Nicko McBrain, arriva in Italia l’autobiografia dello storico batterista degli Iron Maiden
Musica La copertina del libro e una foto di Nicko McBrain (credits: John McMurtrie)Dal rapporto con Steve Harris alle tensioni con Bruce Dickinson, passando per gli eccessi del rock e la decisione di lasciare gli Iron Maiden dopo un ictus. In Hello Boys And Girls, McBrain ripercorre quasi quarant’anni di carriera con la schiettezza e l’ironia che lo contraddistinguono
Gli inizi da turnista, le notti all’insegna degli eccessi, gli incontri improbabili con le leggende del rock e quasi quarant’anni trascorsi dietro la batteria di una delle band heavy metal più celebri al mondo: è un racconto senza troppi filtri quello affidato da Nicko McBrain a Hello Boys And Girls, la sua autobiografia, disponibile in Italia a partire da oggi, mercoledì 28 ottobre 2026, per Il Castello, nella collana Chinaski.
Il batterista ripercorre la propria vita dentro e fuori gli Iron Maiden, alternando ricordi personali, episodi surreali e riflessioni sui rapporti umani che hanno accompagnato la storia del gruppo.
Il libro attraversa decenni di musica, dai primi lavori come turnista all’ingresso nella band guidata da Steve Harris, fino alle tensioni interne, ai cambi di formazione e al ritorno di Bruce Dickinson e Adrian Smith. McBrain racconta colleghi e amici con un tono diretto, soffermandosi sulle qualità e sulle contraddizioni dei protagonisti. Non mancano le storie più irriverenti, tra risse sfiorate, bevute, incomprensioni e incontri con alcuni dei nomi più noti della scena internazionale.
Al centro del volume ci sono anche l’evoluzione del suono degli Iron Maiden, il contributo delle radici jazz, blues e funk del batterista e il valore dell’amicizia e della lealtà. Fino alla decisione, nel 2023, di lasciare il gruppo dopo un ictus che gli ha impedito di continuare a suonare ai livelli desiderati. Una scelta che, come precisa lo stesso McBrain, non ha cancellato il legame con quella che considera ancora la propria famiglia.
Gli eccessi e gli incontri con le leggende del rock
Prima degli Iron Maiden, la carriera di McBrain è stata segnata da un percorso irrequieto, tra ingaggi da turnista, avventure e disavventure. A restituire un’immagine del suo carattere è anche un ricordo dell’amico Lemmy Kilmister dei Motörhead, che lo rimproverava per la sua tendenza a parlare troppo: "Chi c***o ti ha licenziato questa volta, Nick? Devi imparare a tenere la bocca chiusa".
Le pagine dell’autobiografia sono popolate da incontri memorabili. Jimmy Page e Robert Plant, per esempio, gli avrebbero chiesto della droga durante un volo di ritorno in Inghilterra. In un’altra circostanza, i Genesis si ritrovarono a suonare come gruppo spalla a un suo concerto. Episodi che raccontano un ambiente musicale in cui le traiettorie dei protagonisti potevano incrociarsi nei modi più imprevedibili.
L’ingresso negli Iron Maiden rappresenta il passaggio decisivo della sua storia. McBrain ricorda con ironia il primo incontro con Steve Harris: "La prima volta che incontrai Steve Harris, pensò che fossi un pappone". Un aneddoto che anticipa il tono schietto del libro, nel quale la memoria personale si intreccia continuamente con la storia della band.
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Quasi 40 anni negli Iron Maiden, contributo al sound
L’arrivo di McBrain contribuisce a definire una nuova fase del suono degli Iron Maiden. Le sue radici jazz, blues e funk si aggiungono alla matrice hard rock e metal del gruppo, diventando parte di un’identità musicale costruita attraverso decine di album e tournée.
L’autobiografia dedica spazio anche ai rapporti tra i membri della band. Steve Harris viene descritto come un leader meticoloso e intransigente, ma anche corretto e democratico. Dave Murray è paragonato a un gatto sornione, sempre attento a ciò che accade e pronto a osservare gli altri con un sorriso. Di Janick Gers, entrato nel gruppo dopo l’uscita di Adrian Smith nel 1990, McBrain sottolinea invece l’energia.
Il racconto restituisce così il funzionamento di una formazione costretta a trovare continuamente un equilibrio tra personalità forti, ambizioni artistiche e lunghe permanenze sulla strada. La lealtà, insieme all’amicizia, emerge come uno dei temi ricorrenti del libro.
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Bruce Dickinson, gli attriti e la riconciliazione
Uno dei capitoli più delicati riguarda il rapporto con Bruce Dickinson. L’uscita del cantante dagli Iron Maiden nel 1993 provocò tensioni con McBrain, ma il tempo permise ai due di superare i contrasti. Il batterista racconta la riconciliazione come un passaggio fondamentale, riassunto in una frase: "L’esserci detti che ci volevamo bene ha cancellato ogni vecchio rancore".
L’addio di Dickinson aprì una fase nuova per il gruppo, che affidò il ruolo di frontman a Blaze Bayley. McBrain riconosce il valore del cantante, ma non nasconde le difficoltà attraversate dalla band in quegli anni, tra vendite in calo e concerti davanti a un pubblico meno numeroso. "Se Bruce non fosse tornato, forse avremmo gettato la spugna", ammette.
Il ritorno di Dickinson e Adrian Smith segnò una svolta. Con il senno di poi, McBrain descrive quel momento come l’inizio di una stagione affrontata con maggiore consapevolezza: "Quando Bruce e Adrian sono tornati, eravamo tutti più vecchi e più saggi".
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Dalla spiritualità alle storie più irriverenti
Hello Boys And Girls non si limita alla musica. McBrain racconta anche l’avvicinamento alla religione, avvenuto a metà degli anni Novanta dopo un’esperienza spirituale che, secondo il suo racconto, lo portò a sentire Gesù entrare nella propria vita. Ormai cittadino statunitense, esprime inoltre preoccupazione per il futuro del Paese, criticando duramente chi lo governa.
Il tono torna poi quello più scanzonato degli aneddoti rock. Ace Frehley dei Kiss lo avrebbe accusato di copiarne il look; con Tico Torres dei Bon Jovi ci sarebbe stato un momento di tensione per una bottiglia di champagne. Tra gli altri episodi ricordati figurano Keith Moon che lo caccia da un locale, Tommy Lee dei Mötley Crüe che fa pipì addosso a Bruce Dickinson e ossa di pollo lanciate sulla testa di Axl Rose.
Storie che restituiscono un ambiente spesso eccessivo e imprevedibile, raccontato senza rinunciare all’ironia e alla consapevolezza di chi ne ha attraversato a lungo le contraddizioni.
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L’ictus e la decisione di lasciare la band
Nel 2023, dopo essere stato colpito da un ictus, McBrain ha deciso di lasciare gli Iron Maiden. Le conseguenze dell’evento non gli consentivano più di esprimersi alla batteria come avrebbe voluto, rendendo necessario un cambiamento dopo una vita trascorsa sui palchi.
La decisione non ha però interrotto il legame con i compagni. "Faccio ancora parte della famiglia degli Iron", precisa il musicista, sottolineando come l’uscita dalla formazione non cancelli una storia condivisa per quasi quarant’anni.
A completare l’autobiografia è una fotogallery con immagini della vita privata di McBrain e dei momenti più significativi della sua avventura con gli Iron Maiden. Un percorso personale che, attraverso ricordi, confessioni e aneddoti, ripercorre anche una parte importante della storia del rock e dell’heavy metal.