Dopo Love Story, la serie su Jfk Jr., ne arriva una con Michael Fassbender sul patriarca

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Camilla Sernagiotto

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Netflix accende i riflettori su una nuova e ambiziosa produzione incentrata sulla figura del patriarca Joe Kennedy Sr.. Saranno approfondite non solo l’ascesa politica ed economica, ma anche le dinamiche familiari, le ambizioni spesso spietate e le strategie che hanno gettato le basi per le future carriere dei suoi figli, tra cui il presidente John F. Kennedy. Il ruolo principale è affidato a Fassbender, attore noto per la sua intensità e versatilità interpretativa

Dopo aver raccontato uno degli epiloghi più drammatici legati alla famiglia Kennedy, il panorama televisivo internazionale si prepara a voltare pagina e a tornare alle origini del mito, riscoprendo le radici di una delle dinastie più iconiche e controverse della storia americana.

Se da un lato cala il sipario sulla serie televisiva Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette, che ha saputo intrecciare romanticismo e tragedia restituendo al pubblico un ritratto intimo e malinconico di una coppia simbolo degli anni ’90, dall’altro Netflix accende i riflettori su una nuova e ambiziosa produzione incentrata sulla figura del patriarca Joe Kennedy Sr., uomo chiave nella costruzione del potere e dell’immagine pubblica della famiglia.

Il progetto promette di approfondire non solo l’ascesa politica ed economica di Joe Kennedy Sr., ma anche le dinamiche familiari, le ambizioni spesso spietate e le strategie che hanno gettato le basi per le future carriere dei suoi figli, tra cui il presidente John F. Kennedy. Affidando il ruolo principale a Michael Fassbender, attore noto per la sua intensità e versatilità interpretativa, la serie punta a offrire una rappresentazione complessa e sfaccettata di un personaggio tanto influente quanto discusso.

 

In questo passaggio ideale di testimone tra passato recente e origini storiche, il racconto televisivo sembra voler abbracciare una visione più ampia della saga dei Kennedy, spostando l’attenzione dal fascino tragico degli eredi alla genesi stessa del loro potere. Il risultato atteso è una narrazione più stratificata, capace di intrecciare politica, ambizione personale e tensioni familiari, offrendo al pubblico non solo intrattenimento, ma anche uno sguardo critico su un’epoca e su una famiglia che continuano a esercitare un’innegabile attrazione collettiva.

Dal tragico epilogo di Jfk Jr. al racconto delle origini

Sulle piattaforme Fx e Hulu si è recentemente consumata la rappresentazione del dramma che ha segnato la fine di John F. Kennedy Jr.: il Piper pilotato da Jfk Jr. si è inabissato nelle acque di Martha's Vineyard, trascinando con sé Carolyn e Lauren Bessette e chiudendo simbolicamente la parabola dell’ultimo erede maschio della famiglia.

 

Parallelamente, Netflix ha scelto di risalire alle radici della dinastia con Kennedy, una nuova serie molto attesa che mette al centro Joe Kennedy Sr., figura controversa e determinante nella costruzione del mito familiare. L’interpretazione è affidata a Michael Fassbender, attore di primo piano della sua generazione, già candidato agli Oscar per 12 Years a Slave e Jobs.

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Accanto a Fassbender, il progetto si arricchisce di numerosi interpreti. Laura Donnelly vestirà i panni di Rose Kennedy, moglie di Joe e madre dei nove figli. Nick Robinson interpreterà Joe Kennedy Jr., il primogenito destinato a un brillante futuro ma morto tragicamente durante una missione aerea segreta nella Seconda guerra mondiale.

 

Il ruolo di Jack, futuro presidente degli Stati Uniti, sarà affidato a Joshuah Melnick, mentre Lydia Peckham interpreterà Rosemary Kennedy, la terzogenita sottoposta a lobotomia per decisione del padre. Saura Lightfoot-Leon sarà invece Kick Kennedy, la figlia più incline alla vita europea, trasferitasi a Londra per sottrarsi al controllo familiare e morta a soli 28 anni in un incidente aereo.

Nel cast figurano anche Ben Miles, Cole Doman e Imogen Poots. La guida creativa della serie è affidata allo showrunner Sam Shaw, già noto per Master of Sex, mentre la regia del pilot e dell’episodio finale porta la firma del premio Oscar 2021 Thomas Vinterberg, autore di Un Altro Giro.

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La narrazione, impostata secondo uno stile che richiama quello di The Crown, non si limita alla dimensione familiare. All’interno del racconto compaiono figure storiche centrali per gli equilibri geopolitici del XX secolo, tra cui Winston Churchill, Franklin D. Roosevelt, J. Edgar Hoover, Neville Chamberlain e Charles Lindbergh.

 

La serie trae ispirazione dal libro JFK: Coming of Age in the American Century, 1917-1956 di Fredrik Logevall e, come recita la descrizione ufficiale, “racconta le vite intime, gli amori, le rivalità e le tragedie che hanno plasmato la dinastia più iconica della storia moderna, contribuendo a creare il mondo in cui viviamo oggi”. Ambientata a partire dagli anni Trenta, la prima stagione segue “l'improbabile ascesa di Joe e Rose Kennedy e dei loro nove figli, incluso il secondogenito ribelle Jack, che lotta per sfuggire all'ombra del fratello maggiore Joe, il preferito dei genitori”.

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Nel frattempo, si è conclusa Love Story, la serie che ha romanzato la relazione tra Jfk Jr., interpretato da Paul Anthony Kelly, e Carolyn Bessette, portata sullo schermo da Sarah Pidgeon. Il progetto, ideato da Ryan Murphy e composto da nove episodi, ha rappresentato il primo capitolo di un’antologia dedicata a celebri storie d’amore.

La serie ha ottenuto ampia popolarità negli Stati Uniti, anche grazie all’impatto estetico dei look di Carolyn, caratterizzati da uno stile minimalista, elegante e mai ostentato, che ha spinto stilisti e appassionati di moda a riscoprire l’estetica degli anni ’90.

 

Tuttavia, la produzione non è stata esente da critiche. Jack Schlossberg, figlio di Caroline Kennedy e unico nipote maschio di Jfk e Jfk Jr., ha espresso il proprio disappunto, a cui si è aggiunta l’attrice Daryl Hannah. Quest’ultima, nota per Splash - Una Sirena a Manhattan, ha avuto una relazione con Jfk Jr. prima dell’arrivo di Carolyn Bessette e ha denunciato sul New York Times le “bugie” diffuse dalla serie sul suo conto.

Tra le accuse sollevate figurano la rappresentazione di una festa a base di cocaina, durante la quale la droga sarebbe stata collocata su un cimelio di famiglia, e l’affermazione secondo cui l’attrice avrebbe “paragonato la morte di Jacqueline Onassis a quella di un cane”.

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