
La serie scritta dal compianto Mattia Torre, da Luca Vendruscolo e da Giacomo Ciarrapico con protagonisti tra gli altri Francesco Pannofino, Ninni Bruschetta, Alessandro Tiberi, Pietro Sermonti, Caterina e Corrado Guzzanti, ha influenzato il modo di parlare degli italiani. Da "Genio!" a “Dai, dai, dai" fino a “Smarmella", ripassiamo tutte le espressioni e le parole rese cult da Boris. Da oggi in streaming su Disney + i nuovi episodi (visibili anche su Sky Q e tramite la app su Now Smart Stick)

"Dai, dai, dai!" è una delle espressioni più iconiche di René Ferretti (interpretato da Francesco Pannofino). Regista originario di Fiano Romano, è colui che dirige Gli occhi del cuore. Per esortare il cast e la troupe a muoversi, dice "Dai, dai, dai!”. Ormai entrata nel linguaggio comune con la stessa accezione

Un'altra delle espressioni che caratterizzano il personaggio di René Ferretti è "Genio!”. Fin dalla prima stagione della serie televisiva Boris, in tanti hanno adottato questa espressione.

"Smarmella" è invece l'imperativo del verbo "smarmellare" (verbo totalmente inventato). Significa accendere la luce al massimo. Smarmella è il tormentone usato dal direttore della fotografia Duccio Patanè (interpretato da Ninni Bruschetta). Viene usato anche nel linguaggio comune quando al posto di darsi da fare per fare un lavoro di qualità si preferisce appunto “smarmellare”, ossia aprire tutto senza troppo sforzo

"Basito" è un termine che prima di Boris in pochi utilizzavano. Ora invece è diventato un prezzemolino del linguaggio comune. Si tratta della parola che gli sceneggiatori de Gli occhi del cuore piazzano praticamente dappertutto, tanto da far sì che uno degli sceneggiatori (Andrea Sartoretti) inizi a premere il tasto F4 della tastiera del pc quando deve inserire nel copione la parola basito. "F4, va in automatico”, dice in Boris. Oltre a basito, lo stesso F4 è entrato nel linguaggio comune: spesso quando qualcuno vuole dire che è basito, dice invece F4

"A ca**o di cane" è un’altra espressione propria del regista René Ferretti. Questa espressione vuole esortare gli attori a non pensare troppo alla recitazione in sé, preferendo qualcosa di spontaneo e arrangiato. Prima di girare praticamente qualsiasi scena de Gli occhi del cuore, Ferretti usa questa espressione. Anche nel linguaggio comune è diventato il motto per fare le cose in maniera agile, senza impegnarsi e senza stare troppo a pensarci

“Cagna maledetta”, espressione che non possiamo esimerci dal ricordare: è l'espressione con cui René definisce il modo di recitare dell'attrice protagonista della soap, Corinna Negri (Carolina Crescentini), che è stata raccomandata dal direttore di rete, il Dottor Cane. Geniale quindi che il regista la definisca cagna, forse non solo per la poca bontà del suo livello di recitazione ma anche perché probabilmente è stata l'amante di Cane. Questa espressione è bene che non entri nel linguaggio comune, tuttavia a volte la si usa per definire un lavoro fatto male

“Basta con la qualità” e “A noi la qualità c’ha rotto er ca**o” sono alcune frasi epiche che nella 3° stagione escono dalle labbra di René. Il regista tenta di fare una fiction diversa da Gli occhi del cuore. Si tratta di Medical Dimension, serie simile alle produzioni statunitensi del calibro di E.R. – Medici in prima linea. Alla fine però tornerà al suo grande amore: fiction brutte, dove la qualità non è ammessa sul set

L'italianità diventa un limite dentro Boris, specialmente per il personaggio di Stanis La Rochelle (Pietro Sermonti). L'esilarante protagonista della soap-opera Gli occhi del cuore è fermamente convinto che il problema dell'Italia siano gli italiani. Lui definisce "molto italiane" quelle cose fatte male. Arriva a formulare la teoria meravigliosa per cui “William Shakespeare, ultimamente, è diventato un po' troppo italiano, al contrario del regista Wim Wenders che invece è ‘poco italiano’”

"Non sento l'Africa" è un altro dei capolavori filologici nati sul set della serie televisiva Boris. Ancora una volta lo si deve a Stanis La Rochelle (Pietro Sermonti). Nell'episodio La mia Africa Stanis prende da parte e René Ferretti per dirgli: "Non sento l'Africa". Questa espressione è entrata nel linguaggio comune e si usa quando non esce la vera essenza di qualcosa

Sempre Stanis La Rochelle ce l'ha con i toscani. Crede di essere un attore di enorme talento, sprecato per una fiction del calibro de Gli occhi del cuore. Il motivo per cui continua a recitare in questa serie? "Il vero grande merito di questa fiction è che non ci sono i toscani. Nessuno che dice 'la mi’ mamma', 'il mi’ babbo', 'passami la harne', 'la harta'. Perché con quella 'C' aspirata e quel senso dell’umorismo da quattro soldi, i toscani hanno devastato questo Paese!”. Anche questo assurdo (e chiaramente ironico!) odio per i toscani è diventato un tormentone

"Li mortanguerieri" è la frase che caratterizza Biascica, il capo elettricista della troupe de Gli occhi del cuore, interpretato da Paolo Calabresi. Dato che Biascica ama bestemmiare ma la cosa non va a genio a Mariano Giusti (Corrado Guzzanti), decide di inaugurare questa imprecazione-neologismo. E anche questo neologismo è entrato a pieno titolo nel linguaggio comune

Molto volgare ma comunque entrato a pieno titolo nel linguaggio comune è il tormentone del comico Nando Martellone (Massimiliano Bruno): "Bucio de c**o”. Questa frase che il comico esclama a loop in ogni suo sketch (inserendola anche in un episodio di Occhi del cuore 2) è entrata nello slang

"È coffee break signori" è la frase preferita di Duccio Patanè (interpretato da Ninni Bruschetta), anche se è entrata a pieno titolo nel linguaggio comune. Tuttavia c'è chi con quell'espressione non intende la pausa caffè: la dipendenza di Duccio infatti non è certo la caffeina…

Sono tantissime le espressioni che Boris ha reso cult. C'è anche, per esempio, “La festa del grazie”, un'invenzione degli sceneggiatori della soap-opera che scopiazzano tutto quanto dall’estero, e che da una soap degli Stati Uniti hanno tradotto la festa del Ringraziamento come “festa del grazie” e la fanno cadere il 2 giugno. Ancora oggi in tanti celebrano la Festa della Repubblica Italiana scambiandosi gli auguri di una buona "Festa del Grazie"

Perfino gli errori sono entrati a pieno titolo nel linguaggio comune. Per esempio molti fan della serie quando devono pronunciare la parola “gioielliere” la dicono con la stessa fatica con cui la pronuncia Corinna Negri (Carolina Crescentini) durante un ciak della soap, spesso poi preferendo il più facile “orafo”