets o de Jong. Un ragionamento analogo si può applicare sui gettoni incassati dal club per le tournée all’estero e sui contratti di sponsorizzazione, l’ultimo dei quali, con Nike, ha portato poco meno di 155 milioni di euro a stagione nelle casse della società. Messi ha anche un duplice impatto sui diritti tv della Liga, che nel 2019 sono stati ceduti per una cifra di 1.420 milioni in quattro anni: in primis la presenza della Pulce nel campionato spagnolo alza il valore del prodotto sul mercato in sede di contrattazione collettiva, in secondo luogo aiuta ad allargare la fetta del Barcellona (166,5 milioni, la parte più cospicua del totale) grazie alle sue prestazioni sportive, che permettono al club di mantenersi nelle posizioni più alte della classifica.

Spese folli sul mercato e un monte ingaggi senza senso

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Se quindi la colpa dei debiti del Barcellona non è imputabile interamente a Messi, dove bisogna cercarne le cause? Principalmente in altre voci di spesa, da quelle gestionali a quelle per il calciomercato. Tra l’estate del 2017 e quella del 2020, il club catalano ha speso 919,8 milioni di euro per l’acquisto di nuovi calciatori, a fronte di un incasso di 651,95, per un passivo di 267,85 milioni (fonte Transfermarkt). I più cari di questi ingaggi, da Coutinho a Griezmann, passando per Dembelé, si sono a oggi rivelati non particolarmente efficaci per migliorare i risultati sportivi del club, con Coutinho, pagato 145 milioni, che ha passato ben due anni in prestito al Bayern Monaco. Oltre alle cifre spese per i cartellini, bisogna ovviamente considerare anche quelle per gli ingaggi, con un monte salariale attuale che supera i 485 milioni di euro (anche a causa dell’effetto Messi, va detto), 209 milioni in più rispetto al totale registrato nel 2019, quando il club aveva cinque giocatori in più in rosa.

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