Antonino Chef Academy: gli eliminati della quinta puntata

Siamo a un passo dalla finale e il quinto appuntamento con Antonino Chef Academy, in onda tutti i martedì alle 21.15 su Sky Uno (canale 108) e su digitale terrestre al canale 455, ha visto due uscite di scena, Sparesotto e a sorpresa, Milone. Continua a leggere e scopri di più.

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Siamo a un passo dalla finale e i concorrenti che si giocheranno il tutto e per tutto pur di arrivare vittoriosi alla meta, sono rimasti in sei, Bartolini, Liu, Marzullo, Milone, Petito e Sparesotto. Il loro sogno è uno e uno soltanto: lavorare a Villa Crespi, ma non basta rimboccarsi le maniche e sperare di farcela. Chi dimostrerà di possedere i requisiti giusti e la stoffa dello Chef, avrà l’onore e l’onere di entrare nella brigata stellata del maestro Cannavacciuolo

Le prove si fanno sempre più difficili, le insidie si moltiplicano e l’ansia cresce puntata dopo puntata; non c’è più spazio né per gli errori, né per i ripensamenti. Chi sbaglia paga e va a casa. I sei giovani cuochi sono pronti a un nuovo ciclo didattico, il quinto. A smorzare i toni e alleggerire l’atmosfera, la presenza in aula magna di un ospite speciale: Andrea Cannavacciuolo, padre di Antonino. I due, l’uno accanto all’altro fanno quasi tenerezza, nonostante la severità dimostrata nei confronti del figlio, il grande Chef svela agli allievi qualche chicca sul loro adorato Prof. Vederli insieme è un piacere, si punzecchiano a vicenda, i loro sguardi complici rivelano l’amore e la sintonia che li lega. E pensare che il maestro sperava che il figlio ribelle non seguisse le sue orme e facesse altro nella vita. Oggi Antonino ricorda ancora i consigli del genitore: “Se devi fare questo mestiere, fallo bene”. 

La prima lezione e il primo test riguarda l’estetica del piatto e ogni concorrente riceve un piatto con forme e caratteristiche diverse all’interno del quale presentare il proprio “capolavoro”, supererà la prova chi dimostrerà abilità e creatività nell’arte dell’impiattamento. La classe è divisa a metà, i peggiori sono Sparesotto, Petito e Milone, che come di consueto finiscono a ripetizione con Simone, sempre puntuale e preciso nel modo di insegnare. Nel frattempo, a godersi il meritato riposo nella sala relax sono Liu, Bartolini e Marzullo, e tra una chiacchierata e l’altra, c’è spazio per condividere paure e progetti personali.  

E’ il momento della lezione fuori sede e gli animi, come sempre, si animano, le trasferte sono motivo di svago, al di là della sfida ci si ricompatta, si fa gruppo. L’allegra brigata è ospite della cantina vinicola del castello di Castellengo, è in questa cornice bucolica che gli studenti incontrano Alessandro Ciccioni, l’enologo ed esperto sommelier che spiega, attraverso una degustazione, le proprietà di tre vini del territorio: Nebbiolo, Nebbiolo rosato ed Erbaluce. Bartolini, Liu, Marzullo, Milone, Petito e Sparesotto sono chiamati a realizzare un menu di tre portate abbinando ogni piatto a uno dei vini. La squadra arancione formata da Bartolini, Liu e Milone si guadagna un otto, “rotondo come il vino”, sottolinea Nicole. La squadra gialla è in coda con un sette, giudizio che scatena il malcontento di Marzullo. La tensione tra i compagni è forte, non è mai facile accettare la sconfitta.

Il temuto test di approfondimento è l’occasione per conoscere uno chef straordinario, Umberto Bombana. Il prof lo presenta con grande ammirazione: “E’ l’unico chef tre stelle in terra d’Oriente, l’unico italiano che con il suo ristorante ha collezionato un totale di sette stelle Michelin. Stimoa parlando di uno dei massimi esponenti della cucina italiana all’estero. Lo chef pluristellato parla direttamente ai ragazzi invitandoli a rincorrere i propri sogni: ”Seguite il vostro cuore e la vostra passione perché la cucina viene dal cuore, non dalla testa”. 

La lezione verte sulla “cucina globale”, gli sfidanti ricevano in dote sei ingredienti pregiati portati dall’ospite d’onore. Dai funghi originari dell’Himalaya, alle carni e ai pesci, le materie prime sono di altissimo livello, e devono essere valorizzate al meglio. Ma non tutti riescono nell’intento. Il test mette a dura prova tutti gli studenti e questa volta, la prima della classe è Bartolini, seguita da Marzullo e Petito. A non dimostrarsi all’altezza delle aspettative è Sparesotto e infatti riceve un cinque per un totale di 17 punti: è il peggiore e deve abbandonare la gara: “Sentivo che era arrivato il mio turno, adesso voglio uscire di qui e partire in quinta a testa alta, come mi ha detto lo Chef”. Dopo cinque cicli didattici all’Antonino Chef Academy, il giovane veneto sente di aver imparato più di quanto fatto finora. Antonino lo rincuora: “Secondo me puoi dimostrare ai tuoi genitori che questa può essere la tua strada. Studia e metti serietà in quello che fai”.

Giunti ai saluti finali, un colpo di scena spiazza la classe, il Prof annuncia una seconda eliminazione, quella di Milone. La mascotte del gruppo perde il sorriso che ha contraddistinto il suo non verbale finora: “Sono un po’ triste, pensavo di aver fatto bene. Stare in accademia è stato un sogno, mi ha insegnato a non arrendermi. Sono felice e fiero di me”. Tra abbracci e pacche sulle spalle le parole di Antonino risuonano nell’aria e addolciscono l’uscita del giovane di Marsala: “In questo ciclo didattico ti sei distinto solo nella prova in team, il test di approfondimento ti ha affossato, ma hai dimostrato di saper cucinare. In te vedo passione, tecnica, curiosità, ti è mancata la continuità. Si vede che la cucina ti dà gioia, porta questa gioia sempre con te, non lasciarla mai.”     

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