Mogol compie 90 anni, la carriera del paroliere che ha rivoluzionato la canzone d’autore
ApprofondimentiIl leggendario compositore di testi nasceva a Milano il 17 agosto 1936. In sei decenni di attività ha cambiato la storia della musica italiana, raccontando l'amore, la solitudine e la vita quotidiana. Dall’infanzia al sodalizio (spezzato) con Lucio Battisti, ecco la sua storia
Mogol compie 90 anni: nasceva a Milano il 17 agosto 1936, all'anagrafe Giulio Rapetti. Dietro il suo nome vivono sei decenni di storia della musica italiana: 1.776 canzoni portano la sua firma, 523 milioni i dischi venduti. Dall’infanzia al sodalizio (spezzato) con Lucio Battisti, ecco la storia e la carriera del paroliere che ha rivoluzionato la canzone d’autore all’italiana, raccontando l'amore, la solitudine e la vita quotidiana.
Mogol, una famiglia di parolieri
La tendenza a scrivere canzoni per Mogol è sempre stata di famiglia. Anche il padre, Mariano Rapetti, era un paroliere, conosciuto come Calibi, e la musica in generale scorreva nelle sue vene: fu dirigente della casa editrice Ricordi, poi direttore di Ricordi Radio Record, che in seguito divenne Dischi Record. Dopo la Seconda guerra mondiale, Mogol iniziò a seguire le orme paterne muovendosi nell’industria come addetto alla pubblicizzazione per Ricordi Radio Record. Fu però nel 1955 che cominciò a scrivere canzoni, inizialmente ancora con il suo nome d’anagrafe. Nel 1959 propose alla SIAE una lista di oltre 100 pseudonimi: la scelta ricadde su Mogol.
Gli inizi: gli anni Sessanta
Il primo testo ufficiale di Mogol è del 1960. Insieme a Carlo Donida scrive Briciole di baci per Lia Scutari, anche se tutti la ricordano nella versione incisa successivamente da Mina. Il brano vince il Burlamacco d'Oro. Il grande successo arriva nel 1961, quando, sempre insieme a Donida, Mogol firma Al di là per Betty Curtis e Luciano Tajoli, che vince il Festival di Sanremo. Nel corso degli anni Sessanta si afferma definitivamente grazie a successi come Sono Bugiarda (cantata da Caterina Caselli, 1967) e alle canzoni affidate a Bobby Solo, tra cui Se piangi, se ridi (Bobby solo, 1965) e Una lacrima sul viso, passata alle cronache anche per essere stato il primo caso di playback nella storia del Festival di Sanremo.
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La traduzione delle canzoni straniere
Nello stesso decennio firma le versioni italiane di grandi successi stranieri, a partire da Blowin' in the Wind di Bob Dylan (La risposta è caduta nel vento cantata da Luigi Tenco). Mogol inizialmente era il traduttore autorizzato in Italia per la rockstar americana, ma il rapporto si incrinò quando Dylan espresse il suo disappunto per i testi troppo diversi dagli originali. Molto celebre è ancora la rielaborazione di Space Oddity di David Bowie, che in Italia diventò Ragazzo solo, ragazza sola. Di fatto era una canzone completamente diversa: il racconto della fine di un amore, senza traccia alcuna di Major Tom e di viaggi nello spazio. A cantarla lo stesso Bowie.
L'incontro con Lucio Battisti: la storia della musica italiana
A cavallo tra gli anni Sessanta e i Settanta, Mogol inizia a lavorare con Lucio Battisti, che sbarca nel 1969 a Sanremo con Un’avventura. Dal sodalizio tra i due seguiranno alcuni dei testi tra i più rappresentativi di quel periodo: Emozioni, Il mio canto libero, Acqua azzurra, acqua chiara, I giardini di marzo, Ancora tu, Sì, viaggiare, Con il nastro rosa, La canzone del sole e Pensieri e parole. Intanto, insieme, Mogol e Battisti avevano anche fondato la loro casa discografica, Numero Uno.
La fine del sodalizio e le cause giudiziarie
Il duo si sciolse nel 1980, per dissidi sulla ripartizione degli introiti (uno scontro che dopo la morte di Battisti sfociò nella causa intentata e vinta - con risarcimento a Mogol da 2,6 milioni - alla vedova di Battisti che si opponeva all'utilizzo e alla diffusione del repertorio e dell'immagine del marito. Negli anni il rapporto è rimasto molto teso e caratterizzato da polemiche). Da allora Battisti andò verso una musica sempre meno orientata al mercato e un'esistenza sempre più ritirata, mentre Mogol proseguì la sua attività, costellata di altri clamorosi successi. Di recente ha espresso rammarico per non essersi riconciliato con Battisti prima della sua morte.
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Mogol oltre Battisti
Mogol lavora con altri pesi massimi della musica, da Riccardo Cocciante (per cui ha scritto, tra le altre, Se stiamo insieme, Cervo a Primavera) a Mango (Oro, Come Monna Lisa), passando per Gigi D'Alessio, Patty Pravo e Ornella Vanoni. Insieme a Gianni Bella firma numerose canzoni per Adriano Celentano, tra cui l’intramontabile L'emozione non ha voce. È stato anche co-fondatore della Nazionale Cantanti e fondatore e tutor del CET, il centro musicale del Toscolano, in Umbria, nato per formare nuovi talenti della canzone. È Commendatore al merito della Repubblica Italiana.
Mogol e il Festival di Sanremo
Sono in tutto quattro le canzoni scritte da Mogol che hanno vinto il Festival di Sanremo: alla già citata Al di là di Betty Curtis (1961) sono seguite Uno per tutte di Tony Renis (1963), Se piangi, se ridi di Bobby Solo (1965) e Se stiamo insieme di Riccardo Cocciante (1991, a quattro mani con Giulio Rapetti). Nel febbraio 2026 il Festival gli ha conferito il Premio alla carriera Città di Sanremo, con il conduttore Carlo Conti che lo ha definito "la storia della musica italiana". Il riconoscimento è diventato però l’occasione per varie polemiche. Non solo quella del pubblico per aver utilizzato un elicottero dei Vigili del Fuoco per tornare a Roma, ma anche quella - più personale e mai sopita - con Don Backy, che è tornato a rivendicare la paternità quasi totale de L'Immensità, sostenendo che Mogol intervenne solo per sostituire tre parole.
"La musica non ha colore politico"
Tra le altre polemiche che hanno interessato Mogol negli ultimi anni ci sono state anche quelle sulle sue posizioni politiche: è stato spesso accostato all’ala più conservatrice, vicino alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Lui ha però sempre respinto le etichette, perché "la musica non ha colore politico". Nel 2023 l'allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano lo aveva nominato consigliere per la cultura popolare, con un incarico a titolo gratuito.
La vita privata
Mogol ha quattro figli. I primi tre sono nati dalle prime nozze, quelle con Serena De Pedrini, il quarto dalla relazione con Gabriella Marazzi. Oggi è sposato con Daniela Gimmelli. Il suo secondogenito, Alfredo Rapetti, in arte Cheope, ha deciso di seguire le orme del padre: ha scritto per cantanti come Raf e Laura Pausini.
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