The Boys, le differenze tra il finale della serie tv e del fumetto

Serie TV

Camilla Sernagiotto

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Il finale della serie televisiva ha scelto una strada molto diversa rispetto all’opera originale a fumetti, pur mantenendo alcuni temi centrali del materiale di partenza. Vi avvertiamo che questo articolo contiene spoiler sulla stagione finale dello show, compreso chiaramente il finale vero e proprio, quindi se non avete ancora guardato fino all'ultimo frame la quinta e ultima stagione - e non volete rovinarvi la sorpresa - non procedete con la lettura di ciò che segue

***Attenzione: seguono spoiler della quinta e ultima stagione di The Boys e del finale***

Dopo sette anni, The Boys ha chiuso definitivamente il proprio percorso televisivo con la conclusione della quinta stagione, mettendo fine a una delle produzioni più rappresentative di Prime Video. L’universo creato da Garth Ennis, però, non si esaurisce qui: il franchise continuerà a vivere attraverso altri progetti collegati. A terminare è invece il viaggio di un gruppo di personaggi che, stagione dopo stagione, ha conquistato il pubblico.

Il finale della serie televisiva ha scelto una strada molto diversa rispetto all’opera originale a fumetti, pur mantenendo alcuni temi centrali del materiale di partenza. Lo scontro tra Butcher e Patriota, il destino dei The Boys e la conclusione delle vicende di Hughie e Starlight assumono infatti contorni profondamente differenti tra le due versioni.

La serie targata Amazon si chiude con toni sorprendentemente più luminosi rispetto alla brutalità del fumetto, modificando radicalmente alcuni snodi fondamentali e lasciando fuori uno dei colpi di scena più sconvolgenti ideati da Garth Ennis. Restano però intatti i protagonisti, le loro ossessioni e il conflitto morale che attraversa tutta la storia.

Patriota e il segreto di Black Noir

La differenza più importante tra fumetto e adattamento televisivo riguarda senza dubbio Patriota e il ruolo di Black Noir. Nella serie tv, il confronto finale tra Patriota e Butcher culmina in uno scontro in cui entrambi perdono i propri poteri a causa dell’intervento di Kimiko. Privati della loro superiorità fisica, i due finiscono sullo stesso piano e Butcher riesce infine a eliminare un Patriota ormai agonizzante e disperato.

La scena in cui Patriota implora pietà davanti alle telecamere rappresenta uno dei momenti più forti dell’episodio conclusivo. Tutta questa sequenza, compresa la perdita dei poteri e il coinvolgimento di Ryan, nasce però direttamente dalle idee di Eric Kripke e non dal fumetto originale.

Nell’opera di Garth Ennis, infatti, la vicenda segue un percorso completamente diverso. Patriota precipita nella follia perché non riesce a ricordare le atrocità di cui viene accusato da Butcher e dagli altri, compresi lo stupro e l’omicidio di Becca. Solo più tardi emerge la verità: Black Noir è in realtà un clone di Patriota creato dalla Vought come estrema misura di sicurezza nel caso in cui il supereroe fosse diventato incontrollabile.

Il clone, però, si rivela ancora più mostruoso dell’originale. È proprio Black Noir ad aver commesso gli atti più indicibili, arrivando persino a mangiare feti, e ad aver orchestrato l’intera spirale di violenza manipolando Patriota attraverso fotografie e prove false. Nel fumetto è Black Noir a uccidere Patriota durante l’assalto alla Casa Bianca, prima di essere massacrato da Butcher.

La rivelazione cambia completamente il significato della storia: Patriota resta un villain spietato, ma diventa anche vittima di una macchinazione costruita dalla stessa Vought.

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Il destino di Butcher

Anche Billy Butcher riceve un trattamento molto diverso nelle due versioni. Nella serie televisiva interpretata da Karl Urban, il personaggio riesce a ottenere la propria vendetta, ma il prezzo da pagare è altissimo. Ryan lo abbandona, Terrore muore nel sonno e Butcher, ormai consumato dal dolore, decide di dirigersi verso la Torre della Vought per diffondere il virus capace di sterminare tutti i Super ancora in vita.

A fermarlo è Hughie, che continua fino all’ultimo a rappresentare la sua bussola morale. Quando Butcher vede nel ragazzo la stessa innocenza ostinata che gli ricordava il fratello Lenny, esita all’ultimo momento. Hughie, però, non comprende quel tentennamento e gli spara per impedire il genocidio dei supereroi. Butcher muore dissanguato, riconoscendo il coraggio dell’amico.

 

Nel fumetto il personaggio è ancora più estremo e crudele. Dopo la morte di Patriota e Black Noir, Butcher porta avanti il suo piano senza più alcun limite morale, deciso a cancellare per sempre il gene dei super dal mondo intero attraverso il virus letale.

Per impedire che qualcuno possa fermarlo, elimina persino i suoi stessi compagni. Latte Materno scopre prima di morire che Butcher ha assassinato la sua ex moglie e progettava di fare lo stesso con la figlia. Frenchie e Kimiko vengono invece uccisi nell’esplosione della base dei Boys.

L’ultimo confronto avviene tra Butcher e Hughie sull’Empire State Building. Durante lo scontro, Butcher manipola Hughie facendogli credere di aver assassinato i suoi genitori. Accecato dalla rabbia, Hughie lo accoltella al petto, salvo poi scoprire che si trattava soltanto dell’ennesimo inganno. Butcher muore soddisfatto, mentre il virus non viene mai rilasciato.

