Chernobyl, tutti i premi vinti agli Emmy 2019

La miniserie targata HBO andata in onda su Sky Atlantic e disponibile su Sky On Demand è stata protagonista, come prevedibile, agli Emmy Awards 2019, dove si è portata a casa ben tre statuette, fra le più prestigiose. Ecco tutti i premi vinti da Chernobyl.

Emmy 2019, tutti i vincitori Chernobyl, scorpi lo Speciale

Per alcuni si trattava di una vittoria annunciata, visto l’apprezzamento da parte di pubblico e critica. Ciononostante, è difficile non essere contenti per i premi ricevuti da Chernobyl nel corso della serata clou degli Emmy Awards 2019, a conferma dell’enorme qualità della miniserie prodotta da HBO andata in onda su Sky Atlantic e ora disponibile su Sky OnDemand.

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Chernobyl ha condiviso il trionfo agli Emmy con Il Trono di Spade, altra produzione premiatissima nel corso della serata. Creata da Craig Mazin, la serie costituita da cinque episodi era in lizza in ben sei categorie: Miglior miniserie, Miglior attore in una miniserie o film tv (Jared Harris), Miglior attore non protagonista in una miniserie o film tv (Stellan Skarsgård), Miglior attrice non protagonista in una miniserie o film tv (Emily Watson), Miglior regia per una miniserie o film tv (Johan Renck) e Miglior sceneggiatura per una miniserie o film tv (lo stesso Craig Mazin).

Chernobyl, il confronto tra i personaggi della serie tv e le persone reali del disastro

Chernobyl: la trama della serie

Chernobyl, il cast e i personaggi. FOTO

Purtroppo, nessuno dei tre attori di Chernobyl candidati agli Emmy, parte di un cast di insieme davvero superlativo, è riuscito a portare a casa l’ambita statuetta. Difficile dire chi più fra Harris, Watson e Skarsgård meritasse questa soddisfazione, ma di certo sarebbe stato bello vedere almeno uno di loro salire sul palco a ritirare il premio.

Ma in tutte le altre categorie, per Chernobyl è stato un trionfo. In particolar modo, è significativo il riconoscimento per la Miglior miniserie, uno dei premi più importanti agli Emmy Awards. Nonostante la concorrenza, nella categoria, fosse agguerrita (da Escape at Dannemora a Sharp Objects, passando per Fosse/Verdon e When They See Us), non ci sono stati dubbi: Chernobyl è stato il prodotto che, nel suo ambito, quest’anno ha più di tutti scompaginato le carte in tavola e spostato più in alto l’asticella qualitativa.

Per quanto riguarda gli altri due premi, quello alla Miglior sceneggiatura per una miniserie a Craig Mazin (che in precedenza aveva contribuito a serie cinematografiche come Scary Movie e Una notte da leoni) testimonia la qualità di un vero e proprio “script di ferro” che è riuscito nell’impresa di raccontare una faccenda complessa e problematica (e ancora molto viva nell’immaginario collettivo) come quella dell’esplosione nel reattore nucleare di Chernobyl in maniera asciutta e precisa, senza mai scivolare nella trappola della retorica facile.

Stesso discorso vale per l’Emmy per la Miglior regia per una miniserie a Johan Renck: il regista svedese, che già aveva diretto episodi di serie tv come Breaking Bad, Vikings e The Walking Dead, è riuscito a ricreare l’angoscia della situazione attraverso una serie di scelte registiche azzeccate, sempre mantenendo uno stile funzionale alla storia raccontata.

Tre premi importanti per un prodotto destinato a lasciare un segno nella storia della televisione e della serialità. Chi non avesse ancora visto o volesse rivivere la cronistoria degli avvenimenti che hanno portato al disastro nucleare di Chernobyl, raccontato attraverso le vicende degli uomini e delle donne che si sono ritrovati a fronteggiare un disastro più grande di loro, può farlo vedendo i cinque episodi di Chernobyl su OnDemand.

 

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