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Frenchie, Kimiko e Latte Materno

Nel fumetto tutti i membri dei The Boys assumono il siero V per poter competere con i Super. Questa scelta li rende vulnerabili al virus progettato da Butcher e contribuisce alla tragedia finale.

Frenchie e Kimiko, chiamata “la Femmina” nell’opera cartacea, mantengono fino all’ultimo un rapporto sostanzialmente platonico. Solo poco prima della morte, Frenchie confessa di aver amato Kimiko fin dal primo momento in cui l’ha vista.

La serie tv sceglie invece una conclusione molto più emotiva e meno nichilista. Frenchie muore sacrificandosi per salvare Kimiko e Sage, dichiarando ancora una volta il proprio amore. Nell’episodio conclusivo riappare poi come una sorta di presenza immaginaria nei pensieri di Kimiko, incoraggiandola a combattere Patriota seguendo il cuore e non soltanto la rabbia.

Kimiko, sopravvissuta agli eventi finali, riesce infine a realizzare il sogno condiviso con Frenchie: trasferirsi in Europa insieme a un cane, lo stesso animale che Frenchie desiderava adottare, nel tentativo di superare il dolore del lutto.

Latte Materno, invece, riceve un epilogo decisamente più sereno rispetto alla controparte fumettistica. Nella serie tv Butcher non arriva mai a minacciare la sua famiglia e il personaggio interpretato da Laz Alonso riesce persino a ricostruirsi una vita, sposandosi nuovamente e accogliendo Ryan nella propria famiglia.

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La tragica fine di Terrore

Anche Terrore, il cane di Butcher, ha un destino drammatico in entrambe le versioni della storia, sebbene con modalità differenti.

Nella serie televisiva l’animale muore serenamente nel sonno, in una stanza soffocata dal caldo. Nel fumetto, invece, la sua morte è molto più violenta: Terrore viene assassinato da Black Noir dopo una missione dei Boys legata a uno scandalo che coinvolgeva Jack from Jupiter, personaggio mai realmente introdotto nella serie tv se non attraverso un piccolo easter egg.

Convinto che il colpevole sia proprio Jack from Jupiter, Butcher lo interroga e lo uccide in preda alla rabbia. Solo successivamente emergerà che il vero responsabile era Black Noir.

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Abisso, unico sopravvissuto nei fumetti

Tra i membri originali dei Sette, Abisso rappresenta un altro personaggio radicalmente modificato dall’adattamento televisivo.

Nel fumetto è l’unico dei Sette a sopravvivere. Pur essendosi macchiato di comportamenti orribili, non prende parte al colpo di stato organizzato da Patriota e continua la propria attività entrando in un nuovo gruppo di supereroi controllato dalla Vought.

 

La serie tv decide invece di chiudere definitivamente la sua storia. Dopo lo scontro con Starlight, Abisso viene ucciso dai pesci che aveva sempre considerato suoi alleati. Gli animali gli rinfacciano anche la morte del polpo Ambrosius e la strage di oltre 10000 creature marine provocata da Black Noir II.

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Hughie e Starlight verso una nuova vita

Il finale più positivo è quello dedicato a Hughie e Starlight.

Nella serie televisiva i due scelgono di lasciarsi alle spalle il mondo dei supereroi. Hughie riapre il negozio tecnologico della famiglia Campbell e rifiuta l’offerta della CIA di continuare a occuparsi dei Super ribelli. Annie, incinta della loro futura figlia Robin, continua ancora a combattere il crimine, seppur con toni molto più leggeri rispetto al passato.

 

Nel fumetto, invece, Hughie e Annie — chiamata Angie nell’opera originale — attraversano inizialmente un periodo di separazione. Nell’epilogo, però, tornano insieme, si sposano e si trasferiscono in Scozia. Hughie continua comunque a monitorare il mondo dei supereroi, utilizzando l’esperienza maturata con i The Boys per cercare di fare del bene.

In entrambe le versioni, Hughie rimane il personaggio più positivo della storia, l’unica figura capace di rappresentare un freno morale per Billy Butcher.

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Due finali diversi, ma con lo stesso nucleo tematico

Il finale della serie Amazon conserva alcuni elementi centrali del fumetto, ma ne modifica profondamente il messaggio. Nell’opera di Garth Ennis emerge con forza il ruolo della Vought come artefice dell’intera tragedia: il controllo ossessivo della multinazionale e la creazione di Black Noir innescano una spirale di vendetta, follia e morte che travolge tutti i protagonisti.

La serie televisiva, invece, attribuisce tutte le responsabilità a Patriota, dipingendo Butcher come un eroe tragico e imperfetto piuttosto che come il sadico autodistruttivo dei fumetti. Anche il finale assume toni molto più tradizionali e meno cinici rispetto all’opera originale.

 

Nel fumetto, Butcher arriva perfino a riflettere sul fatto che l’aggressività maschile conduca inevitabilmente alla violenza senza senso, arrivando ad affermare: “men are boys.”

La serie sceglie invece una conclusione più conciliante, lasciando aperta la sopravvivenza della Vought e del problema dei supereroi, ma concedendo ai protagonisti principali la possibilità di una vita normale.

Resta ora da capire se i prossimi spin-off riusciranno a convincere anche gli spettatori rimasti delusi dal finale oppure se segneranno davvero la conclusione definitiva dell’universo narrativo della Vought Entertainment.

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